Pubblichiamo una nota del Presidente del Centro Studi SEREI, il dott. Riccardo Roccella, in riferimento alla presentazione, da parte dell’amministrazione comunale di Ragusa, del Piano Regolatore Generale, svoltasi all’auditorium della Camera di Commercio.
Una nota che ha anticipato, sia pure tardivamente, perché pervenuta pochi minuti prima dell’appuntamento citato, il netto dissenso, espresso dallo stesso Roccella fra gli interventi del pubblico alla fine della presentazione, dissenso rivelatosi unanime nei confronti delle procedure e, sotto certi aspetti, anche delle scelte dell’amministrazione.
La nota del Presidente del Centro Studi SEREI assume la connotazione di un cartello che mette in rilievo la netta non condivisione delle procedure seguite dalla Giunta per arrivare alla stesura del PRG, e ancor meno per non aver considerato ogni minima esigenza di partecipazione della città, dei suoi cittadini e delle parti sociali, a quell’iter che porterà all’approvazione del piano.
Questa la nota:
PRG Ragusa, Centro Studi SEREI: “Confronto con la città non può limitarsi a un singolo incontro pubblico”
L’incontro all’auditorium della Camera di Commercio di Ragusa per presentare il nuovo Piano Regolatore Generale comunale che inciderà sul futuro della città per decenni, non può restare un appuntamento isolato, ma deve essere l’inizio di una serie di incontri necessaria perché il più importante strumento urbanistico prodotto da un ente comunale sia veramente concordato con la città.
Il Centro Studi Socio-Economici di Ragusa e degli Iblei è convinto della necessità di aggiornare la pianificazione urbana alle più recenti esigenze residenziali e non solo, e su questo bene ha fatto l’amministrazione comunale a metter mano al PRG, ma allo stesso tempo pensiamo che quella di oggi, una mera presentazione al pubblico di un atto tecnico e politico, debba servire come primo punto di partenza per altri passaggi.
Il metodo fin qui portato avanti, cioè quello degli uffici che lavorano in silenzio per arrivare alla redazione di un PRG che ha avuto in Giunta una prima approvazione in una forma che sarebbe già definitiva, è carente di quel confronto e della concertazione che un documento così impattante dovrebbe avere.
Almeno, a noi non risulta nulla del genere.
Al di là dei legittimi interessi dei singoli cittadini, che potranno presentare le proprie osservazioni sulle varie tavole quando direttamente interessati, ci chiediamo che fine abbia fatto il sempre auspicato metodo del confronto con le associazioni, con le organizzazioni rappresentanti le categorie, con gli ordini professionali e via dicendo.
Sono questi i soggetti che avrebbero dovuto portare il proprio contributo alla stesura del Piano che, oggi, sarebbe dovuto arrivare già con i primi passaggi effettuati.
La Giunta ha approvato il PRG il 20 ottobre, mentre i Consiglieri comunali hanno ricevuto l’elaborato strumento urbanistico pochi giorni fa.
Del coinvolgimento della città nessuna traccia. Né il riuscire a riempire l’auditorium della CamCom può essere considerato rappresentativo di 72mila abitanti. Ci auguriamo che l’amministrazione Cassì non abbia fretta, che non voglia bruciare le tappe ignorando le richieste che provengono da più parti, che voglia rispettare la consuetudine e il rispetto che di solito ogni amministrazione dimostra quando è ormai vicina alle elezioni, volendo attendere di sapere se governerà per altri cinque anni oppure no, prima di approvare un atto che potrebbe essere imposto anche a chi ha una visione della città completamente diversa da chi sta governando adesso.
