In queste ore, un post dell’eurodeputata Francesca Donato, per parlare della sua nuova folgorazione politica e della visita, a Modica, per incontrare il “deputato regionale DC, Ignazio Abbate”.
La Donato è una vecchia conoscenza della Lega, eletta europarlamentare nel 2019, grazie anche al contributo del territorio ragusano che, in quella occasione, come al tempo vantavano i referenti locali del partito di Salvini, Massimo Iannucci e Grazia Digiacomo, tributò un consenso non indifferente con il 24,74 % dei voti.
La Donato, esponente di punta della Lega Sicilia anche sotto la segreteria di Nino Minardo, forte delle oltre 28.000 preferenze personali, ha rivestito ruoli importanti per il partito, che ha, però, lasciato nel settembre del 2021.
Di recente, ha deciso di aderire alla nuova DC di Totò Cuffaro, e, in veste di esponente importante di questo nuovo partito, ha inteso confrontarsi “sui temi principali dell’azione di governo regionale ed in particolare quelli che interessano il territorio ragusano”.
Zucchero non guasta bevanda, quindi c’è solo da essere soddisfatti se altre forze politiche si interessano alle nostre città e al nostro territorio.
Tutto ciò premesso, si ha conferma che Ignazio Abbate è un deputato, a Palermo, all’Assemblea Regionale Siciliana, della nuova DC di Totà Cuffaro, in quota del quale partito, riveste anche la carica di Presidente della I Commissione all’ARS.
Non vogliamo nemmeno sapere quali siano i rapporti e i legami con il suo precedente partito di appartenenza, l’UDC, né ci interessa conoscere i rapporti, ancora legittimamente esistenti, con le liste e le formazioni civiche con le quali governava Modica in qualità di sindaco, le stesse che, ora, forse, vorrebbero esprimere un candidato sindaco per la città della Contea.
Sappiamo anche dell’interesse di Abbate per diventare attore delle questioni politiche del capoluogo, e in tal senso vanno interpretati i contatti, non smentiti, a Ragusa, con il gruppo di INSIEME, che più volte hanno esternato l’apprezzamento per le qualità politiche di Abbate, e, in particolare, con la triade dei consiglieri del gruppo misto al Consiglio Comunale di Ragusa, Mario D’Asta fuoriuscito dal PD, Maria Malfa, fuoriuscita dalla Lega, e Giovanni Gurrieri, altro fuoriuscito, dal Movimento 5 Stelle.
Il trio delle meraviglie, così definito per la variegata origine partitica, ondeggia fra i contatti con Cassì per una eventuale alleanza per le prossime comunali, a quelli con altre forze civiche, con gli stessi obiettivi.
Si dà per certo, come da loro assicurato, che si presenteranno al Consiglio Comunale, ma non aiutano a fare chiarezza sulle posizioni: saranno forza civica, con una loro sigla oppure rappresenteranno quello che vogliono far passare come loro leader?
Anche Abbate ha voluto marcare la sua presenza nel finale della convention di Cassì alla Camera di Commercio, con un plateale abbraccio condito da relativo endorsement per l’attuale sindaco, ma non ha ancora chiarito se la sua presenza a sostegno dei sindaci di Modica e di Ragusa sia sotto le insegne civiche o del partito, UDC o nuova DC che sia.
Molti propendono per una naturale presenza di Abbate e della nuova DC nella coalizione di centro destra, con relativa lista e possibile candidato alla sindacatura, sono da scartare le ipotesi di liste civiche appoggiate dal deputato democristiano.
Pur comprendendo le naturali resistenze, in particolare del leader del trio, Mario D’Asta, sia per un ingresso nella coalizione progressista, a fianco del suo ex partito, come pure quelle che lo vedrebbero alleato di Fratelli d’Italia, sarebbe bene sgombrare il campo da disdicevoli e quanto mai incomprensibili teatrini politici, facendo chiarezza sulle posizioni.
Anche se ogni nuova veste non riuscirebbe a sgombrare il campo da dubbi: potrebbe, per esempio, Cassì, accettare il sostegno di una lista civica i cui componenti sarebbero civici a Ragusa e aderenti alla DC, come referente politico? Se la faccia la potrebbero avere quelli del trio, non sappiamo quale sarebbe l’atteggiamento di Cassì.
Situazione di certo imbarazzante per il trio, unica via d’uscita sarebbe un polo di centro sinistra, senza il PD, la cui sete di voti porterebbe ad accettare sostegni senza guardare alle etichette delle vesti.
