Il consigliere Sergio Schininà legge l’intervista con Antonio Tringali e quando arriva all’espressione: “a meno di non scegliere di consegnare Ragusa, per altri cinque anni, al nulla più assoluto” va su tutte le furie, leggendo che il consigliere grillino descrive l’attuale Amministrazione come “cinque anni di nulla”.
A questo punto, conoscendo il consigliere Schininà, potremmo essere portati a pensare che si serve dello stesso apparato di comunicazione del suo sindaco, perché nel suo dire Tringali ha parlato del nulla più assoluto per i prossimi 5 anni ma non ha fatto nessun apprezzamento specifico sull’amministrazione, come in tutta l’intervista.
Ad ogni buon conto, Schininà ironizza che sarebbero stati, invece, 5 anni nei quali Tringali non si è accorto di nulla, con chiaro riferimento allo scarso numero di presenza in aula del consigliere eletto come 2° al ballottaggio, con 12.000 voti, come precisa lo stesso Schininà.
Non è questa la sede, ma non vogliamo nemmeno entrare nel merito delle scelte di Tringali e delle politiche 5 Stelle del gruppo consiliare, come sottolinea lo stesso consigliere Schininà, saranno gli elettori di Tringali a giudicare e a considerare un suo ulteriore impegno in politica.
Del resto, è periodo di campagna elettorale e tutto è consentito, considerato che la storia del nulla dell’amministrazione Cassì è riecheggiata spesso nei discorsi delle opposizioni, anche di quelle che ora, con Cassì, si vorrebbero alleare per un posto al sole.
Non vogliamo prendere le difese di Tringali, al quale ci lega un rapporto idilliaco ma per il quale non abbiamo perso occasione di contestare le sue strategie politiche, le sue scelte, da quelle iniziali di non voler apparire come lo sconfitto al ballottaggio che avesse cercato una rivalsa con l’opposizione, per finire a quelle attuali sulle politiche del Movimento 5 Stelle, fallimentari a livello nazionale, regionale e comunale, per non parlare delle attuali strategie per le prossime elezioni comunali.
Ma un particolare, anzi due, li vogliamo commentare, anche per illuminare Schininà sui messaggi che ha voluto lanciare Tringali con l’intervista.
Di Cassì e della sua amministrazione Tringali non si è nemmeno preoccupato, anche perché consapevole che la partita nuova si gioca da zero.
Piuttosto, nelle risposte vanno letti gli avvertimenti all’apparato del Movimento 5 Stelle, regionale e locale contro eventuali tentativi di colpi di mano per la nomina dei referenti provinciale e comunale e per le strategie da adottare per la campagna elettorale prossima che qualche ‘portavoce’, pari grado di Tringali, vorrebbe condurre autonomamente, senza tenere conto degli altri competenti in materia e titolati a occuparsi delle trattative, in mancanza di referenti.
Inoltre, c’è un chiaro endorsement alla candidatura dell’avv. Riccardo Schininà che esclude tutte le possibili ipotesi alle quali lavora, sottotraccia, qualcuno del movimento, senza autorizzazione alcuna.
Entrambi avvertimenti che sono segnali precisi per evitare definitive (ma auspicabili, NdR) rotture all’interno del Movimento 5 Stelle di Ragusa.
Come si può evincere facilmente, da tutt’altra parte la mente di Tringali, meno che mai al nulla dell’amministrazione Cassì per il quale, in verità, nei cinque anni, non si è strappato le vesti per la disperazione, contando, anzi, su questo come elemento per consentire facilmente un ricambio amministrativo per la città.
