Un pomeriggio surreale, per i tifosi di basket femminile, quello di ieri 18 dicembre, per un campionato che fa invidia al calcio, dove si gioca in anticipo al sabato, la domenica alle 18 e alle 20.30, e dove gli sportivi ragusani trovano, senza nessun preventivo avviso, la partita della Passalacqua a Sesto San Giovanni, iniziata alle 16.30.
Il che ci potrebbe stare per validi e giustificati motivi, quali saranno quelli che hanno fatto propendere per la scelta, ma che si rivela una scelta inopportuna e infelice se nello stesso momento stanno giocando la finale dei campionati del mondo di calcio.
Far sovrapporre le due trasmissioni significa avallare e certificare lo scarso interesse mediatico attorno al massimo campionato nazionale di basket femminile.
Messo da parte questo particolare, si trattava di uno scontro che, in altri tempi, avrebbe avuto esito quasi scontato: oggi ci ritroviamo Sesto a ridosso delle grandi, in classifica, la Passalacqua che arranca dopo qualche sconfitta di troppo ma con tre ultime vittorie, sotto la guida del nuovo allenatore che è anche tecnico della nazionale, Lino Lardo.
Occorre dire che il cambio di passo, al netto della vittoria di carattere con Bologna, non ha convinto del tutto gli sportivi e anche il giudizio del nuovo allenatore ha fatto trapelare che c’è ancora molto da lavorare.
In ogni caso, mentre Argentina e Francia si contendevano la Coppa del Mondo, si andava a sbirciare il risultato e bastavano i 19 punti di vantaggio delle biancoverdi a tranquillizzare gli sportivi ragusani: la cura Lardo continuava a dare i suoi effetti positivi.
Comprensibile la stizza quando si apprende che la Passalacqua ha perso di due punti, comprensibili la rabbia e lo stupore quando si apprende che fino a 24 secondi dalla sirena finale la squadra ragusana era avanti di 1 punto, 65-66, e che nei 20 secondi finali c’è il sorpasso, 67-66 e il suggello finale di Gaia Gorini che con un libero realizzato firma la vittoria sulla sua ex squadra.
Gaia Gorini, la ex che molti non hanno dimenticato, la ex che nessuno riuscì a valorizzare, a Ragusa, secondo le sue enormi potenzialità, la ex play della nazionale che, se non andiamo errati, l’attuale tecnico, tale Lino Lardo, preferisce non convocare.
E a Ragusa e a Lino Lardo, Gaia Gorini fa trovare sotto l’albero 24 punti a referto che, sempre se non andiamo errati, in termini di statistica, sono una enormità. Che sono, in ogni caso, determinanti per la vittoria di Sesto San Giovanni.
Un epilogo che ci ha indotto a rivedere lo streaming della partita, per cercare di capire.
Netta superiorità nella prima frazione, che si chiude sull’eloquente 12-29.
Romeo aveva chiuso, assieme a due liberi di Dotto, con una tripla i primi dieci minuti, allo stesso modo apre la seconda frazione, portando Ragusa a + 18, sul 14-32.
Lo streaming registra, ma non è da tutti rilevato, che si va anche sul 14-33, + 19, tutto nei primi due minuti di gioco, dopo la prima sirena.
Le lunghe di Sesto sono gravate tutte di tre falli, si comincia a vedere all’opera Gorini, ma Ragusa non scende al di sotto dei dodici punti di vantaggio, si chiude, appunto sul 31-43.
Terza frazione con Gorini e Holmes in grande spolvero che riescono a ridurre lo svantaggio, via via, a –7, dopo due minuti di gioco, a – 4, dopo 4 minuti, a -2 a 3.15 dalla penultima sirena.
Ragusa sembra reagire, si chiude la frazione sul 47-55 che sembra ristabilire le distanze.
Ma i segnali dovevano essere interpretati bene, come ha intuito Gorini che, negli ultimi 10 minuti, ha dato il meglio di sé stessa, comprendendo che si poteva vincere.
Suo il 55-57 che segna l’ennesimo – 2, gli ultimi 4 minuti sono una agonia per Ragusa, con un punteggio a elastico che vede Ragusa andare da + 7 a + 3, a + 5 a 38 secondi dalla fine, 59-66
Sesto piazza due triple, 62-66, 65-66, Holmes firma il sorpasso a 20 secondi dalla sirena, 67-66, il tiro libero messo a segno da Gorini nei secondi finali suona quasi come lo sfregio definitivo a Ragusa.
I mali della Passalacqua sono riaffiorati nella loro interezza, si è capito che non era questione di allenatore, c’è qualcosa nella squadra, nella formazione, che non va come dovrebbe essere.
Del resto, c’è una componente di straniere che non sono delle protagoniste in campo, nonostante prestazioni quasi sempre dignitose, ma non sono certo il top. Si è rivelato quasi insignificante, alla luce dei risultati, il blocco delle italiane, manca, soprattutto, una leader in grado di trascinare le compagne e di imporre il proprio gioco.
Se poi, come si è vociferato, in occasione di recenti partenze, lo spogliatoio non è del tutto sereno, il resto è fatto.
In ogni caso, inconcepibile, inammissibile, incomprensibile una sconfitta di questo tipo, nei secondi finali, contro una formazione non certo da sfracelli.
Solito comunicato di rito della società, alla fine della partita, solite parole di circostanza, troppe parole come va di moda, per ora, anche per la maschile. Sul tappeto restano i risultati estremamente negativi, non sempre, come nel caso della Passalacqua, il cambio dell’allenatore determina una svolta.
Occorre andare sul mercato e, ove necessario, riportare agli affetti familiari quelle componenti della formazione che non costituiscono valore per gli obiettivi prefissati.
Dice l’allenatore: “Difficile commentare questa partita, sono due punti persi perché avevamo avuto un ottimo approccio alla partita, avevamo anche respinto i loro rientro, contro la zona abbiamo fatto fatica ma siamo riusciti a stare sempre avanti. Sapevamo che nel secondo tempo poteva esserci un loro rientro, ma abbiamo resistito fino a quelle ultime azioni dove abbiamo commesso errori gravissimi che non dovevamo fare.”
Dall’allenatore della nazionale ci si attenderebbe un giudizio approfondito sulle cause del tonfo finale, se non lo sa lui…
