Si infittiscono le notizie e i comunicati sull’attività di Iblea Acque, il nuovo carrozzone imposto dalla regione imposto al territorio per la gestione unificata dell’idrico.
Dopo le quanto mai negative esperienze di analoghe strutture per i rifiuti e l’idrico stesso, si insiste su questa tipo di società, più o meno partecipate dai comuni come innovazione nel settore dei servizi al territorio.
Sulla nostra Iblea Acque, pende già la spada di Damocle di una attesa sentenza del TAR che deve valutare la regolarità dell’iter costitutivo della società.
Ma a far notizia, in queste ore, il flop relativo alla perdita del finanziamento di ben 47 milioni, a valere sui fondi del PNRR che dovevano servire per la “razionalizzazione e modernizzazione della rete idrica finalizzata alla riduzione delle perdite compresa digitalizzazione e monitoraggio”.
Era stato il consigliere comunale di Modica, Paolo Santoro, consigliere comunale di CambiamoDavveroIspica, rappresentante provinciale del movimento di Cateno De Luca, a segnalare la mancata approvazione del progetto e della relativa richiesta di finanziamento.
Progetto già precedentemente rigettato, perché doveva essere presentato dal gestore unico del servizio, oggi ancora bocciato per non aver raggiunto il punteggio minimo di valutazione.
Dopo Santoro sono gli esponenti di Italia Viva, non ancora integrati con Azione di Calenda, a chiedere conto e ragione dell’accaduto, sottolineando come i consigli comunali del territorio erano stati chiamati ad approvare, in fretta e furia, la costituzione della società in house con la motivazione di non perdere i finanziamenti del Pnrr in questione.
Siamo qui ad ascoltare le recriminazioni dei rappresentanti di piccole formazioni politiche che onorano il loro mandato: per quello che riguarda il territorio e, in particolare il capoluogo, legittimo porsi delle domande di fronte all’emergere della questione.
Ma dove sono i sindaci dei varii Comuni ? dove sono le opposizioni, dove sono i parlamentari dei vari partiti che vanno per la maggiore ?
E perché, fin dalla sua costituzione, di questa Iblea Acque non si sa nulla, né dei vertici, né dei dirigenti, né dei dipendenti, una società che si occupa di un settore così importante di cui non si conosce nulla, a cominciare da una sede a cui bussare per avere lumi sulla situazione, senza che nessuno si preoccupi, come di solito accade per problemi molto minori, di portare alla ribalta ciò che accade attorno alla nuova società?
