La politica va male perché c’è troppa diplomazia e bon ton istituzionale, il nostro sindaco è il massimo esponente di questa politica ovattata, che, fra l’altro, non ammette i propri errori di valutazione sulle persone.
Si fa un gran parlare della mancanza di rappresentanti iblei in seno alla compagine di governo, ma ci si potrebbe limitare a dire le cose come stanno: non c’erano i termini per parlare di rappresentanti iblei nella giunta regionale, Nello Dipasquale all’opposizione, la Campo troppo giovane e grillina, anche lei all’opposizione, appena arrivato il modicano Abbate, le sue residue e scarse speranza fatte fuori dai giochi di partito, ma poi, pensare che Cuffaro avrebbe piazzato Abbate era da digiuni della politica.
L’unico con le carte in regola per assumere cariche importanti era e rimane Giorgio Assenza, che compendia nella usa persona, al di là della sua ideologia, peraltro oggi vincente e prevalente anche a livello nazionale, tutto quello che serviva: onestà correttezza, competenze, esperienza politica, giusto grado di moderazione, capacità politiche collaudate e di alto livello.
Non a caso si era pensato a lui come possibile Presidente dell’Assemblea Regionale.
A questo punto entrano in gioco le sporche strategie di partito orchestrate dai notabili di turno che devono sistemare i propri fedelissimi.
A poco vale che Giorgio Assenza militi nella destra italiana sin dai tempi di Almirante, a poco è valsa la sua credibilità e affidabilità politica, le sue indiscusse competenze ed esperienza amministrativa, ancor meno la sua sfacciata, diremmo noi anche esagerata, vicinanza a Nello Musumeci del quale è stato, per 5 anni, il fido scudiero, pronto a prendere le sue difese in ogni momento.
Prima Giorgio Assenza è stato messo da parte per far posto a un giovane virgulto di La Russa, suo concittadino, per la carica di Presidente della Assemblea Regionale. E una sola voce a sostegno, da parte di Musumeci non si è sentita.
Al momento di una sicura nomina assessoriale, data per certa anche dal Presidente Schifani che assicurava che non avrebbe nominato esterni indicati dai partiti, è arrivato, da Roma, il diktat di nominare due trombati ai quali si doveva trovare, assolutamente, una poltrona.
Schifani, che non ha certo la statura di un grande politico, solo una pedina di Forza Italia, ormai consumata, che è servita per trovare i giusti equilibri nelle acque agitate del partito di Berlusconi.
Ecco che il Presidente si cala le braghe e mette da parte si aAssenza che l’altra assessore in pectore, la Savarino, anche questa fedelissima e persona di fiducia, da tempo, di Musumeci.
Spazio quindi ai due trombati, nemmeno eccellenti, sconosciuti nel panorama della politica regionale. Solo la donna nota come grillina che aveva abbandonato il Movimento per passare a non ben identificata piccola formazione politica, per poi convergere, vedremo perché, in Fratelli d’Italia.
In pratica, si preferisce l’ultima arrivata, peraltro sconfitta pesantemente nella consultazione elettorale.
Tutto questo, almeno per uno dei due nominati assessori, ha un regista, nemmeno tanto occulto.
Musumeci voleva piazzare a tutti i costi il suo pupillo, l’ex assessore regionale alla Sanità Razza, ma l’impresa era stata, da subito, considerata impossibile, né ci sono stati spazi per altri incarichi importanti: allora non ci si arrende e si fa di tutto per nominare la moglie dell’ex assessore, appunto la ex grillina.
Un tradimento puro da parte di Musumeci.
Da Fratelli d’Italia di Ragusa non una sola parola a difesa di Assenza, forse le forze prevalenti oggi, in seno al partito della Meloni, sono anche contente della estromissione di Assenza da cariche importanti.
E, forse, in ossequio a queste forze per le quali il sindaco Cassì ha fatto campagna elettorale, il nostro sindaco parla vagamente di assenza di esponenti iblei nella Giunta regionale, di territorio che deve inchinarsi ad “astruse logiche di partito, ai giochi di potere dei leader, alle decisioni con cui, da Roma, ritengono giusto “piazzare” qualcuno a prescindere da meriti e competenze.”
Scrive che “Gli equilibri di partito vengono prima dell’interesse della Sicilia e dei siciliani” e si chiede “Dov’è l’attenzione verso i ragusani nella scelta di privarli della propria voce in seno al Governo della nostra Regione? Che fiducia possiamo nutrire in questo sistema?”
Ma nessun cenno al vero colpevole di tutta questa situazione, l’ ”amico” Musumeci al quale è stato tanto legato il nostro sindaco, né una parola contro il partito che non ha profferito una sola parola a difesa di Assenza.
Ma non parliamo troppo, perché ci potremmo trovare questa gente al governo della città, sappiamo che le scelte di Cassì non sono sempre ottimali, non lo sono state per alcuni suoi assessori, non lo sono state per Musumeci, rischiano di non esserlo anche per la prossima ricandidatura a sindaco.
