C’è da sperare che sia l’ultimo abbandono del gruppo che ha sostenuto il sindaco e l’amministrazione nei cinque anni di sindacatura.
Lo avevamo scritto ieri, se le dimissioni della erano dovute ad uno scontento diffuso, se i due di Barone sono usciti dal gruppo per essere solidali al loro leader, ma fondamentalmente ininfluenti politicamente, se la Salamone ha dato sfogo al suo malcontento che si originò quando dovette cedere la poltrona a Barone, senza ricevere nulla in cambio dal sindaco, per 5 anni, l’abbandono del gruppo da parte del consigliere Anzaldo ha segnato il culmine del dissenso nei confronti di Peppe Cassì, un dissenso espresso con semplici ma profonde motivazioni di ordine politico per gli ondeggiamenti del primo cittadino fra destra e sinistra, del tutto svincolati dalla benchè minima condivisione con il suo gruppo.
Sapevamo che aleggiavano altri abbandoni, ma non potevamo immaginare il tenore dell’ultimo, della consigliera Corrada Iacono, presidente della V Commissione consiliare (Cultura, Turismo , Attività sociali e Politiche Giovanili) che, in una breve nota, inviata da poco alla stampa, traccia un atlante del comportamento del sindaco nei confronti dei suoi consiglieri comunali che non lascia adito a nessuna interpretazione che possa ridimensionare quanto espresso di negativo nei confronti del primo cittadino.
Anche chi scrive, che segue puntualmente le vicende di palazzo, da cinque anni, non può nulla eccepire su tutto quello che scrive la consigliera comunale che, anzi, si trattiene, da gran signora, nei toni, nei modi e nei contenuti, arrivando, addirittura, a tacere sullo spiacevole, becero, volgare e irrispettoso trattamento subito prima della seduta di bilancio ad opera di un consigliere, fedelissimo del sindaco, per le sue rimostranze, del tutto legittime, alle pretese del sindaco di voti positivi per emendamenti di esponenti delle opposizioni.
Episodio gravissimo, per il quale il primo cittadino non si solo non si è sognato di adottare nessun tipo di provvedimento nei confronti di chi, prima di tutto, aveva mancato di rispetto ad una signora, nella sede della maggiore istituzione della città, ma non ha nemmeno espresso pubblicamente la sua solidarietà di sindaco nei confronti di un consigliere comunale, vessato arbitrariamente per non volersi piegare alle indicazioni di voto del capo dell’amministrazione.
Sapevamo di tutto quanto ora la consigliera Iacono esprime di dissenso, il nostro commento già a Lei più volte espresso, come anche ora al ricevimento della nota, è che ci hanno pensato tutti troppo tardi, dopo un troppo lungo periodo di attese, di recriminazioni per promesse e assicurazioni del sindaco mai mantenute, di speranze per un cambiamento della situazione che nemmeno si intravedeva né poteva sperare chi conosce Cassì.
Questa la nota della consigliera Corrada Iacono:
“Ho atteso l’approvazione del bilancio, che nei fatti segna la fine della consiliatura, per chiudere la mia esperienza all’interno della lista CasSì sindaco.
Una decisione maturata, sofferta, ma serena, al culmine di un percorso che mi ha vista, più volte, chiedere, come componente della maggioranza, collegialità nelle decisioni.
Nonostante i miei tentativi di aprire un dialogo sereno, per dare risposte alle istanze che provengono dalla città, ho trovato un vero e proprio muro da parte del sindaco che non gradisce alcuna forma di dissenso e non permette ai consiglieri comunali, eletti dai cittadini, di svolgere con coscienza e impegno il loro lavoro”.
Lo afferma la consigliera comunale Corrada Iacono, presidente della V Commissione consiliare (Cultura, Turismo , Attività sociali e Politiche Giovanili) annunciando la propria decisione di lasciare la lista CasSì sindaco.
“In questi anni ho avanzato una serie di proposte che provenivano da tanti cittadini.
Anche dietro richiesta di tante mamme e del Centro d’aiuto alla vita ho chiesto la creazione del Giardini degli angeli, per i bambini mai nati: il consiglio comunale, due anni fa, ha approvato un mio atto d’indirizzo ma, a oggi, nonostante si tratti di un’opera che richiede tempi molto brevi per l’attuazione, non ha visto ancora la luce.
Ho chiesto la predisposizione della culla della vita: c’era la disponibilità dell’Asp, ma ancora una volta, dal sindaco si è registrato totale disinteresse.
Due anni fa sono stata la prima a segnalare il rischio di chiusura di Pediatria all’ospedale di Ragusa. Ho avvertito subito il sindaco perché occorreva un intervento forte sull’Asp, e mi sono sentita rispondere che non era questione di sua competenza.
Nonostante tutte queste porte chiuse in faccia da parte del sindaco Cassì, che ho sempre sostenuto lealmente e con il massimo impegno, non ho mai smesso di portare avanti le istanze dei cittadini.
Mi sono spesa per gli Hub vaccinali a San Giacomo, a Marina di Ragusa e per i cittadini stranieri che vivono in città”.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la discussione in vista dell’approvazione del bilancio, nei giorni scorsi.
“In seno alla maggioranza ho chiarito che avrei votato quegli emendamenti che, in scienza e coscienza, ritenevo utili ai cittadini nell’ambito sociale, anche se presentati da consiglieri di altri partiti.
Sono stata pesantemente ripresa e messa da parte solo perché ho detto che avrei votato seguendo la mia coscienza e non i diktat del sindaco. Ho fatto ciò che ogni consigliere dovrebbe fare: votare in piena libertà e per il bene dei cittadini.
Per tutta risposta, alla riunione di ieri sera (venerdì 3 marzo NdR) convocata dal sindaco, con i consiglieri dell’attuale maggioranza e con quelli che dovrebbero fare parte della nuova coalizione a suo sostegno, non sono stata nemmeno invitata.
Mi sarei aspettata, da parte del sindaco, un gesto di apertura e di confronto tenuto conto del mio operato e del mio senso di responsabilità verso la maggioranza in questi cinque anni.
Al contrario ho ricevuto l’ennesima porta in faccia che ha confermato la mia decisione di lasciare la lista”.
