C’è stata la conferenza stampa dell’avv. Riccardo Schininà, candidato dell’area progressista per le prossime comunali di Ragusa.
In una delle ultime riunioni di area, Ciccio Barone di Patto per Ragusa, e Raffaele Schembari, di Territorio, avevano esternato la disponibilità a fare sintesi e si erano pronunciati per lasciare campo libero al candidato di GenerAzione, era seguito, subito, il passo indietro del segretario cittadino del PD, Calabrese, che rinunciava a mantenere la candidatura del partito, frattanto emersa, e, nella stessa riunione, Tonino Solarino, rappresentante dell’associazione Demos, accettava, posto di fronte alla sintesi avvenuta, la candidatura Schininà.
Renitenti alle decisioni erano Stefania Campo per il Movimento 5 Stelle, ma il gruppo dei consiglieri comunali aveva, comunque, già manifestato l’intenzione di appoggiare la candidatura Schininà, facendo intravedere anche la rassegnazione per una eventuale rottura interna al Movimento, e le componenti di sinistra, Articolo UNO e Sinistra Italiana che malcelavano l’intenzione di proporre al tavolo un loro candidato sul quale trattare per una scelta fra Schininà, un candidato delle sinistre ed, eventualmente, anche un candidato del Movimento 5 Stelle.
Si è andati avanti, per tutta la settimana, con richieste di rinvio delle decisioni finali, complici i lavori all’ARS che impegnavano la Campo, sembrava la questione si fosse sbloccata con un incontro, a Palermo, fra il coordinatore regionale 5 Stelle, Di Paola, la Campo e i consiglieri comunali di Ragusa, Tringali, Firrincieli e Federico. Si è avuta conferma che, all’uscita dalla riunione, si era raggiunto un accordo perché i 5 Stelle, uniti, accedessero all’area progressista, lungo la via del ritorno la Campo tirava fuori la necessità di un inevitabile passaggio con la base, per sancire l’accordo.
Ma dalla consultazione con la base non c’è stata una decisione definitiva, il dibattito interno va per le lunghe e i dissidenti non intendono rispettare alcun termine per una scelta definitiva, pretendono tempo, tanto da indurre Schininà e i suoi sostenitori a organizzare l’odierna conferenza stampa.
Due gli atteggiamenti nei confronti di questa scelta, chi si è stancato dei giochetti di 5 Stelle e sinistre, che non vogliono dichiarare apertamente che Schininà non piace, ma non vogliono nemmeno avere il coraggio di defilarsi dal tavolo che, a maggioranza, preferisce il candidato venuto fuori dalla sintesi, e approva la decisione di andare avanti.
Qualcuno considera la scelta della conferenza stampa come un ‘mettere cappello’ , un punto fermo che vorrebbe anche scongiurare ipotesi di rimettere tutto in discussione di fronte all’emergere, eventuale, di un candidato alternativo che potrebbe mettere in discussione la candidatura Schininà.
Va detto, comunque, della presenza dei referenti di partiti e movimenti che appoggiano Schininà, oltre a quella, assai significativa, dei consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle che potrebbe anche provocare, giustamente e legittimamente, provvedimenti interni nel Movimento 5 Stelle.
Una conferenza stampa dal retrogusto acidulo, condotta solo dal candidato, con le formazioni sostenitrici nemmeno nominate nella convocazione, emersi solo nel discorso di Schininà che, però, ha più volte reiterato come il perimetro sia quanto mai elastico, atto a contenere altri ingressi, entro le coordinate ideali e programmatiche definite.
Una conferenza stampa deludente come richiamo, solo quattro le testate presenti, di cui due online di non grande diffusione, uno scarso interesse attorno a quanto sarebbe emerso, un disinteresse non certo addebitabile al candidato, quanto, piuttosto, forse, all’incapacità e alla scarsa autorevolezza dei componenti dell’ufficio stampa delegati a convocare i colleghi.
Accade, da tempo, anche al Comune di Ragusa, dove ci sono state conferenze stampa con un solo giornalista.
Una eco ben diversa ha avuto, per esempio, la prima conferenza stampa, nello studio dell’avv. Schininà, per la presentazione di GenerAzione in tandem con l’avv. Gaetano Mauro, o la presentazione delle tavole del PRG nella sede del movimento, in corso Italia, entrambi in locali più accoglienti ed elegantemente allestiti.
