Proprio quando si paventa la possibilità di un anticipo della data delle amministrative in Sicilia, si voterebbe il 14 e il 15 maggio, la campagna elettorale a Ragusa tocca il punto più basso, un fotoromanzo per donnicciole che vorrebbero imporre capricci e tentativi di mantenere improbabili leadership, per cariatidi del passato che vorrebbero arrivare ai fasti dove non sono mai arrivati, per giovani rampanti che sarebbero disposti ad allearsi con chiunque pur di raggiungere poltrone che saranno, comunque, sempre inadatte alla loro scarsa consistenza politica.
C’è uno scenario dove domina la sete di una poltrona, il futuro della città, il bene comune, sono solo specchietti per le allodole, si parla e si straparla di cose di cui non si ha contezza.
C’è il rischio, considerato che la città non afferra quello che sta succedendo, e che cercheremo, appresso, di mettere a fuoco, di cadere in un baratro politico che farebbe cadere Ragusa in un definitivo declino, quali che siano le candidature, più o meno eccellenti, che si profilerebbero all’orizzonte, con le relative alleanze foriere di truppe, l’esercito dei consiglieri che è poi quello con cui si vincono le elezioni.
Si è ormai trasceso abbondantemente nel ridicolo, uno spettacolo circense le ultime ipotesi di candidatura, le ultime pretese per chiudere accordi che si trascinano da mesi, sono solo farneticazioni mentali di chi non c’è più con la testa, assetato e obnubilato dalla smania di protagonismo e di potere, un’offesa per la città solo a proporre determinati nomi o determinate pretese.
Molti dovrebbero avere il coraggio e la dignità di lasciare partiti, movimenti e liste civiche, non è scusabile un atteggiamento di falsa indifferenza rispetto a quello che avviene nelle segrete stanze spacciato come strategia politica per mascherare basse ambizioni di potere.
Nessuno vuole affrontare le urne, l’avversario politico interno si vuole distruggere eliminandolo, non con una sana competizione politica.
Il risultato che, a poco più di due mesi dalle votazioni, si cincischia falsamente con altalene di contatti fra la base e i vertici regionali, con beghe interne in formazioni politiche da quattro soldi e cinque voti totali, nessuno denuncia questo stato di cose e tutti sono impegnati solamente nella difficile composizione delle liste, dimenticando del tutto le emergenze della città.
Lo squallore invade tutte le coalizioni, si paventano alleanze del tutto anomale, strane, forzate, ideologicamente mostri politici nelle mani di irresponsabili che di politico non hanno nulla, una sorta di banda Bassotti all’arrembaggio di Palazzo dell’Aquila.
La città comincia a essere stanca di questo teatrino che si protrae da molte settimane, tutti dicevano che subito dopo Capodanno si sarebbero chiarite le posizioni, siamo a fine febbraio e ci sono solo coalizioni senza coalizzati, tutto va avanti a furia di ‘sabato definiremo tutto’, ‘si rimanda la conferenza stampa a lunedì’, ‘a metà settimana incontreremo la base’, ‘a fine settimana sentiremo i leader’ e di nuovo inizia il ciclo.
Quando tutte le posizioni saranno definite sveleremo la genesi di ognuna e soprattutto il gioco dell’oca attraverso il quale i vari protagonisti, forse, troveranno alfine sistemazione.
Ormai manca poco all’apertura del sipario, i comici stanno per entrare in scena e il bello deva ancora venire, perché fatte le alleanze, ci sono da spartire gli assessorati e lì sarà l’apoteosi dello spettacolo con il mercato delle deleghe.
Da notizie di stampa apprendiamo che l’alleanza Cassì Ragusa Prossima sarebbe ancora in bilico, o apparentemente, per le pretese di Massari che pretenderebbe la vice sindacatura. Ambienti vicinissimi alla giunta danno invece l’accordo come ampiamente definito.
Al di là della più che legittima pretesa di Massari, emerge quanto avevamo paventato nei giorni scorsi: è confermata la giunta attuale che va solo consolidata con innesti esterni, oppure gli annunci roboanti sono del tutto inattendibili? Si azzererà tutto, compresi i programmi, oppure tutto si trasformerà in “oggi le comiche” ?
Come potranno bastare i 9 posti di assessore e uno di Presidente del Consiglio per un manipolo di questuanti che da mesi si riunisce con il sindaco, apparentemente per discutere solo di alleanze? Mirabella, Lo Destro, Occhipinti, D’Asta, Gurrieri, Malfa, Massari, Iurato, tralasciando altri nomi importanti che potrebbe presentare Giorgio Massari, e al netto di altre eventuali alleanze che sono alla porta per salire solo sul carro del più probabile vincitore, come dovrebbero sistemarsi con tre soli posti + uno di Presidente a disposizione?
