GenerAzione infoltisce il drappello di liste civiche cittadine a Ragusa

Scorrendo l’elenco delle formazioni civiche, a Ragusa, escludendo tutte le piccole associazioni che si definiscono a carattere politico-culturale, ci si trova davanti ad un quadro che farebbe emergere una sete di politica ai limiti dell’arsura.
In effetti, molti dei movimenti e delle liste civiche, al netto di quelli più qualificati, che hanno una storia e che mantengono la propria identità, che sono, in pratica, vivi, non si tratta altro di strutture politiche alternative ai partiti, create per avere spazio laddove non si è trovato nei partiti, per mille motivazioni.
Strutture create spesso per asfaltare la strada verso una candidatura, da quella modesta di consigliere comunale a quella di candidato sindaco. Strutture che sono cresciute sull’onda della montante avversione per i partiti.
Per restare ai due ultimi quinquenni di sindacatura, quelli successivi all’ultimo grande sindaco qualificato politicamente, abbiamo il movimento Territorio che ha una sua storia a parte, con una comparsa importante anche in sede regionale, presente anche in provincia, una storia lunga che lo vede protagonista autorevole e condizionante della politica cittadina.
Ci sono poi altri movimenti che si reggono, prevalentemente, se non esclusivamente, sull’autorevolezza e sulla credibilità politica dei leader, Movimento Civico Ibleo di Franco Antoci, Insieme di Maurizio Tumino, Partecipiamo di Giovanni Iacono e Ragusa Prossima di Giorgio Massari.
Avremmo dovuto inserire anche, a buon diritto, il laboratorio politico culturale 2.0 di Sonia Migliore che, al momento, per giustificati motivi, ha fermato la sua attività ma che rientra, a pieno titolo, fra i movimenti politici di rango in città, per l’altrettanta autorevolezza della sua leader, Sonia Migliore.
C’è, poi, la pletora di piccole formazioni nate usum candidatura, Città, Città Futura, Cassì Sindaco, formazioni che si sono esaurite, le prime due, venute a mancare la partecipazione attiva alla vita comunale, o, come quella dell’attuale sindaco, creata per le elezioni del 2018 e, da allora, mai più attiva, se non come riunioni di maggioranza nella sala giunta per impartire le indicazioni di voto.

