In pratica, si tratta, della prima vera candidatura a sindaco per le comunali del 2023. È la ricandidatura del sindaco in carica, indirettamente confermata da un post di Peppe Cassì che vorrebbe rispondere a quanti chiedono lumi su possibili nuove alleanze
Nel panorama di confusione nel quale partitini, movimenti e tentativi di liste civiche si stanno affannando a cercare alleanze per intraprendere un cammino minimamente sicuro per le prossime comunali, una candidatura ufficiale costituisce notizia, anche se è quella scontata del Sindaco in carica.
Sindaco in carica che ha ritenuto opportuno affidare ad un post sui social una sorta di manifesto della sua ricandidatura, in verità dai riscontri assai scarsi se è vero che la cosa è passata nel sostanziale silenzio e il quotidiano locale, di solito prodigo nell’accogliere le esternazioni del primo cittadino e degli amministratori, ha dedicato solo un piccolo trafiletto.
La ricandidatura di Cassì si inserisce in un quadro politico locale ancora da definire: si parte dall’assunto che l’attuale sindaco vuole disconoscere, o, almeno, così ha sempre detto, rapporti con la politica tradizionale, quella dei partiti, preferendo intavolare possibili accordi solo con forze e movimenti civici.
Quindi, esclusione del partito che, a livello nazionale va per la maggiore, peraltro il partito che nel 2018 sostenne per primo la candidatura di Cassì ed è stato anche in giunta, fino alla rottura dei rapporti, rapporti che, ora, il nuovo senatore del collegio vorrebbe che fossero riallacciati.
Esclusione di Fratelli d’Italia che si inserisce nel contesto della totale assenza del centro destra in città, con Forza Italia inesistente, la Lega affidata solo alla luce dei fratelli Mallia e un UDC che vorrebbe allungare i suoi piccoli tentacoli sul capoluogo attraverso il nuovo deputato regionale, Abbate, ma non si sa con quali forze in campo.
Questa situazione determina condizioni non facili per la ricandidatura dell’attuale sindaco che, seppure sotto traccia, ricevette ampio sostegno dal centro destra: verrebbero a mancare i voti, allora pochi, di Fratelli d’Italia, mancherà il sostegno importante, numericamente e come immagine, di Ciccio Barone e dei suoi sostenitori, senza dire che una quasi obbligatoria candidatura di un esponente di Fratelli d’Italia, pescherebbe, inevitabilmente in un bacino di destra e di moderati che toglierebbe voti importanti a Cassì.
Il partito della Meloni non potrebbe restare assente nelle comunali del capoluogo e costituisce la vera incognita delle prossime consultazioni.
Tutto quello che dai moderati di centro va a finire a sinistra è sotto l’intermittenza del faro del PD e del suo leader, on.le Dipasquale, senza i quali pensare ad una vera alternativa per la città è da novizi della politica.
Il sedicente leader del Movimento 5 Stelle ammette di fatto, il momento di difficoltà accresciuto dalle rinnovate rivalità nel capoluogo, e cerca di produrre in loco il ‘Coordinamento 2050’, l’associazione civica, ecologista e progressista che vorrebbe porre le basi per un coerente campo di centro sinistra la cui competitività, secondo la Campo, passa solo dal Movimento guidato da Conte.
Accanto a questa possibile forza in campo, si allineano ai nastri di partenza, anche con malcelate intenzioni di avanzare candidature a sindaco, varie formazioni, la nuova Generazione, Azione di Calenda e Renzi, il movimento dell’ex sindaco di Messina , De Luca, tutte formazioni che si stanno affannando a confrontarsi per trovare la quadra di possibili alleanze e accordi programmatici.
Delle piccole formazioni politiche già esistenti, Ragusa Prossima di Giorgio Massari sembra la più titolata a stringere accordi con l’attuale sindaco, come vedremo, anche in virtù delle ormai secolari trattative per un sostegno all’amministrazione Cassì. Movimento Civico di Franco Antoci dovrebbe ancora sostenere Cassì, non si sa se da solo o in tandem con Pensiero Ibleo a cui fa riferimento l’attuale assessore Giuffrida.
