Desideriamo premettere che la pensiamo in un certo modo a proposito della compatibilità degli amministratori nei confronti di parenti che hanno proprietà la cui destinazione può essere influenzata dal PRG: non è che essere parente vuol dire che si debba rinunciare a qualsiasi aspirazione legittima per la proprietà. Tanto, nella vastità di un PRG ci saranno sempre soggetti avvantaggiati dalle scelte e altri danneggiati, vai a provare che le scelte sono condizionate a favore o contro qualcuno, manco fossero scelte autonome di un solo soggetto, insindacabili.
Ma poi, anche se un amministratore risulta incompatibile e si astiene dalle votazioni, chi crede alla favoletta che le sue aspettative non possano essere soddisfatte ugualmente… anzi meglio, dai colleghi, amministratori o consiglieri ?
Sarebbe solo una questione di opportunità politica, se non fosse che l’art. 78, comma 2 del TUEL (decreto legislativo 267/2000) prescrive obbligo di astensione anche per i componenti della Giunta, (art. 77 comma 2), in caso di votazione su piani urbanistici, nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell’amministratore o di parenti o di affini fino al quarto grado.
Al riguardo ci sono diverse pronunce di TAR e Consiglio di Stato, il sindaco derubrica la votazione da approvazione della proposta di PRG da presentare al Consiglio comunale a semplice presa d’atto degli elaborati di progetto del nuovo PRG, dei quali, naturalmente, i componenti della giunta nulla sanno, aggiungiamo noi.
Diamo per buona la versione del primo cittadino, fino a prova contraria, resta il fatto, poco edificante per la città, del quotidiano, peraltro notoriamente vicino al Sindaco e alla amministrazione, con il suo titolo, In grande evidenza, in prima di cronaca, “Il PRG e il caso dei terreni dei parenti di Cassì”, e con titolo di testa in “Il sindaco ha approvato un PRG che valorizza terreni dei suoi parenti”.
Affermazioni gravi, difficili da dimenticare per l’opinione pubblica, anche dopo la tradiva studiata replica del giorno dopo, del sindaco, che non appare risolutiva nei confronti delle gravi accuse.
Il paradosso è che nell’articolo non si accenna a quanto riportato dal titolo, solo l’avv. Riccardo Schininà, in una intervista successiva all’incontro di mercoledì al centro culturale di via Matteotti, riferisce di espansione edilizia, nella proposta di PRG votata dalla giunta, su terreni agricoli fuori dalla cinta urbana che sarebbero stati elevati al rango dell’edificabilità e che farebbero riferimento a parenti del primo cittadino.
Se non ci fosse stato questo caso, destinato a essere chiarito in maniera netta, se non si vuole ricadere nel comico, il PRG sonnecchia nel contesto di una atmosfera festiva che tutto sovrasta.
Sonnecchia anche perché, per motivi non del tutto esplicati, si è affievolita la vis critica dell’aspirante candidato a sindaco, Riccardo Schininà, e del suo gruppo politico nuovo guidato da Gaetano Mauro.
Tutti danno a vedere di stare sopra le carte del PRG, tutti promettono che quanto prima elargiranno i risultati delle proprie valutazioni, ma si sta troppo sul generale, soprattutto da parte degli ordini professionali interessati e delle associazioni di categoria.
Unico dato certo la mancanza di personaggi con le competenze adeguate a disquisire di piano regolatore in maniera chiara, schietta, tecnicamente appropriata e, soprattutto, con una visione chiara di quello che dovrebbe essere il migliore PRG per la Ragusa dei prossimi 20 anni.
Ancor meno competenze mostrano i politici, i consiglieri comunali dei partiti presenti in Consiglio, e tutte quelle forze di opposizione all’attuale sindaco.
Si parla, si auspica confronto, si chiede coinvolgimento, ma alla fine non si comprende cosa vogliono, cosa vogliono modificare del piano.
Il problema è che le opposizioni sono ringalluzzite dalla maggioranza che non esiste più e soffre, in aggiunta, di due defezioni per incompatibilità.
