Siamo a due mesi dal cosiddetto ‘semestre bianco’, periodo nel quale dovrebbe decantare l’attività dei 55 mesi di amministrazione in vista delle successive consultazioni.
Il sindaco ha già fatto capire che del semestre bianco se ne sbatte, perché fino all’ultimo governerà nel pieno delle sue funzioni, prendendo, forse, anche decisioni che potrebbero ricadere su una successiva amministrazione. È comunque cosa legittima.
Piuttosto, in vista della fine del mandato, un sindaco e i suoi assessori dovrebbero dare il colpo di coda all’attività, come degna cornice dell’attività svolta.
A Palazzo dell’Aquila tutto sembra andare more solito, con lentezza estenuante, con ritmi volutamente tenuti bassi.
Si è aggiunta la defenestrazione dell’assessore Barone che ha lasciato all’interim del sindaco deleghe importanti, il turismo, lo spettacolo, la polizia urbana, il personale, i centri storici, il randagismo.
Il sindaco non mostra alcuna fretta, si occupa già di rifiuti e di avvocatura, settori che certo, soprattutto in questi momenti, non sono indenni da problemi cogenti, aggiungere il peso di altre sei deleghe importanti ci sembra azzardato.
Normale che non si possa pensare a nomine di altri assessori, esterni all’amministrazione, per non creare squilibri nell’attuale fase preeletorale, ma una decisione si deve pur prendere, impensabile arrivare a giugno in queste condizioni.
La città attende, ma i ritmi sono quelli che sono conosciuti.
C’è da sperare che le scelte di Cassì non ricadano sugli attuali assessori, perché potrebbe essere il baratro aggiungere all’inadeguatezza di qualcuno il peso di deleghe importanti.
Già molti discutono sulla opportunità di ripresentare, come assessori per l’eventuale prossima sindacatura, elementi che hanno dato poco alla città o che hanno praticato politiche fallimentari, gratificarli con altre deleghe sarebbe un paradosso.
Appunto per non alterare equilibri, ci sarebbero scelte opportune, peraltro che sarebbero condivise da molti: un ruolo più determinante si potrebbe dare al capogruppo Andrea Tumino, si potrebbe premiare la voglia di fare della consigliera Raniolo, si potrebbe approfittare della indiscussa efficienza del capo di gabinetto, Nunzio Basile, uno che le castagne dal fuoco le toglie già ora, fuori dalla giunta.
E stiamo parlando solo di fedelissimi del primo cittadino, come è giusto che sia, per i quali Cassì non potrebbe avere dubbi di nessun genere.
Ma sono scelte che non si possono rimandare oltre, perché già il bilancio da presentare agli elettori è scarno di contenuti, c’è già chi sta preparando un dossier su tutto quello che era stato presentato come programma elettorale, integrato con tutto quello che manca in città, nonostante la pletora di annunci che ha caratterizzato il quinquennio.
