Volano gli stracci nelle formazioni minori, nervosismo nei movimenti per l’incertezza dei risultati e attacchi da chi se ne va

Si avvicina il momento delle elezioni, delle scelte irrevocabili degli elettori e gli animi si riscaldano, soprattutto nell’ambito di quelle formazioni minori e dei personaggi che maggiormente sentono la difficoltà per l’incertezza del risultato elettorale.
In queste ore due le querelle comunicazionali di carattere politico che riguardano da vicino anche la politica locale.
Giancarlo Cancelleri, vecchia conoscenza grillina di casa nostra, fino a poco tempo fa legatissimo, politicamente, all’on.le Stefania Campo e al suo stretto entourage, lascia il Movimento 5 Stelle.
In aperta rottura, con il leader del movimento, Conte, paga non tanto la regola dei due mandati, che lo ha escluso dalle regionali, dalla presidenza della Regione e, ora, dalla candidatura a sindaco di Catania, quanto la sua vecchia vicinanza a Luigi Di Maio.
La debolezza di un leader si vede tutta quando la priorità è mettere da parte ogni possibile concorrenza all’interno del partito o del movimento, del resto Conte non è stato mai, né lo è, un gigante della politica, anche uno come Cancelleri, che non è poi una cima, politicamente, viene visto come un possibile pericolo.
Di Cancelleri non possiamo fare a meno di ricordare i tanti passaggi a Ragusa, dalla stretta di mano con Tringali per fare fuori l’allora assessore Martorana, impegno poi non mantenuto, agli incontri a Pozzallo, nei bar, dove non c’era nessuno, alla singolare investitura ad assessore alle infrastrutture di un eventuale governo Cancelleri dell’allora assessore comunale Salvatore Corallo, poi del tutto dimenticato quando il Cancelleri salì agli onori della politica romana, Corallo che, oggi, vista la mediocrità imperante nel Movimento 5 Stelle, avrebbe potuto recitare ruoli da gigante.
Oggi, naturalmente, nessuno dei 5 Stelle di Ragusa, come tanti scolaretti con il fiocco, alla corte del maestro Conte, parla o ricorda di Cancelleri, ma l’addio di quest’ultimo dovrebbe far riflettere.

Più divertente la querelle politica fra una ex aderente al Movimento politico Ragusa Prossima, Lucia Cascone, autrice di una lettera, che definire di fuoco è solamente un eufemismo, contro Giorgio Massari come leader di Ragusa Prossima.
La Cascone, in passato sempre molto critica nei commenti ad alcuni articoli di ragusalibera.it, (un giornaletto come lo ha definito, recentemente, un suo amico di cultura), soprattutto quando ci occupavamo e parlavamo bene di Ciccio Barone come assessore allo spettacolo, cita addirittura, nella lettera, un nostro articolo a proposito di una donna che si incatenò ai cancelli del Comune.
Per inciso, i casi della vita vogliono ora che la Cascone sia candidata nella stessa coalizione di Ciccio Barone, ma questo è un particolare marginale.

Cosa dice Lucia Cascone in questa lettera firmata?

Di tutto e di più, mostra tristezza e delusione, disincanto nel vedere Ragusa Prossima andare ad allearsi con ideologie totalmente opposte alla prossimità.
Un sogno che è morto, non c’è prossimità con chi non condivide un atto importante come il PRG, con chi ha permesso che una donna si incatenasse ai cancelli del comune, con chi ha rapito la cultura fra le quattro mura di un castello (che non è un simbolo popolare, ma nelle intenzioni dell’amministrazione non vuole assolutamente esserlo NdR – tralasciando che l’immobile è definito, ormai, nel linguaggio comune ‘castello’, ma di castello non ha nulla, è solo una lussuosa dimora di campagna e questo la Cascone, come donna di cultura, dovrebbe saperlo NdR).
Senza mezzi termini l’autrice della lettera giudica l’alleanza di Ragusa Prossima con Cassì solo “un’invenzione per mantenere il potere”, per salire al potere, diremmo noi, la classica salita sul carro del presunto vincitore.
In effetti, qualche parola di considerazione per Giorgio Massari c’è nella lettera: “Mi dirai che all’interno del movimento ci sono diversi punti di vista. E hanno scelto il peggiore. Vinceranno ma non convinceranno, diceva Unamuno, perché per convincere bisogna persuadere, e non credo che ti abbiano persuaso che un’alleanza con gente totalmente lontana dalle tue convinzioni sia la cosa migliore”.
Pesantissimo il passaggio che lancia accuse di convenienza e meschinità e senza affinità di criteri e con totale mancanza di generosità e di servizio che la città si aspetta.
Gli stracci volano pesantemente trattandosi di un soggetto che si proclama ex membro della Segreteria Operativa di Ragusa Prossima
La lettera si conclude, infatti, con severi attacchi a Giorgio Massari che alla fine viene definito uno che si è consegnato all’avversario.
In effetti, potremmo dire che non c’è nulla di nuovo sotto il sole, abbiamo modo di conoscere la situazione, come tutti, solo per il fatto che si gridava ai quattro venti che non ci sarebbero state alleanze con i partiti, segnatamente con quelli di Cuffaro o della destra, le liste della coalizione sono infarcite di cuffariani, di esponenti del centro destra infiltrati nella lista di Cassì Sindaco come pure di esponenti di altri partiti, un po’ in tutte le liste.
E tutto questo non sono nostre opinioni ma è tutto rilevabile dalle dichiarazioni pubbliche degli alleati, cuffariani e di altri partiti accolti anche nella lista di Ragusa Prossima.

