C’è un carosello di candidati per le prossime comunali di Ragusa, nessuno, per ora, sotto l’egida di un partito che si possa definire tale, tutti partitini, movimenti e liste civiche che sgomitato per conquistare un posto al sole, anche d’angolo.
L’ultima chiamata, per annunciare la presenza sui possibili scenari delle prossime comunali, è stata quella del responsabile locale di Azione che ha convocato una conferenza stampa per sabato, per l’alleanza Azione di Calenda-Italia Viva.
Il cosiddetto ‘terzo polo’, forte dei consensi raccolti a Ragusa, alle ultime nazionali, abbastanza vicini ai 2.000 voti, anche se alle regionali il bottino è stato molto più ridotto, meno di 500 voti, sui livelli di un buon consigliere comunale, aspira a dire la sua.
Come spesso accade, si annuncia la conferenza stampa, ma ci si affretta a precedere l’evento con dichiarazioni sui giornali.
È il caso di uno dei responsabili di Italia Viva, presentato, oggi, sul quotidiano locale, come componente del Comitato Nazionale di Italia Viva e candidato per la Camera, alle recenti elezioni, nell’uninominale di Ragusa per la Lista Azione di Calenda, Italia Viva.
Non è, quindi, a quanto pare, l’ultimo arrivato del terzo polo, tanto da tracciare, a grandi linee, il percorso da seguire, ancorché ci si trovi, come tutti, in una fase interlocutoria, delle trattative.
Ma, considerata la figura del personaggio in seno al partito Calenda-Renzi, c’è da prestare ascolto ai progetti anche se, secondo noi, di amenità si tratta.
Partendo dall’assunto, comune a tutti, che c’è la massima disponibilità per dialogare con chi voglia lavorare ad un buon progetto per la città, si esprime un giudizio favorevole sull’amministrazione Cassì, apprezzandone, come partito, la tendenza al civismo, in assenza del quale e in presenza di una alleanza con Fratelli d’Italia, ogni ipotesi di alleanza è da scartare.
Da capire perché non si avvierebbe una alleanza con un percorso politico che vedrebbe la presenza di simboli di partito: ma Azione-Italia Viva è un partito, o federazione di due partiti o cos’altro?
L’amenità arriva quando, dopo essersi profuso nell’endorsement per Cassì, il nostro amico specifica che il panorama politico locale è affollato da “personalità da tenere in considerazione”
E quali sarebbero?
Si accenna ad un vecchio amico del PD, quando militavano assieme in questo partito, vale a dire Mario D’Asta, attuale consigliere comunale di Ragusa, uscito dal PD e confluito nel gruppo misto, dove, assieme ai colleghi dello stesso gruppo, Gurrieri, fuoriuscito dai 5 Stelle, e Maria Malfa, ex baroniana della lista Cassì Sindaco, per un periodo transitata nella Lega, starebbe lavorando ad una lista civica con chiaro riferimento al deputato regionale Ignazio Abbate.
E il rappresentante di Italia Viva, come si definisce lui stesso nell’intervista, parla di D’Asta, come componente di un fronte moderato che potrebbe dare un contributo alla crescita della città.
Nulla da eccepire su Mario D’Asta, si come candidato sindaco che come esponente di una espressione civica che potrebbe lavorare per il bene della città, ma in un periodo nel quale la gente è portata ad allontanarsi dalla politica, sarebbe meglio fare meno parole e, soprattutto, mostrare coerenza e chiarezza, per non disorientare ulteriormente gli elettori.
Il fatto che D’Asta ambisca alla candidatura a sindaco non è cosa nuova, dati i tempi non stupisce nemmeno che dal PD vada a finire nell’UDC di Abbate che, a sua volta, confluisce nella nuova DC di Totò Cuffaro.
Ma che un esponente di Italia Viva, che dovrebbe parlare a nome della federazione Azione-Italia Viva, guardi a Mario D’Asta, lascia basiti: vero è che non si parla di candidatura a sindaco ma la realtà è nota a tutti.
Ma come si presenterebbe D’Asta: come UDC, come Nuova DC di Totò Cuffaro o come, addirittura Azione-Italia Viva ?
In certi momenti la confusione creata da Fratelli d’Italia, sull’altalena pro e contro Cassì, dai candidati, o presunti tali, alle primarie, Schininà, Barone, Schembari, ora ci mettono anche quelli del terzo polo, dopo che si sono assopite le velleità palermitane di Abbate, porterebbe a dire: “Teniamoci Cassì, nel bene e nel male, tanto, dopo 5 anni, abbiamo fattoi il callo a lui e al suo entourage, al suo cerchio magico.”
Non si riesce a capire come mai, un giovane esponente politico che può mettere a frutto l’esperienza politica di due che sono, comunque, rispettabilissimi leader politici, condivisibili o meno, non porti avanti la sua alleanza e i componenti di questa.
Cosa vuol dire essere moderati che possono passare, indifferentemente, da Cassì al terzo polo, a esperienze con espressioni di sinistra cattocomuniste?
Come può un giovane, espressione di una formazione creata da maturi ma giovani politici, come Calenda e Renzi, pensare di confrontarsi con vecchie glorie della politica locale, come Massari o, addirittura Solarino, che pure avranno tutti i diritti e le credenziali per aspirare ancora alla guida della città ma che rappresentano, innegabilmente, il passato?
Alla fine, si conclude l’intervento con la precisazione che chi parla lo fa come rappresentante di Italia Viva ma il ragionamento vale anche in termini di federazione di partiti, fra i quali è sempre aperto il confronto per condividere un percorso comune.
Ma, in definitiva, Azione di Calenda e Italia Viva camminano assieme o si dirigono all’obiettivo su mezzi diversi?
