Piano regolatore di Ragusa, l’appello dei 5 Stelle per un fronte comune

Si parla tanto di PRG, forse troppo, ma, di certo pochi hanno contezza di quello che non va, ma soprattutto di come lo vorrebbero cambiare.
In verità, si deve ammettere, che la presentazione dello strumento urbanistico, che già abbiamo definito una leggerezza del sindaco che ne ha voluto fare anche il vessillo dei suoi cinque anni di governo della città, resta principalmente lo strumento per allestire la campagna elettorale contro Cassì.
In uno scenario che vede il sindaco in carica in evidente difficoltà per reperire quei consensi che, peraltro, non devono venire dai partiti, non c’è ancora uno straccio di autorevole candidatura che possa imporsi senza una estenuante ricerca di consensi e di alleanze.
Fioriscono le iniziative più diverse, i contatti non guardano alle ideologie ma si vogliono mettere solo insieme dei voti, nel tentativo di assicurarsi una poltrona.
E’ uno spettacolo indecente e squallido, dove gente con pochi voti, tutti da dimostrare e non sempre determinanti, si erge a stratega delle politiche cittadine.
C’è un sindaco in carica, di espressione prevalentemente civica, ci sono solo da attendere le risoluzioni del centro destra e del centro sinistra per avere un quadro dei contendenti che si possa definire politicamente valido.
L’occasione che offre il PRG è solo quella di un palcoscenico dove tutti tentano di esibirsi per procurarsi visibilità e, se possibile, anche consensi.
Ma si deve stare attenti a non commettere lo stesso errore del primo cittadino per cui il PRG potrebbe rivelarsi, come pare anche in virtù delle sentenze del TAR, un boomerang.
Si cerca di fare fronte comune, ma occorre presentarsi non solo fra le sole forze politiche, ma alla città con proposte alternative serie, si deve illustrare quello che non va nello strumento urbanistico e si devono proporre soluzioni alternative da portare in consiglio e sottoporre all’approvazione.

A proposito di PRG c’è l’ultima iniziativa dei 5 Stelle, ma la caratura e la visione politica è quella che è, sono promotori di una iniziativa che è già stata annunciata e, forse anche in giornata, sarà concretizzata da Ciccio Barone che ha invitato tutte le opposizioni, consiliari e non, ad un incontro per trovare una strategia comune.

Stamattina arriva l’appello del gruppo consiliare dei 5 Stelle che tentano di scavalcare l’iniziativa di Barone e lanciano un appello alle opposizioni affinché facciano quadrato per dare un taglio diverso alla vicenda, ma quale sarebbe il taglio diverso da dare non è dato sapere.

Per inciso, la nota del gruppo consiliare parla di recriminazioni che ci sono state sul nuovo PRG, ma le contestazioni sono state, quasi esclusivamente, per il mancato coinvolgimento della città nelle scelte.
Di particolari tecnici ha parlato solo l’architetto Manganello, sappiamo di incartamenti che Ciccio Barone vuole sottoporre all’attenzione dell’opinione pubblica, per il resto sono solo tentativi di sollevare polveroni per procedure che, in ogni caso, sono da tutti riconosciute ineccepibili.
Vorremmo solo sapere, in riferimento alle recriminazioni in atto, dov’era tutta questa gente quando fu presentato lo schema di massima e quali osservazioni furono avanzate, al tempo.
Nella nota si legge che occorre compattare i ranghi di chi non è d’accordo sul PRG, ma quali sono i motivi di dissenso, peraltro difficilmente colmabili considerati i tempi stretti, del tutto legittimi, che l’amministrazione vuole adottare e di cui anche i 5 Stelle sono consapevoli?
I 5 Stelle cercano solo visibilità, vogliono solo che si rappresenti il sentimento presente ed espresso durante il dibattito di martedì scorso, su questa delicata questione, ma quello emerso è solo scontento per la mancata condivisione.
Avviare a tutti i costi un percorso comune non porta a nulla, basta la coerenza che ogni componente politica dovrebbe avere.
Piuttosto, perché i consiglieri di opposizione non vanno a guardare presunte o possibili incompatibilità, perché non procedono a visure catastali su quelle porzioni di suolo che hanno cambiato proprietà negli ultimi 5 anni?
Perché non chiedono quali effetti ha la sentenza del TAR che conferma la bocciatura della variante per il Parco Urbano da parte della Regione?
La gente vuole sapere senza infingimenti e senza dilazioni se in quell’area si può costruire, se il Comune è obbligato all’approvazione dei progetti legittimamente presentati, se ci sono state mancanze da parte degli Uffici, se ci sono state, eventualmente responsabilità del dirigente, come, secondo qualcuno, farebbe trapelare qualche passaggio della sentenza.
Compito delle opposizioni è fare opposizione all’amministrazione, non cercare minime modifiche al piano regolatore, senza averne contezza, i 5 Stelle hanno avuto 5 anni per farselo loro il piano regolatore e si sono rivelati un fallimento nella materia, come anche sancisce la recente sentenza del TAR, perché la variante del Parco Urbano fu parto delle eccelse menti grilline.
La Campo cerca di comporre l’aggregazione civica di associazioni e piccole componenti politiche, il gruppo consiliare ha trovato ora la tigre da cavalcare nel PRG, che si occupassero, invece, una buona volta, di fare politica sul serio, mettendo da parte ambizioni personali e aspirazioni di potere che, allo stato dei fatti, difficilmente potranno riconquistare.

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