Con soli 9 consiglieri che sostengono l’amministrazione sarebbe un gioco da ragazzi, per le opposizioni, avere la meglio, purtroppo, come andiamo predicando da mesi, a Palazzo dell’Aquila le opposizioni sono, da tempo, in quiescenza.
Mercoledì pomeriggio c’è stato un incontro organizzato da 8 consiglieri comunali Mario Chiavola, Antonio Tringali, Sergio Firrincieli, Zaara Federico, Alessandro Antoci, Luca Rivillito, Gianni Mezzasalma, Raimonda Salamone, affiancati da Articolo Uno, presente con il senatore Gianni Battaglia, Patto per Ragusa, presente con Ciccio Barone, Territorio, presente con il segretario cittadino, il dr. Raffaele Schemabri, GenerAzione, presente con l’avv. Gaeatano Mauro e Ri-Pensare Ragusa, presente con l’ex vicesindaco, Massimo Iannucci
Gli interlocutori dovevano essere ordini professionali e le associazioni di categoria, sindacali e ambientaliste.
Assordante l’assenza dell’ANCE, che ha giudicato, pare, l’incontro troppo politico, significative le assenze dei consiglieri di opposizione Giorgio Mirabella, Mario D’Asta e Gianni Iurato.
Si sono affastellate riflessioni e posizioni sul PRG, un po’ come alla Camera di Commercio nel corso dell’incontro organizzato dall’amministrazione, ma non è emerso nulla di risolutivo.
L’obiettivo sembra quello di recepire rilievi e suggerimenti per approfondire l’analisi dello strumento urbanistico proposto, al fine di strutturare una proposta alternativa e condivisa di miglioramento e rettifica ove necessario.
Ma tutti sembrano ben lontani da una strategia chiara e subito disponibile, da offrire come alternativa, e, soprattutto, manca quel fronte unitario dl quale si vorrebbe acclarare la consistenza che è solo di facciata nel tentativo reale di un accordo politico per le comunali.
Al momento, unico risultato raggiunto è quello di avere frenato la corsa dell’amministrazione che voleva portare in aula il PRG entro l’anno.
Un passo indietro, per la Giunta, che sa di chiara sconfitta, peraltro in un momento preelettorale non di poco conto.
Ciò che è più eclatante è che, al di là delle scontate posizioni a favore del sindaco, non si è levata una sola voce a difesa dello strumento urbanistico, nemmeno da parte dei componenti il consiglio comunale che fanno capo alla lista PeppeCassìSindaco.
Le criticità sono state egregiamente sintetizzate dagli avvocati Gaetano Mauro e Riccardo Schininà che hanno organizzato una task force per analizzare e verificare tutti i punti del PRG proposto.
Dai primi risultati, sembra venir fuori l’esigenza di profonde modifiche, se non di una totale revisione per l’elevato numero di discrasie rilevate.
Non sarebbe vero che c’è consumo di suolo zero, 1 milione di metri quadrati passa da agricolo a edificabile, non c’è nessuna vera rigenerazione urbana se ci sono 15 interventi oltre la cinta urbana.
Irrealizzabili le perequazioni senza intervento espropriativo del Comune in considerazione del numero di proprietari di ciascun comparto.
La criticità maggiore è stata rilevata nelle schede norma, ci sarebbero errori madornali, criticità che, peraltro, sarebbero state ammesse dagli uffici.
Un PRG da ritirare e riadattare anche secondo gli esperti del Partito Democratico, guidati dall’arch. Cucuzzella, una accozzaglia di errori tecnici e politici, che mostrano solo inadeguatezza, incapacità e voglia di comunicare una situazione non reale.
Non c’è stata – ancora secondo i promotori dell’incontro – nessuna sensibilità democratica, i gruppi politici esclusi dal confronto mostrano, ora un fronte compatto, mirato a scongiurare forzature e le eventuali misure di salvaguardia che bloccherebbero la città per oltre un anno, a causa del cambio di amministrazione che ci sarà a giungo e presenterà una nuova composizione del civico consesso.
Le forze politiche di opposizione vogliono scongiurare un inquinamento della campagna elettorale, per azioni intempestive di una amministrazione che vorrebbe recuperare dopo il nulla strategico dei 5 anni di mandato.