In questo bailamme di sigle, movimenti e liste civiche, si inserisce, oggi, in vista delle comunali di giugno prossimo, un’altra formazione politica, GenerAzione, che nasce, come specificato in conferenza stampa, per scuotere la città dal torpore dominato dall’ordinaria amministrazione.
Con un eloquio affascinante e forbito, è stato l’avv. Gaetano Mauro a illustrare la genesi e gli obiettivi della neonata formazione politica.
L’avv. Mauro, figlio d’arte, del grande Giovanni Mauro, indimenticato amministratore della provincia, senatore della Repubblica e padre di Forza Italia sul nostro territorio, ha provocato la battuta di un giornalista, se fosse, per caso, il cavallo di troia per riportare al centro della politica, intanto cittadina, il padre.
Ci permettiamo di citare questo particolare perché Dio volesse che di questo si tratti, perché nel desolante panorama politico locale, dove restano solo pochissimi componenti di rango, autorevoli, competenti e politicamente di eccellenza, che si contano sulle dita di una mano, il ritorno sulla scena politica di Mauro sarebbe solo auspicabile grazia divina.
C’è, quindi, una area vasta di generazione, dai trentenni ai quasi cinquantenni che vorrebbe rivestire i panni del ‘sindaco azzurro’ che svegli la bella addormentata Ragusa, quella che, una volta, era l’isola nell’isola e, ora, si mostra ai margini della geografia politica, economica, turistica e culturale.
Secondo Gaetano Mauro c’è una pletora di giovani che vuole offrire alla città le sue esperienze, le sue competenze, le sue conoscenze, senza rinnegare il passato e, soprattutto, senza nessun istinto di rottamazioni, anzi volendo accrescere il proprio bagaglio grazie alle esperienze dei non più giovani.
Serve, ha concluso Mauro, nel suo intervento introduttivo alla conferenza stampa, freschezza di pensiero.
È stato poi, l’avv. Riccardo Schininà, vecchia conoscenza della politica ragusana, ex consigliere comunale del PD, o come si chiamava i tempi, a illustrare sinteticamente linee ispiratrici del movimento, strategie di massima e obiettivi da perseguire.
E’ opportuno sgombrare il campo dalle leggende metropolitane del momento, di intenzioni di Schininà di candidatura a sindaco, di partecipazione a eventuali primarie di area, di lobby economiche alle spalle del candidato e del movimento, tutto costruito attorno alla triade che si vorrebbe facesse riferimento all’on.le Nello Dipasquale, deputato regionale del PD che, piaccia o meno, resta l’elemento centrale della politica provinciale, e cittadina in particolare.
Capita così che un incontro e una foto fra il segretario cittadino di Territorio, il dr. Raffaele Schembari, Ciccio Barone, assessore fino all’altro ieri della giunta cittadina, che ha liberamente scelto di appoggiare Dipasquale alle ultime regionali, e Riccardo Schininà, che non rinnega la sua passata appartenenza a sinistra e che ha bazzicato naturalmente al comitato elettorale di Dipasquale, scateni le illazioni più diverse sulle strategie in atto per dare alla città una innegabilmente auspicata alternativa a Cassì.
Come né Schembari, né Barone, hanno dichiarato le proprie intenzioni di candidatura, anche l’avv. Schininà ha voluto precisare che, al momento, obiettivo della nuova formazione politica è quello di concorrere al dibattito politico in città, con quelle forze che si ritengono alternative a Cassì e alla sua amministrazione, una serie di interlocuzioni per confrontare idee, programmi e fare sintesi che, chiaramente deve portare alla identificazione di un candidato unitario da presentare per la guida della città.
Sintesi della linea politica del movimento sono STRATEGIA, che deve servire per tracciare il filo conduttore delle politiche di crescita, CAPITALI PRIVATI fondamentali per creare le condizioni ideali per dare una svolta alla città, senza i quali sarebbe difficile attuare le strategie prioritarie che devono guardare solo al lungo periodo per dare una identità a Ragusa per i prossimi 15/20 anni.
Ancora INNOVAZIONE, attraverso un serrato confronto con forze sociali, movimenti, partiti, associazioni, per disegnare una nuova città, moderna, ambiziosa, efficiente e al passo con i tempi, in ogni settore.
Da ultimo SOSTENIBILITA’ che va intesa non solamente in termini ambientali, quanto nel senso della durabilità delle politiche e delle scelte, nel tempo.
GenerAzione ritiene che c’è l’esigenza pressante di porsi in alternativa alla giunta Cassì, Ragusa è una città fatta di gente dinamica e laboriosa che ha capacità di creare ricchezza, benessere, vivibilità, ma non trova adeguati riscontri nell’attuale guida della città.
E, per raggiungere gli obiettivi, come specificato chiaramente, il nuovo movimento è aperto al confronto con tutte le forze che si ritengono alternative all’attuale sindaco, una idea che riteniamo ambiziosa e ardita, considerato che, al momento, lo schieramento che si oppone all’attuale amministrazione va da Fratelli d’italia che ne ha dette di tutti i colori contro il sindaco Cassì, a varie componenti di centro, ai 5 Stelle, alla sinistra nelle sue diverse espressioni di centro sinistra e di ali estreme.
È chiarissimo che, alla base del confronto, ci deve essere una condivisione dei programmi, ma si rischia di cadere nelle difficoltà degli assembramenti politici che, negli ultimi tempi, non hanno dato risultati eccezionali.
Se tutto nasce solo dall’esigenza di conquistare una poltrona, meglio lasciar perdere le novità e affidarsi ai partiti e alle coalizioni tradizionali.
Ragusa ha cercato il nuovo, il cambiamento, ha scelto Piccitto e il Movimento 5 Stelle e la fine è sotto gli occhi di tutti, soprattutto come scelta di partito. Ha poi scelto Cassì, come pura espressione civica, e fondamentalmente ci sono gli stessi problemi degli altri partiti, ambizione di poltrone, incompetenti al volante di settori vitali, ricerca di alleanze strane per sopravvivere.
Tanto varrebbe sfornare un programma, sfornare idee e proposte, e sottoporle al vaglio dell’elettorato, soprattutto presentando chi sono gli attori che saliranno sul palco.
Perché gli ultimi sindaci sono stati, ed è riconosciuto da tutti, oro colato, persone integerrime, rispettabili, preparate, ancorché digiuni di politica. Quello che li ha rovinati è stato l’entourage, il cerchio magio, le scelte sbagliate di uomini, collaboratori, assessori ed esperti vari che, nella maggior parte dei casi, sono stati la summa dell’incapacità e dell’incompetenza.
Belle le linee ispiratrici del nuovo movimento, a tratti affascinanti, condivisibile la necessaria e inevitabile strategia a lungo termine, ma la città vuole saper chi c’è dietro, quali sono le posizioni per urbanistica, piano regolatore, centri storici, consumo di suolo zero, edificabilità dei terreni per nuove case o alberghi, ambiente, transizione ecologica, trasporto pubblico, scuola, istruzione, rifiuti.
Serve, soprattutto la garanzia di chi si espone che nessuno sarà attaccato alla poltrona, che la politica non sarà un posto di lavoro e fonte di sostentamento a tempo determinato ma sicuro, che nessuno è inamovibile, e garanzie, che sono state solo appena accennate, per una rivoluzione che svincoli l’amministrazione della città dalla subordinazione ai dirigenti e alla macchina comunale.
E, per chiudere, alleanze chiare e non modificabili con analoghe garanzie fornite da tutti gli alleati, ma, innanzitutto, che non siano innaturali pur di governare.

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