A proposito di cultura

L’opinione di Mariuccia Licitra candidata al consiglio comunale del Partito Democratico a sostegno di Riccardo Schininà, candidato sindaco per la città di Ragusa

Viviamo un momento particolare, si assiste ad un impoverimento della lingua italiana, con un governo di destra che si preoccupa di proibire l’uso di termini in lingua straniera, invece di pensare a investire nella scuola e nella cultura.
Non c’è nessuna attenzione per una scuola che possa formare, prima di tutto, alla dizione, come pure si sottovaluta il ruolo che possono avere, al riguardo, le compagnie e le scuole teatrali di recitazione.
Sarebbero elementi semplici di formazione, in un mondo agitato mediaticamente per innescare vissuti di “invasione”, che vive di coscienze assopite di fronte alle tragedie dei migranti, in un contesto di violenze di genere e di ‘donne oggetto’, dove ci sono casi di sospensione dal servizio per aver fatto recitare le preghiere cristiane in classe.
Tutto questo porta a considerare una necessità indifferibile, ‘investimento in cultura, che deve partire dalla scoperta della storia e del patrimonio locale, artistico-architettonico, archeologico e naturalistico ambientale che concorrono, tutti, al più vasto patrimonio culturale locale, fatto anche di tradizioni, artigianato e cultura popolare ragusana, arricchito dai contributi di nuovi ‘ragusani’ che possono e vogliono contribuire alla creazione di un patrimonio internazionale di valori e di umanità che è specchio della civiltà di una comunità.
Ancora oggi, in una epoca di grandi stravolgimenti, siamo senza teatro, tutte le compagnie teatrali, le associazioni culturali, di danza, di musica, vivono momenti di difficoltà di fronte alla sordità di amministrazione che non comprendono l’alto valore che potrebbe derivare da questi contributi.
Anche il vantato sistema di valutazione delle iniziative non sembra rompere con il passato, manca un coordinamento delle varie strutture culturali, serve una un’interlocuzione stabile e proficua con l’amministrazione così da organizzare e produrre un’offerta culturale fruibile dai ragusani e dai forestieri, siano essi turisti o semplici visitatori.
A qualcuno può sembrare che con la cultura non si mangi, niente di più sbagliato, non solo si mangia ma si mette fieno in cascina per il futuro.

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