Se non fosse che a non trovare il bandolo della matassa sono Articolo Uno di Gianni Battaglia e Sinistra Italiana da un lato, e Insieme di Maurizio Tumino, dall’altro, si potrebbe pensare che si lavori solo alla trattativa per le poltrone.
Qualcuno aveva assicurato che in settimana si sarebbe arrivati a definire le coalizioni, non è stato cosi.
A sinistra, si deve decidere se appoggiare o meno il candidato del Movimento 5 Stelle o entrare nell’area progressista, pare che occorrono altri due giorni di riflessione, comprensibile anche perché ci sarà da fare una lista, o due, e non è semplice.
A destra, dove non esiste coalizione, c’è solo il candidato di Fratelli d’Italia che quelli di INSIEME vorrebbero far recedere dalla candidatura: ipotesi inimmaginabile per Pasquale Spadola, impossibile per il partito.
La strategia di Maurizio Tumino è quella di andare ad una candidatura identitaria, presentando un candidato sindaco e accogliendo in lista qualche rappresentante dei partiti e dei movimenti di area.
Si era fatto il nome di Giorgio Mirabella come candidato sindaco, circola anche il nome di Giulio Maltese, che molti vorrebbero espressione di Minardo essendo in quota Minardo al vertice dell’Opera Pia.
Nel movimento INSIEME ci vedono poco chiaro sui rapporti fra frange di Fratelli d’Italia e la formazione di Cassì: ormai acclarata la presenza di personaggi vicini al partito nella lista dell’attuale sindaco, circolano troppi ‘mi piace’ di uomini storici della destra ragusana per tutto quello che pubblica Cassì sui social, sui risultati del quinquennio, troppe commistioni apparentemente inspiegabili che non convincono.
Intanto per i due candidati principali della contesa, principali per numero di consensi previsti, tutto sembra avviarsi per la campagna elettorale, mentre si stanno definendo le liste.
Il candidato Schininà ha registrato il sostegno del Partito Socialista, altro simbolo che si aggiunge a PD, Territorio, GenerAzione, Patto per Ragusa, + Europa.
Dalle parti di Cassì si registra una interessante intervista del Direttore Mario Papa al leader di Azione Nitto Rosso, che, forte della sua formazione democristiana pura, ha intrattenuto con una lectio magistralis sulle spiegazioni per tutti gli esponenti di partiti che hanno indossato panni del civismo per essere accettati alla corte dell’attuale primo cittadino ricandidato.
Non si comprende, poi, come mai gli elettori hanno un diverso approccio per i componenti delle due coalizioni: la compagnia di Riccardo Schininà è altrettanto composita, come quella del rivale: c’è il PD, con il suo segretario Peppe Calabrese, c’è Territorio con una schiera dalle grosse legittime ambizioni, c’è GenerAzione che rimane pur sempre la formazione politica del candidato sindaco, c’è Ciccio Barone che pretenderà spazio pari al consenso che riuscirà ad acquisire, ci sono le piccole formazioni che incideranno comunque sul dibattitto per le poltrone e gli assessorati.
Ma nessuno si preoccupa, sembra che tutti abbiano l’impressione che nella coalizione di area progressista non ci possano essere lotte, rivalità, contese di vario genere.
Assai diverso è invece l’approccio per l’area di Cassì, diventata anch’essa area vasta: la gente teme che ove si raggiungesse il primo piano di Palazzo dell’Aquila, esploderebbero le rivalità e le ambizioni, soprattutto se, come molti prevedono, non tutte le liste saranno in grado di superare il quorum e conquistare almeno un consigliere.
Forte sarà la lista del sindaco, forte quella di Giovanni Iacono, che gode della presenza di Salvatore Cilia, nel 2018 primo degli eletti in consiglio, e di Mario D’Asta, commisurata alla consistenza elettorale del leader Giorgio Massari, quella di Ragusa Prossima. Avranno da impegnarsi i responsabili delle liste di De Luca e dell’uscente consigliere Gurrieri; se saliranno tutti a palazzo, senza dire che qualcuno avrà voluto, forse, garanzie anche in caso di mancato raggiungimento del quorum, saranno dolori, anche perché ci sarà da confrontarsi con le ambizioni degli assessori in carica che pretenderanno di restare incollati alle poltrone.
Una bella battaglia ! Questa volta senza riferimenti ‘cattivi’.