Nel pomeriggio, hanno cercato di metterci una pezza con l’invio di un esaustivo comunicato stampa, corredato di foto, per informare anche chi non era presente, per avere spazio sui giornali.
Anche il contenuto dell’intervento del candidato Schininà è sembrato meno coinvolgente del primo, meno appassionato e più condito di tecnicismi sugli intrecci fra politica e civismo, con due comparti distinti, uno dedicato al necessario amalgama fra politica e civismo, l’altro alle linee ispiratrici di un eventuale mandato a sindaco che mal celava sottili attacchi alle deficitarie politiche dell’attuale amministrazione.
Schininà ha ribadito il concetto che un civismo esasperato perde autorevolezza nei rapporti con le istituzioni e nelle battaglie a tutela delle Leggi speciali di finanziamento del territorio, della Sanità, dell’ambiente, per le infrastrutture, per i trasporti, un chiaro riferimento all’atteggiamento dell’attuale sindaco.
“Ed infatti, abbiamo assistito, in questi anni, ad un silenzio assordante dinanzi al depauperamento del nostro ospedale; ad un silenzio assordante dinanzi alla chiusura di strutture ricettive strategiche per il nostro territorio, il civismo porta a rispondere alle esigenze di tutela del territorio con un laconico “non è di mia competenza”.
Si è scagliato anche contro il “Civismo Finto” dei partiti o soggetti fortemente legati ai partiti che si travestono di civismo dichiarandosi contro i partiti; fenomeno altrettanto grave se non più grave in quanto dannoso per il nostro sistema democratico e meno trasparente nel rapporto con gli elettori.
Ha detto ancora il candidato Schininà: “Stiamo costruendo una coalizione politicamente coerente, solida, accomunata da una medesima visione di futuro della nostra città. Siamo aperti ad accogliere in questo perimetro tutte le forze che si identificano con i nostri obiettivi e programmi e che siano alternative all’attuale Governo Regionale e Nazionale.
Non poniamo alcun veto pregiudiziale: valuteremo sul metro delle idee e dei contenuti, non su quello delle riserve di voti o di logiche che trascendono il bene della città”.
Non esaltante il claim del messaggio che si vuole portare alla città, già oggetto di pubblicità esterna nelle vie:
“Qui è ora”, qui è ora di cambiare passo, qui è ora di avviare il cambiamento con determinazione e fiducia; qui è ora di avviare il ricambio generazionale.
Per l’avv. Schininà facili argomentazioni per quello che ha caratterizzato gli ultimi 5 anni: mancanza di strategia, di un disegno complessivo di città, dismissione della politica a favore di una gestione personale e privatistica della cosa pubblica, uno sguardo miope sulle questioni generali a favore di interessi ristretti, l’impoverimento del senso di comunità a favore della partecipazione di pochi.
Una azione politica intorpidita inceppata nell’amministrare l’ordinario anziché essere capace di immaginare lo straordinario, di svolgere quello che è il ruolo della politica ovvero di dare una speranza concreta di cambiamento.
Banali, per una prima conferenza stampa del candidato i penosi richiami, penosi per gli assessori interessati, ai bagliori della comunicazione di palazzo, dove il singolo metro asfaltato viene rappresentato come la realizzazione di un’autostrada che condurrebbe al futuro, dove l’apertura di un mercatino rionale viene scambiata con ripresa economica, dove l’apertura di un esercizio commerciale in centro storico viene interpretata come la svolta per la rivitalizzazione commerciale, culturale turistica e abitativa, del centro storico.
“Una ‘politica d’immagine’, attraverso “un utilizzo della scrittura creativa capace di mistificare la realtà”.
“La realtà – ha concluso Schininà – è quella di un’amministrazione carente nel garantire servizi essenziali come l’acqua o una mobilità pubblica e sostenibile, indietro di molti anni sui processi di ammodernamento degli uffici e sulla transizione digitale dei servizi ai cittadini, fanalino di coda in Italia per partecipazione dei giovani alla gestione della cosa pubblica”.
Ma un ufficio stampa attrezzato e informato avrebbe potuto e dovuto fornire ben altre argomentazioni sulle deficienze e sulle storture dell’attuale amministrazione, che nemmeno si contano.
Ma si presume, e si spera per la campagna dell’aerea progressista, che tante cose verranno fuori.
