Chiavola, PD: “Gli atti non vengono portati in Consiglio Comunale

Mario Chiavola, capogruppo del Partito Democratico al Consiglio Comunale di Ragusa, denuncia lo stato di abbandono delle periferie e delle contrade di Ragusa e addita, ma non troppo, la Presidenza del Consiglio per i ritardi nel mettere, all’Ordine del Giorno del civico consesso, gli atti di indirizzo che avrebbe presentato.
La questione è vecchia, nei suoi molteplici aspetti: questa amministrazione ha disatteso del tutto le aspettative dei cittadini delle periferie e delle contrade, in ordine all’abbandono e al degrado di queste zone regolarmente abitate da cittadini che pagano le tasse, la Presidenza del Consiglio, invece di essere superpartes, fa il gioco dell’amministrazione ed evita, fino a quando può, di portare in aula argomenti che si potrebbero rivelare scomodi per l’amministrazione, soprattutto alla luce della sopravvenuta perdita della maggioranza in aula.
Chiavola sottolinea come “La questione dell’eterno abbandono delle zone periferiche e delle contrade della città di Ragusa stenta ad approdare in Consiglio comunale.
Mi riferisco a tutti gli atti di indirizzo e agli ordini del giorno che ho presentato in merito alla viabilità, anche quella di emergenza attorno all’ospedale Giovanni Paolo II.
Tutti documenti che giacciono indisturbati all’ufficio protocollo come se ci fosse una sorta di timore a traghettarli nell’aula a maggior ragione adesso che l’ex maggioranza non ha i numeri per imporsi”.
Ed evidenzia quanto avviene, invece, nei comuni vicini: “A Modica, ad esempio – afferma Chiavola – si riesce a fare una rotatoria in due giorni, come accade alla Caitina, e tutto ciò senza neppure un’Amministrazione comunale, con la presenza, piuttosto, del commissario straordinario. Sembra davvero una città all’avanguardia rispetto a noi.
La questione dell’abbandono delle periferie riguarda l’illuminazione stradale, i cigli sporchi ai bordi della carreggiata, il senso di degrado che sembra pervadere su tutto.
E gli atti che abbiamo presentato, che cercano di fare chiarezza su questa come su altre questioni, stentano ad essere trattati. Si rischia di svilire il ruolo del Consiglio comunale.”
Ma non parla degli interventi importanti, fognature, rete idrica, illuminazione e quant’altro, più o meno regolarmente assicurato ai cittadini di serie A.
Nel complesso, il consigliere Chiavola, però, incautamente, mette in risalto l’inadeguatezza dell’opposizione che, con lo scarso livello del Consiglio comunale e con le tante inadempienze di questa giunta, concorrono alla qualificazione di questa sindacatura come uno dei momenti meno esaltanti della storia di Palazzo dell’Aquila.
Chiavola parla e scrive, ma non spiega perché non presenta circostanziate denunce alle autorità preposte per i ritardi nell’esaminare gli atti in Consiglio, non spiega neanche perché, come sarebbe opportuno, non mette a conoscenza la stampa, di questi atti presentati e dei suoi contenuti.
Chiavola, ancora, non menziona che in conferenza dei capigruppo, le opposizioni avrebbero la maggioranza e potrebbero determinare l’esito delle riunioni e la conseguente stesura degli Ordini del Giorno. Nemmeno pensa di additare alla pubblica opinione tutte le opposizioni che si prestano morbide alle strategie del Presidente del Consiglio
Chiavola nemmeno accenna alla possibilità che un fronte compatto delle opposizioni potrebbe condizionare l’apertura delle sedute e bocciare gli atti presentati dall’amministrazione.
Invece le opposizioni, e nessuna delle loro componenti lo denuncia ufficialmente, mantiene il numero legale in aula e, addirittura, vota, unanimemente, gli atti proposti dalla Giunta, come nel caso del recente piano di spesa per la Legge su Ibla.
Addirittura, il capogruppo del Partito Democratico non denuncia l’operato del Presidente del Consiglio, anzi esprime la sua considerazione perché “uomo di maggioranza che deve cercare di adeguarsi a certi ritmi politici”.
Un Presidente del Consiglio dovrebbe essere superpartes, al riguardo vorremmo ascoltare il Segretario cittadino del Partito Democratico, su cosa pensa di questi comportamenti della presidenza e sul verbo tenere del suo capogruppo.

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