La squadra ha lottato per tutti i quaranta minuti, non si sono avvertiti momenti di deconcentrazione o di calo dell’impegno, il risultato finale descrive, per difetto, il divario tecnico fra le due formazioni, Venezia e Ragusa.
Una volta sono le giovani ad eccellere, una volta le straniere, nelle altre squadre, a noi manca sempre quel tanto che ci distanzia dalle prime della classe, E fra infortuni, indisposizioni, influenza, ci va anche bene.
Inutile recriminare, Hampton rientrava dopo le noie fisiche ma negli ultimi giorni è stata vittima dell’inflenza, Juskaite è saltata direttamente dall’aereo al parquet, non si può affro9natre Venezia in queste condizioni, ancorché nella squadra veneta c’erano tre assenze di peso, fra cui la nostra ex Santucci.
Salvo lo sprazzo iniziale di 8-0 con le triple di Romeo e di Vitola e i due punti di Consolini, cè stata solo Venezia che già alla prima metà di frazione recuperava e si portava in parità, 10-10 e faceva vedere bel gioco, Ragusa tallonava le avversarie ma chiudeva in svantaggio di 11 punti, 27-16.
Ancora 11 punti di vantaggio per Venezia all’intervallo lungo che, però non avreva vita facile, non ha mostrato mai di avere la partita in mano.
14 punti di scarto nella terza frazione, chiusa sul 71-57 per Venezia, con il primo massimo vantaggio della partita, 16 punti, 68-52 a 1.56 dalla penultima sirena.
Ultima frazione che vedeva Venezia sempre avanti, nei primi minuti, di 16 punti, sul 76-60, a 3.14 dalla conclusione Ragusa riusciva a portarsi a 6 punti, 78-72, ma non riusciva ad andare oltre per l’attenta reazione delle lagunari, si chiude sul 82-74.
Per le biancoverdi, oltre alle doppie cifre di Attura e Anigwe, anche il buon esordio di Juskaite che ha fatto vedere sprazzi del proprio potenziale.
Il commento di Lino Lardo: “Diciamo che 82 punti subiti sono tanti e che dobbiamo certamente mantenere i nostri avversari con un punteggio più basso. In questo senso, la seconda parte del primo quarto ha indirizzato la partita e da lì siamo stati sempre costretti a inseguire. Di buono c’è stato il fatto che non abbiamo mai mollato e ringrazio Hampton che non stava in piedi e ha fatto quello che poteva al termine di una settimana molto difficile, oltre a Juskaite che aveva appena un allenamento oltre alla rifinitura.
Ci manca uno step importante che è quello di essere più concreti in allenamento, lavorando tutti al completo. Questo non significa che oggi dovevamo perdere, però c’è la consapevolezza che se lavoriamo seriamente e duramente possiamo avere ampi margini di miglioramento.
Quindi dobbiamo e possiamo pensare positivo. Juskaite? La ragazza si è presentata bene, sa giocare a basket: sono soddisfatto del suo apporto che ci permette di avere più soluzioni”.