Ieri si è aggiunta la candidatura di Fratelli d’Italia, che resta in attesa di aprire ad altre forze del centro destra, partiti della coalizione e movimenti civici della stessa area.
Una formazione che, a pieno regime, potrebbe assorbire voti da Cassì che dovrebbe chiudere solo con Massari e D’Asta, una componente nuova che vanifica ogni ipotesi di vittoria a primo turno di Cassì, mentre non esclude quella dell’area progressista che non viene danneggiata dalla coalizione di centro destra.
Spadola, oltre a godere della massima fiducia per la sua lunga militanza nella destra, pesca direttamente nello stesso ambiente di Cassì, con le medesime credenziali di serietà, affidabilità e credibilità politica.
Interessante per gli esiti sarebbe un ballottaggio Spadola-Schininà, mentre per il ballottaggio Cassì non potrebbe accettare voti dai partiti.
Nella coalizione progressista resta immutato il quadro politico presentato in conferenza stampa, PD, GenerAzione, Territorio, Patto per Ragusa, con i possibili ingressi di INSIEME e di Sud chiama Nord di De Luca.
In ritirata dovrebbe essere il fronte dei consiglieri 5 Stelle che avevano giurato alleanza con Schininà, come 5 Stelle o da indipendenti se il Movimento avesse fatto altre scelte.
Ma l’ultima grillinata dei 5 Stelle, orchestrata dall’on.le Campo, ha contribuito a mantenere vivo lo spettacolo, ancorché il peso dei voti in ballo non può impensierire più di tanto
Ripercorriamo i fatti: mercoledì sera Campo torna da Palermo per riunire il meetup e comunicare la scelta di appoggiare Schininà, dopo qualche ora – qualcuno sostiene che era tutto architettato – autonomamente la Campo sceglie di correre da soli e pensa già alla candidatura del capogruppo Firricncieli, candidatura che ancora non è resa ufficiale all’esterno ma certa e dichiarata all’interno del Movimento, dove qualcuno insospettabile cerca anche di reagire ma si trattiene in attesa di conferme da Palermo che non arrivano.
Solo venerdì sera, nel corso di una riunione palermitana con Conte e Di Paola, convocata per la nomina dei referenti provinciali, si arriva alla conferma del disegno della Campo, che dovrebbe essere comunicato nel corso di una conferenza stampa, all’inizio della prossima settimana.
Si tratta di una mossa palesemente tendente a rompere il fronte dei consiglieri, per la quale si soddisfano gli appetiti sfrenati di Firrincieli per la candidatura, solo pochi giorni prima Forza Italia, al tavolo di centro destra aveva proposto il suo nome come candidato sindaco del centro destra.
Un giro in autoscontro per Firrincieli, con grave contestuale perdita di credibilità e affidabilità, nel giro di poche ore passa dalla coalizione progressista a quella di centro destra per poi ritornare all’ovile.
Vuoi per i rapporti personali con Firrincieli, non tenuti in conto, però, da quest’ultimo¸ vuoi per l’innata moderazione che lo ha sempre portato a subire, nel Movimento, Tringali cade in quello che si può chiamare un vero e proprio tranello ordito per far appassire la sua incontestabile leadership di immagine nel Movimento.
Un Tringali leader del fronte dei consiglieri era destinato a importanti incarichi in una giunta Schininà, affidata ai numeri, dopo quelli dei consiglieri Firrincilei e Federico, la sorte di candidati vicini alla Campo.
Dalla parte di quest’ultima un progetto machiavellico che va a buon fine, a spese della sopravvivenza del Movimento e con una sicura bruciante sconfitta nella competizione elettorale.
Non ci sono chance per i 5 Stelle, di fronte alle attuali formazioni, nemmeno se in alleanza con la sinistra, del tutto inadeguato al ruolo, già solo di candidato, il capogruppo grillino, forse illuso dalla possibilità di successive trattative al ballottaggio per qualche poltrona agognata da tempo.
Una mossa cervellotica, folle, che metterebbe in un angolo il Movimento, per una scelta del tutto discutibile e per una candidatura senza peso.
Comprensibile che la Campo voglia restituire la cortesia dell’appoggio dei consiglieri al candidato di Vittoria alle regionali, suo diretto concorrente, ma anche Firrincieli cercava voti per Gurrieri, dimostrando, nel contempo, la sua consistenza elettorale.
L’ultima grillinata, avallata da Di Paola e Conte, che va anche in controtendenza con scelte a livello regionale, architettata dalla Campo che a creare danni al Movimento di Ragusa è allenata sin dai tempi delle candidature del 2018 nella perversa ricerca di una leadership non da tutti riconosciuta e mai ottenuta realmente.
Con questi presupposti, nelle diverse aree politiche, molta gente non sarebbe nemmeno degna di sedere a Palazzo dell’Aquila come semplice consigliere comunale.
