Dopo la tornata elettorale la politica ragusana torna nel suo ruolo di eterna e totale emarginazione. Come in passato hanno fatto i governi nazionali, per il meridione c’è poco, ancor meno per la Sicilia, il nulla per Ragusa.
A Roma hanno dato all’on.le Minardo la presidenza della commissione difesa e tutto questo è quello che rimane a chi ha girato come una trottola per far crescere la Lega in Sicilia.
Tant’è che il Minardo non perde l’occasione di rilasciare una intervista al quotidiano locale per dire che le segreterie nazionali dei partiti non devono far perdere ulteriore tempo al Presidente della Regione Schifani per far partire la macchina regionale. Sono piccoli segnali, ma assordanti per una situazione che rischia di trascendere nel ridicolo.
Con il non indifferente scudo della condizione che gli assessori regionali dovevano essere scelti fra gli eletti siciliani, si era arrivati ad una composizione di massima della squadra assessoriale.
Ma Fratelli d’Italia esce il meglio della vecchia politica e si impunta per favorire, ad ogni costo, i pupilli dei suoi big. Dopo che alla Presidenza è stato eletto un fedelissimo di La Russa, un giovane senza esperienza, i vertici romani di Forza Italia pretendono due posti in giunta, uno per un fedelissimo del cognato della Meloni, Lollobrigida, e uno per la moglie dell’ex assessore alla sanità Razza, sempre pupillo dell’ex Presidente Musumeci.
Non è che, a Roma, Musumeci sia messo bene, prima gli avevano dato il ministero del sud e del mare, ma senza i porti e soprattutto senza la gestione dei fondi del PNRR, poi, caso forse unico nella storia, gli hanno tolto tutto e gli hanno assegnato protezione civile e la spinosa questione degli stabilimenti balneari.
Ritenendolo in credito, si può pensare che faccia pressioni per avere almeno il suo pupillo, o in subordine la mogliettina, in gioco a Palermo.
Questioni di squallore immenso, tipiche di quelle formazioni politiche che rivendicano serietà, fermezza, trasparenza, meritocrazia e assenza totale di raccomandazioni e tutele familiari.
Ce ne occupiamo, perché a farne le spese di questi giochi, che definire sporchi è un eufemismo, è il nostro deputato di maggioranza Giorgio Assenza, fedelissimo, per cinque anni, di Musumeci, fedeltà che, ora, viene così ripagata.
Lo scriviamo con piacere perché siamo stati sempre poco propensi ad apprezzare le politiche di Musumeci che poco o nulla è riuscito a dare al nostro territorio, se non parte delle briciole regionali che sono toccate a tanti comuni in tutte le zone della Sicilia.
Assenza non nascondeva il suo pieno e incondizionato appoggio a Musumeci, anche nella nostra città, incondizionato appoggio e consenso per il Presidente della Regione del nostro sindaco, questi sono i risultati per il territorio.
Dopo la mancata nomina di Assenza a Presidente della Assemblea Regionale Siciliana, si dava per scontata un assessorato, ma anche la strada per questo obiettivo non è facile, non sostenuta dai deputati palermitani di Fratelli d’Italia, né dal partito in sede locale, silente il nuovo senatore di Vittoria che ambisce, forse, al ruolo di unica primadonna del partito e della inesistente coalizione di centro destra, né dagli amministratori ragusani che hanno sostenuto Assenza e, di fatto, Fratelli d’Italia.
Si era parlato di un non disprezzabile assessorato ai Beni Culturali, nei giochi di partito sembra sfumata anche questa ipotesi e si va, sempre se va bene, verso un più modesto assessorato alla Formazione, feudo, una volta, dei migliori maneggioni della politica ma non certo settore adatto alla serietà personale e politica di Assenza.
Verrebbe, quasi, da rinunciare a tutto, per vedere se i vari Minardo, Assenza, ci mettiamo anche il nuovo arrivato Abbate, riescano ad avere un sussulto di dignità e possano innescare un processo di rivolta contro questo genere di politica alla quale, in un recente passato, ci hanno relegato altre forze di governo nazionale, come i grillini.
Occorrerebbe fare fronte comune e ci si dovrebbe guardare anche localmente da tutte quelle forze che badano solo a ossequiare i vertici dei rispettivi partiti.
I grillini parlano e poi vanno in soccorso per l’elezione del Presidente dell’Assemblea, in cambio hanno la certezza della vicepresidenza, quelli di De Luca fanno lo stesso e ottengono, forse, la Commissione Antimafia.
E questi sono i movimenti che sgomitano per essere protagonisti anche in città, alle prossime comunali.
Guardatevi bene da tutti, anche da Fratelli d’Italia, i cui esponenti regionali nulla hanno fatto per la nostra città e il nostro territorio: Musumeci non ha mosso un dito per sfruttare le sue prerogative di commissario per la Ragusa Catania, Musumeci e il suo pupillo Razza, assessore alla sanità, nulla hanno fatto per la sanità in provincia, nulla per l’ospedale di Ragusa, per il potenziamento della Rianimazione, hanno solo dato libertà ai manager di turno di non rispettare i dettami del TAR per aprire neurologia e la stroke unit, di chiudere e trasferire reparti, di indire assunzioni non regolari per amici e amici degli amici.
Da Fratelli d’Italia di Ragusa nessuna voce si è mai levata presso i propri rappresentanti per far valere le ragioni del territorio, si pensa solo a cincischiare ancora con l’attuale sindaco per (im)possibili nuove alleanze, sembrano la coppia formata da uno ricco di voti e l’altro ricco di nobiltà e tradizione che si cercano ma, in fondo non si vogliono bene, anzi si detestano.
Sarebbe opportuno che su tutte queste riflessioni si soffermassero quanti sgomitano per la candidatura a sindaco ed esternassero con chiarezza le loro posizioni.
