Era il luglio del 2020, fu ospitato, addirittura, l’assessore regionale allo sport, Messina, per presentare un progetto a metà fra lo sport e l’imprenditoria che ci fece sentire ancora più piccoli in questo lontano lembo di Sicilia e d’Italia.
Conferenza stampa nell’aula consiliare del Comune di Ragusa per ufficializzare il progetto di partecipazione della Virtus Ragusa, al tempo, Nova Virtus, al campionato di serie B nazionale, sfruttando rapporti di lavoro con ambienti imprenditoriali dell’Emilia, che sostenevano la pallacanestro ferrarese,
La nuova società si sarebbe Virtus Kleb Ragusa, si doveva avvalere di collaudate professionalità imprenditoriali e sportive, un progetto ambizioso, la fusione tra la vecchia società, guidata da Alessandro Vicari e la nuova cordata trainata da Sabrina Sabbatini. All’interno della società il presidente del Ferrara Kleb Basket che militava in serie A2, Francesco D’Auria, insieme al suo direttore generale Franco Del Moro, tutti presenti alla conferenza stampa.
Addirittura, un progetto che voleva coinvolgere ampi strati dell’imprenditoria locale e si rivolgeva alla collettività, anche per inglobare, se possibile, altre discipline sportive, sfruttando sinergie economiche fra Ragusa e l’Emilia.
Tralasciando l’enfasi egli interventi dei protagonisti dell’iniziativa, il vicepresidente della Fip Sicilia Salvatore Curella, accoglieva con grande partecipazione il progetto dicendosi convinto della bontà dello stesso e dei benefici effetti sulla pallacanestro locale e isolana.
In effetti di tutto questo non si è visto mai nulla, a cominciare dalla presenza dei dirigenti ferraresi, quali siano stati i termini degli accordi economici non è dato sapere, qualche dubbio ci era venuto dal momento che la comunicazione della società, non sempre al top, da tempo, non parlava più di Virtus Kleb.
Ora si viene a scoprire che il Kleb Ferrara Basket ha chiuso, ingloriosamente e anticipatamente, il campionato di serie A2. Troppo compromessa la situazione da sanare da qui a fine stagione, per indurre città e imprenditori ad un salvataggio che sarebbe stato poi temporaneo, riproponendo problemi e difficoltà al termine della stagione corrente.
In parole povere, fallimento. Sipario quindi, nel bel mezzo del campionato, con i giocatori lasciati liberi di accasarsi altrove, e i tifosi smarriti, delusi e arrabbiati. Per una piazza di grande tradizione cestistica come Ferrara, una brutta figura e una pessima immagine, mai verificatasi prima d’ora.
L’attuale presidente non è quello venuto a Ragusa, ma chiaramente i disagi economici della società non saranno sorti dall’oggi al domani.
Di tutte le mirabilie raccontate nell’aula consiliare di Palazzo dell’Aquila, è sfumata ogni cosa, non abbiamo nulla da dire, incidenti di questo tipo possono capitare a tanti, potremmo dire che la proprietà ragusana non ha subito effetti da questo crac ferrarese, progetti e iniziative sbagliate sono all’ordine del giorno nel mondo dello sport.
Non ci sarebbe nulla da dire se non che una comunicazione appena accettabile avrebbe dovuto informare la città dell’avvenuto fallimento dell’iniziativa che la proprietà ragusana avrà dovuto avvertire anzitempo, e speriamo che lo abbia fatto e ne abbia avuto contezza in tempo.
Ma perché non informare la città e dire che gli adesivi con la scritta KLEB si potevano buttare nel cestino?
