Premesso che in ossequio al risultato referendario del 2011 l’acqua è e deve rimanere un bene pubblico e a gestione pubblica salutiamo quindi con grande favore la scelta della Società in house costituita tra i dodici Comuni della nostra Provincia.
Ciò, non deve, però, portare a ripetere la consolidata esperienza della stragrande maggioranza delle società pubbliche destinate al fallimento trascinandosi dietro problemi finanziari che hanno coinvolto i bilanci pubblici, i fornitori, gli utenti e le famiglie delle maestranze.
Leggendo gli atti e le relazioni approvate dall’assemblea dei soci il rischio di andare incontro ad un ennesimo fallimento è reale.
Ci chiediamo se i Consigli Comunali che hanno approvato l’adesione alla Società IBLA ACQUE hanno preso visione delle relazioni.
Emergono, con imbarazzante chiarezza, l’approssimazione sul:
– reperimento delle risorse finanziarie puntando sui finanziamenti ipotetici del PRNN e senza prevedere un eventuale piano “B” in caso di bocciatura degli stessi;
– si legge che n questa prima fase i comuni dovrebbero apportare un capitale di 15 milioni di euro e a leggere delle difficoltà del Libero Consorzio di Ragusa nel versare 155 mila euro di arretrati, non milioni lo scenario è ipotizzabile. Un calvario;
– sul reclutamento del personale per riempire il corposo organico di 205 dipendenti, nei vari ruoli confidando nell’attività che dovrebbe essere attinto tra gli attuali operatori dei comuni confidando sull’azione persuasiva degli amministratori, dalle società private che attualmente gestiscono il servizio idrico, come nel caso dei Comuni di Santa Croce Camerina e Ragusa e dalle municipalizzate ove esistenti. Il resto tramite bando di concorso da affidare eventualmente a società specializzate.
Per dare l’idea di che cosa stiamo parlando in termini di approssimazione, citiamo un passo contenuto in uno degli atti approvati dall’Assemblea della IBLA ACQUE: “L’Amministratore Unico di Iblea Acque S.p.A. Ing. Francesco Poidomani specifica, così come indicato nel documento, che tali criticità sono dovute: Atto di Consiglio Pag. 9 – alla mancanza di conoscenza delle strutture e mappature delle reti; – criticità nell’approvvigionamento riguardante i pozzi; – mancanza di interconnessione tra le reti dei vari Comuni; – miglioramento della potabilizzazione; – distribuzione, fognatura e depurazione; – servizi all’utenza;”
Nulla di chiaro rispetto al tariffario e nulla di chiaro su una giusta compensazione per tutti gli utenti che hanno pagato di tasca l’efficientamento delle reti idriche del proprio comune che dal primo gennaio saranno trasferite alla IBLA ACQUE.
È il caso, per esempio, del Comune di Santa Croce Camerina la cui gestione della rete idrica fino al 31 dicembre è privata. Hanno impiegato 10 anni per ammortizzare le spese di ristrutturazione della rete idrica e molto probabilmente si dovranno sobbarcare le spese per sistemare la rete idrica colabrodo degli altri comuni nonché le spese per sostituzione dei contatori.
Tutto ciò ha offerto il fianco ad una delle società che aveva manifestato l’interesse a gestire il servizio integrato che ha prontamente presentato ricorso al TAR per l’annullamento di tutti gli atti approvati in questi mesi, con possibile aggravio di spese ed eventuale indennizzo.
Italexit per l’Italia Ragusa con questo comunicato vuole portare a conoscenza dell’opinione pubblica quanto sta accadendo, invitando le forze politiche e la cittadinanza a vigilare nell’interesse degli utenti, degli Enti e del personale che farà la scelta di migrare nella nuova Società.
Il Coordinamento Provinciale Italexit per l’Italia
IL Coordinatore
Emanuele Cavallo
