Non accennano a diminuire le incertezze della politica, meglio sarebbe dire dei politici. Chi non ha ancora deciso dove posizionarsi non ha ideologie, cerca solo una postazione al sole, non si antepone per nulla la presenza in consiglio comunale se non c’è modo di governare o, almeno far parte della coalizione vincente.
Lo spettacolo non è dei migliori.
Al momento, quelli più fermi sulle posizioni emerse da tempo son quelli del campo progressista, PD, Territorio, Ciccio Barone, e il candidato sindaco con il suo movimento GenerAzione, e la destra che ha presentato il suo candidato, Spadola, e ha già raccolto, al primo giorno il sostegno coerente di Ragusa in Movimento, mentre è in avanzata fase di definizione la presenza della Lega e di IINSIEME di Maurizio Tumino.
Il trionfo della coerenza, senza incertezze, per affrontare una competizione che, al netto di una non improbabile vittoria al primo turno, che molti vedono riservata al candidato uscente o al candidato dell’area progressista, per una questione, rispettivamente, di consenso naturale o di numeri, vede oggi, non escluso un ballottaggio netto fra destra e sinistra.
Ininfluenti, per ora, sono i numeri del candidato del Movimento 5 Stelle, che non pesca nelle altre aree ma, come ha già detto il candidato, hanno solo la speranza di portare alle urne una grossa fetta dell’astensionismo.
Tanti gli incerti, il principe degli incerti Giorgio Massari con Ragusa Prossima che, nell’immaginario collettivo, non sa ancora cosa fare: chi scrive è fra quelli che ritiene concluso l’accordo con Cassì, ma la mancata ufficializzazione lascia spazio alle valutazioni più diverse. Ora ci si è messa anche Stefania Campo che fra i possibili alleati vede, prioritariamente, proprio Massari.
Incerti D’Asta e Gurrieri, non di andare con Cassì, ma come andarci, uniti o separati in casa, se con una lista propria, tutta da scoprire e, soprattutto, da comporre nei suoi 24 elementi, o con un più lussuoso veicolo già pronto della stessa coalizione.
Dopo tanti incontri, l’ultimo due giorni fa in piazza San Giovanni, i due farebbero bene a definire le loro posizioni, per l’occhio sociale.
Fra l’altro qualcuno fa notare che attorno a questi incontri e a queste trattative si muovono personaggi che con la politica hanno poco a che fare ma che si agitano, non si sa con quale fine, nel cercare soluzioni convenienti per gli amici, con ruoli del tutto poco chiari.
Anche nei 5 Stelle ci sono profonde incertezze; hanno voluto correre da soli ma subito dicono che ci sono le porte aperte.
A sinistra guardano ad Articolo UNO e Sinistra Italiana, ancorché alla proposta di Stefania Campo che offriva la candidatura dell’area progressista a una esponente della sinistra, veniva risposto che l’unico candidato, per la sinistra sarebbe stato il senatore Battaglia.
Certo un rimescolamento di carte, con una alleanza 5 Stelle/sinistra, con un cambio di candidato, renderebbe più credibile tutta l’operazione, al momento riconducibile solo al tentativo di aggregarsi successivamente ad una formazione eventualmente al ballottaggio, per chiedere poltrone in numero maggiore di quelle che si sarebbero ottenute con la sola presenza nell’area progressista.
Peraltro, in tema di incertezza, pare che molti sono gli incerti, anche fra i consiglieri comunali, se affrontare o meno il giudizio degli elettori dopo il teatrino tenuto nell’ultima settimana.
E questi sono gli aspetti che già fanno pensare, e guardano alla serietà dei candidati che dovrebbero rifuggire da queste richieste. Si accettano voti, ma senza ricatti e senza poltrone per chi è fuori dalla contesa.
Non ci dovrebbero essere queste preoccupazioni di serietà politica a destra, se andasse Spadola al ballottaggio, si potrebbero accettare i voti di Cassì, non certo all’inverso per il candidato uscente che aborrisce i partiti.
Certo se i candidati rendessero note le loro posizioni, prima dell’esito delle urne, ne guadagnerebbe la credibilità politica di ognuno, già ci bastano i capitomboli e i salti mortali di chi da sinistra va a destra e di chi, da destra, va a sinistra.
