Gli effetti del ‘licenziamento’ dell’assessore Ciccio Barone cominciano a farsi sentire, anche più di quanto si poteva prevedere.
Due consiglieri comunali del gruppo Barone, Luca Rivillito e Gianni Mezzasalma, com’era prevedibile e naturale, hanno abbandonato la maggioranza, comunicandolo in aula e confluendo nel gruppo misto.
Solo una amenità l’annuncio di rappresentare il gruppo politico, di nuova costituzione, Patto per Ragusa, creatura dell’ex assessore Ciccio Barone, gruppo che non può avere nessuna ufficialità in Consiglio, non essendo compreso fra le sigle di partiti, di movimenti e di liste civiche presenti alle elezioni del 2018.
La maggioranza dispone, al momento, solo di 12 componenti, insufficienti per garantire il numero legale in primo e secondo appello. Dei 15 componenti, originariamente afferenti alla maggioranza, mancano 3 elementi, la Malfa, Rivillito e Mezzasalma.
Ci sono altri consiglieri non sereni, alquanto agitati politicamente, ma si va verso la fine della sindacatura e, in ogni caso, non si vedono all’orizzonte fronti organizzati per dare realmente fastidio alla maggioranza, come del testo è stato per tutti questi anni.
Non è da escludere, poi, che, per il famoso ‘bene comune’, ci possa essere qualche consigliere delle opposizioni che possa venire incontro alle necessità della maggioranza e dell’amministrazione.
Lo si vedrà già da oggi pomeriggio, mercoledì 26 ottobre, nella seduta di consiglio comunale convocata dopo quella ispettiva di ieri, martedì. Basterà che qualche consigliere di opposizione garantirà la presenza in aula e per l’amministrazione si tratterà solo di un malore passeggero, alleviato dal cosiddetto ‘soccorso rosso’.
Ma l’amministrazione farebbe bene a fare degli accertamenti approfonditi, perché anche un piccolo malore può essere segnale di patologie più serie.
Nella seduta ispettiva, infatti, oltre all’emergere di alcune questioni importanti e delicate, rese di attualità da un comunicato del consigliere Giorgio Mirabella e confermate nella loro gravità dall’intervento del sindaco, afferenti alla tassa di soggiorno, ci sono stati gli sfoghi di tre rappresentativi esponenti di maggioranza, la consigliera Salomone, la consigliera Iacono, Presidente della quinta Commissione, Cultura, Turismo, Attività Sociali e Politiche Giovanili. la consigliera Raniolo, Presidente della sesta Commissione, Sviluppo Economico, Industria, Artigianato, Commercio, Agricoltura e Politiche Comunitarie, nonché VicePresidente del Consiglio Comunale e componente dell’Osservatorio per la Tassa di Soggiorno come rappresentante della maggioranza.
Come appresso vedremo, nei loro interventi, prendendo spunto della mancata comunicazione della riunione della Consulta femminile per l’elezione della Presidente, è emerso un malcontento profondo, peraltro noto a molti, nei confronti dell’amministrazione per uno scarso coinvolgimento nei fatti di Palazzo. Specificatamente per le Presidenti di Commissione, un preciso atto di accusa nei confronti degli assessori di riferimento per il mancato coinvolgimento nelle più importanti iniziative.
È una storia vecchia, che si trascina da tempo, non affrontata dalle consigliere con la dovuta fermezza, affidata solo alle assicurazioni del sindaco che si sono rivelate solo di facciata.
Del resto, quella dell’amministrazione di tenere riservate le questioni importanti, ancorché riguardino la cosa pubblica e quindi tutti i cittadini, è cosa ormai risaputa, è la cifra distintiva di un’amministrazione che ha dato in pasto all’opinione pubblica solo quello che gli è sembrato conveniente.
Solo il cerchio magico, nel chiuso delle stanze di palazzo, ha operato scelte, strategie, indirizzi, con la sceneggiata finale della convocazione di una riunione di maggioranza per far intravedere il massimo coinvolgimento nelle scelte.
D’altra parte, ci sono state opposizioni rivelatisi inconsistenti, inutili, che hanno sempre sollevato piccole questioni, anche i consiglieri di maggioranza si sono soffermati, spesso, su questioni da salotto.
Le questioni che dovrebbero essere sollevate dalle opposizioni e da quanti, della maggioranza volgiono vedere chiaro sono ben altre: perché non andare a chiedere se ci sono contenziosi con richieste di risarcimenti milionari?
C’è il ricorso della Teknè, ma pare anche che ci sia la Lamco che torna a chiedere un forte risarcimento, nonostante ci era stato detto che tutto era risolto nei rapporti con l’esattore.
Perché nessuno chiede di fare chiarezza sulla gestione economica dell’appalto dei rifiuti? La TARI è pagata da tutti a Marina di Ragusa, porto turistico compreso?
Perché invece di parlare di rigenerazione urbana e caratteristiche ambientali del nuovo PRG non si sottolineano gli spazi dove è prevista l’edificabilità mentre l’amministrazione parla di consumo suolo zero?
Perché non parlare delle trattative per la riconversione del macello comunale con l’intervento del privato? Cosa c’è dietro che non consente di portare l’iniziativa a conoscenza della collettività?
Fino a quando ci saranno opposizioni silenti, che non riescono a capire l’importanza di molte questioni oppure, le sconoscono del tutto, l’amministrazione Cassì potrà proseguire nel suo cammino.
Il problema sarà se qualche questione importante comincia a venire fuori in campagna elettorale, e, allora saranno dolori per l’amministrazione virtuosa di Cassì che, comunque, ha sempre il suo seguito.
Ma la situazione non è rosea come nel 2018, il sindaco si sbaglia di grosso se pensa di andare avanti con la stessa squadra assessoriale e con la claque che, ad orologeria, si alza e lo incensa.
Gli imprenditori sentono l’esigenza di interlocutori diversi, la politica si rende conto che non può essere esautorata dal civico di turno, non c’è risveglio, ripresa economica, sviluppo in città, eventuali necessarie alleanze per le prossime consultazioni comunali richiederanno spazi in giunta che non potranno essere, come prima, solo retaggio dei fedelissimi del cerchio magico, peraltro in molti casi del tutto inadeguati e incompetenti per la gestione della cosa pubblica.