Questa la lettera aperta di Lucia Cascone a Giorgio Massari:

Caro Giorgio, questa lettera è motivata da tristezza e delusione.
Tristezza per vedere che una persona che apprezzo tradisce sé stessa. Disincanto nel constatare che Ragusa Prossima abbandona definitivamente il campo progressista con una piroetta di impossibile giustificazione associandosi a persone che difendono un’ideologia totalmente opposta alla prossimità.
Amarezza per il sogno che è morto. Che prossimità può essere quando il PRG si presenta senza condividerlo con il cittadino? (In occasioni passate il PRG veniva esposto nel Comune per 60 o 90 giorni a disposizione della cittadinanza)
Quale prossimità c’è quando una signora deve incatenarsi alla porta del Comune affinché il Sindaco non la ignori? (Ragusa Libera 01/08/2022, https://ragusalibera.it/una-donna-disperata-si-incatena-al-cancello-di-palazzo-dellaquila/)
Quale prossimità può essere quando la Cultura viene rapita tra le mura di un castello? (che non è un simbolo popolare)
Qual è la vicinanza tra Ragusa Prossima e questa amministrazione? Nessuna. È solo un’invenzione per mantenere il potere.
Mi dirai che all’interno del movimento ci sono diversi punti di vista. E hanno scelto il peggiore. Vinceranno ma non convinceranno, diceva Unamuno, perché per convincere bisogna persuadere, e non credo che ti abbiano persuaso che un’alleanza con gente totalmente lontana dalle tue convinzioni sia la cosa migliore. Credo che si tratti solo di convenienza e meschinità e senza affinità di criteri e con totale mancanza di generosità e di servizio che la città si aspetta.
Anche il Sindaco sbaglia a voler imporre delle liste che non saranno armoniche. Non basta l’esperienza presente? Si ripetono comportamenti sbagliati e si insiste sull’errore. Ciò che male comincia male finisce. Per più di tre anni ho condiviso con voi l’illusione di una città diversa, inclusiva, solidale.
Come membro della Segreteria Operativa di Ragusa Prossima ho lavorato per promuovere una cultura che mettesse in primo piano il territorio, l’Arte Popolare e non classista. Se questa teorica alleanza vince, tra due anni ne anche ci sarà più maggioranza nel concilio perché le idee nascono dolci ma invecchiano feroci.
Ti ricordi, Giorgio, quando dicevi che la scelta dei compagni di viaggio è fondamentale? O te lo sei già dimenticato? Come convincerai i tuoi elettori che quello che hai detto cinque anni fa è compatibile con quello che stai dicendo ora? Come convincerai i membri di Ragusa Prossima a difendere la gestione del Sindaco dopo averlo criticato ferocemente? Il tradimento non prospera mai. Sbagliare è umano, ma insistere è di stolti. Dovete perdonarmi per difendere le mie idee con passione, diffido di quella che chiamate Politica del Consenso, mi sembra la Politica dell’Abdicazione. Non esiste la politica del consenso, in politica c’è sempre una tensione, minore o maggiore, come difendere, altrimenti, il tuo punto di vista? (In Francia) Mèlenchon dice che in politica non ci sono mai spazi vuoti. La politica del Consenso crea un unico spazio che divora tutto il resto. L’identità si perde.
Ti ricordi, Giorgio, di William Morris? Unisciti alla battaglia dove nessun uomo fallisce, perché anche se scompare o muore, le sue azioni prevarranno. Ecco, Giorgio, le tue azioni, di consegnarti all’avversario.
Lucia Cascone

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