Particolare, questo, importante, perché dal chiarimento dei rapporti fra i due movimenti dipende l’eventuale necessità di un posto in più in giunta.
Scontato l’appoggio di Partecipiamo di Giovanni Iacono alla nuova sfida del sindaco.
Ci sono poi Ragusa in Movimento, che già viene considerata come possibile cavallo di troia della destra nella giunta Cassì, Ri-pensare Ragusa dell’ex vicesindaco Massimo Iannucci.
Fra le formazioni di peso, Territorio, che si muove nell’orbita dell’area vicina a Nello Dipasquale e i cui destini sono inevitabilmente connessi alle scelte di quest’ultimo, e che, peraltro, ha offerto la disponibilità del suo segretario cittadino, il dott. Raffaele Schembari, per la candidatura a sindaco, e INSIEME di Maurizio Tumino che, al momento, non mostra ambizioni di candidatura a primo cittadino ma, di certo, vorrà far pesare il suo non indifferente bacino di voti in città
In questo scenario, in verità assai composito, l’attuale sindaco fa mostra, ma non ci crede nessuno, di non lavorare a coalizioni create solo per conseguire il risultato alle elezioni.
Consapevole del forte astensionismo, ormai cronico, lo addebita, senza mezzi termini a questo sistema di relazioni mutevoli, a cui, però, inevitabilmente, non si può sottrarre.
La sua amministrazione vorrebbe inseguire un obiettivo di chiarezza nei confronti dei cittadini, attraverso un percorso lineare di avvicinamento alle prossime elezioni.
Queste sarebbero le tappe disegnate da Cassì:
La produzione di un bilancio di fine mandato attraverso cui presentare i risultati raggiunti e quelli mancati, la percentuale di attuazione del programma elettorale, le iniziative non programmate assunte in corso d’opera, lo stato di avanzamento dei progetti, la qualità dei servizi, l’efficienza della macchina amministrativa, indicando i punti di forza e quelli di debolezza; come ben dice Cassì, ci sarà, veramente, tanto da raccontare ma anche tanto da leggere.
Poi Cassì parla della sua aggregazione che ha dato vita alla lista civica nel 2018, che ha costituito, fino alle settimane scorse, la sua maggioranza in Consiglio comunale, una offesa, a tutti gli effetti, all’intelligenza dei ragusani definirla ‘movimento civico’, data la totale assenza di vita al di fuori delle sedute del civico consesso e delle preventive riunioni di maggioranza per fornire le indicazioni di voto in aula.
Sulla base di questa aggregazione Cassì lavora, ma da tempo, alla formazione di due liste civiche che dovrebbero, intanto, includere consiglieri e assessori in carica, tutti secondo quello che scrive Cassi in questo manifesto.
Si apre, quindi, il capitolo del confronto con altre forze politiche, con le quali ci sia affinità di valori e di principi.
Senza mezzi termini si può affermare che si tratta dell’annuncio ufficioso dell’accordo con Ragusa Prossima di Giorgio Massari, nelle intenzioni di Cassì e al netto di possibili residue resistenze all’interno della formazione politica che in consiglio fa capo a Gianni Iurato.
Lo scriviamo, leggendo “sarà presa in seria considerazione l’attitudine al dialogo ed al sereno confronto dimostrati durante questa esperienza amministrativa, in vista di possibili alleanze che non rappresentino solo la somma algebrica di voti, ma che aprano scenari di buon governo, secondo canoni di competenza, passione civile, lavoro di squadra”.
Dicitura che esclude il PD, il Movimento 5 Stelle, Insieme, chi resta, restando a questa esperienza amministrativa?
Da ultimo il sindaco uscente si avventura nel terreno, per lui minato, del programma, che vorrebbe ‘dettagliato, realistico, concreto, realizzabile’, frutto anche dei confronti con associazioni, sindacati, enti, ma che alla luce della totale disattenzione per il programma stilato dalla sua aggregazione civica, nel 2018, appare solo come un retorico tentativo di fare politica.
