In queste ore, le consultazioni con la base. Un po’ tutti quelli che hanno condotto le trattative per le alleanze, le coalizioni, per identificare i candidati sindaco, sono impegnati a convocare le strutture apicali delle rispettive formazioni politiche per dare loro l’impressione che le decisioni, le scelte, siano condivise con la base prima di essere adottate.
E’ uno degli ultimi atti di questa anteprima della campagna elettorale per il Comune di Ragusa che ci riserva questi teatrini.
Nessuno è minimamente convinto che i vari leader saranno influenzati dal parere della base: le scelte sono già nella mente di chi ha condotto le trattative, nella maggior parte dei casi gli accordi ci sono già, le alleanze decise, quest’ultimo è un passaggio obbligato dei riti della politica, anche per chi dai vecchi riti vorrebbe rifuggire.
Finanche il sindaco convoca una riunione della lista PeppeCassìSindaco, quella che una volta avremmo chiamato maggioranza, per informare i suoi degli sviluppi della situazione.
E il confronto del sindaco, con la sua maggioranza è fra i più delicati: perché, in tutti gli altri casi, fondamentalmente si tratta di formalità, se si trova qualche resistenza si fa fronte a colpi di democratica maggioranza.
Ma nella formazione che ha sostenuto il primo cittadino, ci saranno, naturalmente e fisiologicamente, mal di pancia e dissensi, perché le alleanze che si profilano attorno a Cassì toglieranno spazio per ambizioni assessoriali e per posti in consiglio comunale.
La consultazione con la base più attesa è quella di Ragusa Prossima, alleanza letteralmente prossima alla ufficializzazione dell’accordo con Cassì, pare si tratterebbe di ore, attesa, in maniera particolare, dalle frange dell’area progressista che ancora non sono decise a sostenere il candidato venuto fuori dalla sintesi fra le liste civiche, GenerAzione, Territorio e Patto per Ragusa, che hanno trascinato anche il PD e il suo segretario cittadino Calabrese in questo furore di sintesi che ha animato le ultime ore, sintesi abbracciata anche dalle componenti minori come è + Europa e Ripensare Ragusa e Demos, rappresentata da Tonino Solarino.
Le frange resistenti sono quelle dei 5 Stelle di Stefania Campo, le componenti talebane di quello che ormai rimane dei vecchi 5 Stelle, il gruppo dei consiglieri comunali è ormai dichiaratamente a favore della candidatura Schininà, più di una mente pensante dei grillini ha capito, magari obtorto collo, che la via che porta alla candidatura Schininà è, forse, l’unica percorribile e quella che può determinare, concretamente, l’uscita dell’attuale sindaco da Palazzo dell’Aquila.
Più di natura squisitamente politica le resistenze della sinistra di Articolo UNO e di Sinistra Italiana, che hanno chiesto un ulteriore momento di riflessione, che non sappiamo se e quanto accettato dalla maggioranza dell’area.
Non ha bisogno di consultazioni con la base il gruppo di Maurizio Tumino, che oscilla fra l’alleanza con Cassì, sostenuta, e si può dire definita, dal gruppetto Occhipinti/Mirabella/Lo Destro, e con l’area del candidato Riccardo Schininà. Il sogno nel cassetto sarebbe quello di un appoggio, che potrebbe essere determinante, a un candidato di destra con concrete possibilità di competere, ma questa è merce sconosciuta nella disastrata coalizione di centro destra.
Poi ci sono le componenti che non hanno base da consultare, forse nemmeno elettori in numero determinante: il trio delle meraviglie, D’Asta, Malfa, Gurrieri sembra diretto, senza freni, verso l’appoggio a Cassì, lasciando al futuro le considerazioni sulla appartenenza o meno al partito di Cuffaro, in quanto uomini sul territorio dell’ex sindaco di Modica, Abbate. In cerca di alloggio politico la componente che farebbe riferimento regionale all’ex sindaco di Messina, De Luca.
Non dovrebbe mancare molto per avere le griglie di partenza.
