La riconferma o meno di Cassì a sindaco di Ragusa potrà essere anche un mezzo per valutare la comunicazione di palazzo che, negli ultimi mesi del mandato, in prossimità delle prossime elezioni comunali, si è fatta incessante, eccessivamente propagandistica, peraltro incentrata solo sulle opere pubbliche che, nei primi 5 anni, non hanno visto luce, se non per qualche piccola opera e in maniera parziale
Quasi tutti i settori della pubblica amministrazione sembrano posti in secondo piano, turismo, cultura, welfare, rifiuti e igiene pubblica, sviluppo economico, trasporti pubblici, si parla solo di opere pubbliche, di progetti, di consegna di lavori che vedranno la luce, se va bene, almeno alla fine del prossimo quinquennio, come vedremo in altra parte del giornale, in un articolo dedicato.
Spesso viene da chiedersi se quello che è scritto nei comunicati stampa è parto della mente del sindaco o è frutto dell’apparato di comunicazione.
E’ il caso dell’ultima nota inviata in occasione della pubblicazione delle graduatorie dei bandi di gara per la Ragusa Catania, dove il sindaco Cassì si diverte a mettere insieme il plauso per il piccolo avanzamento dell’iter con la visione strategica degli aeroporti come volano di sviluppo del territorio, inserendo nelle riflessioni il Piano Strategico del Turismo e, addirittura l pianificazione della prossima stagione turistica, per la quale sarebbe difficile trovare qualcuno che ci creda su lavori avviati per la prossima primavera estate.
Un pot-pourri da fare invidia ai migliori cuochi stellati, un azzardo che sa tanto di giocata al tavolo verde viste le puntate tutte dal dubbio esito.
Plauso per le graduatorie delle imprese che ambiscono alla realizzazione della nuova Ragusa – Catania, legittimala soddisfazione del sindaco della città maggiormente interessata all’opera, ma non venga a parlare Cassì di territorio “che ha imparato a muoversi con compattezza nel far sentire la propria voce a tutti i livelli e con tutti i governi che si sono avvicendati in questi anni”
Non si è vista la compattezza, non si sono sentite le voci se non di ossequio alle autorità nei vari incontri, nessuna azione forte di stimolo nei confronti dei responsabili, neanche verso l’amico Musumeci, Commissario Straordinario dell’opera (ma lo è ancora? NdR)
Il sogno del nuovo collegamento rapido con Catania, tutto da concretizzarsi e, se va bene, almeno fr 4 o 5 anni dall’apertura dei cantieri, fornisce però lo spunto per una visione d’insieme e di lunga prospettiva del nostro territorio e del suo sviluppo economico.
Il sindaco Cassì fa sua l’iniziativa della Presidente dell’Osservatorio per la Tassa di Soggiorno per audire l’amministratore delegato di Sac, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e di Comiso.
Ma occorrerebbe spiegare il contesto nel quale si è pensato all’incontro: alcune componenti dell’Osservatorio vorrebbero riproporre alla giunta comunale, e quindi al consiglio che deve approvare, l’erogazione di somme della tassa di soggiorno all’aeroporto di Comiso per l’istituzione di nuove rotte a beneficio del capoluogo.
L’amministratore di uno dei più grandi aeroporti d’Europa viene a difendere la sua causa per raggranellare qualche spicciolo, peraltro erogato negli anni passati e per il quale non c’era stata nessuna capacità di spesa tanto da fare andare le somme in avanzo di amministrazione.
Già l’incontro parte male, perché il sindaco parla di necessità di lavorare in squadra a una strategia territoriale che guardi agli scali di Catania e Comiso, in un rapporto non sbilanciato e non concorrenziale, ma sinergico.
Serve solo chiedere e pretendere risposte chiare sulle verre intenzioni di Catania per valorizzare, contrariamente a quanto ha fatto in passato, l’aeroporto di Comiso.
Ogni altra discussione servirà solo a fare salotto, se Catania vuole non ha bisogno del regalino di Ragusa, con la sua tassa di soggiorno, per venire incontro al territorio, in un ottica di integrazione delle sue strutture aeroportuali.
Solo un altro specchietto perle allodole che Cassì tenta di incorniciare con altre utopie, ma fare politica non è come tirare da tre punti al basket, cosa che gli riusciva benissimo.
Dalle alte vette della Ragusa-Catania e dall’audizione con Torrisi, amministratore delegato della SAC si scende sulla terra, ma terra terra, e si tira fuori il sempre meno quotato Piano Strategico del Turismo del quale si sa, ogni giorno che passa, sempre di meno, se non che aspetta 100.000 euro della tassa di soggiorno per continuare a vivere, assunzioni comprese.
A cosa serva, poi la pianificazione della prossima stagione turistica, tutta da vedere e da verificare, per una programmazione, anche infrastrutturale, pluriennale e di ampio respiro, è tutto da capire.
Siamo rimasti a bocca asciutta e delusi dopo i primi 5 anni, rischiamo di morire assetati alla fine dei prossimi 5 anni, ma stia sereno Cassì, quelli che dovrebbero essere gli avversari sono tutti ancora dei cuccioli in grado di infastidire ma non di disturbare i piani fantastici.
