È una campagna elettorale strana

Di certo, è una campagna elettorale strana, non vogliamo parlare di questo o quel candidato, tanto meno di qualcuno in particolare, nel bene e nel male.
Ma si assiste ad uno spettacolo deprimente, dappertutto, la comunicazione e l’immagine in una campagna elettorale sono tutto, un punto fermo incontestabile, ma al riguardo non è che si possa dire che l’elettore è ben informato.
Si conta sul porta a porta e sui social come canali preferenziali della comunicazione.
Il punto di riferimento di ogni candidato dovrebbe essere il comitato elettorale, ci dovrebbe essere sempre qualcuno, ci dovrebbe essere movimento, nel comitato elettorale dovrebbero arrivare e partire manifesti, pieghevoli, volantini e facsimile: invece sono sempre chiusi, chi va meglio lascia le luci accese.
Siamo arrivati al termine ultimo per presentare liste e indicazione obbligatoria della metà degli assessori che si vogliono nominare, mancano solo tre giorni e ancora non si conoscono molte liste, dei nomi degli assessori manco a parlarne.
La comunicazione è a spot, quella dei candidati, finora, si è occupata di argomenti a caso, il candidato sindaco uscente ha tenuto a narrare i cinque anni precedenti, tutto naturalmente estremamente positivo, senza accennare a cosa vuole fare nei prossimi cinque anni.
Anche gli altri candidati si sono soffermati più su quello che avrebbe fatto, di negativo, naturalmente, il candidato sindaco uscente, senza minimamente accennare ai programmai dei 5 anni futuri.
In pratica, tre dei quattro candidati non hanno tirato fuori il programma, solo uno ha sfornato una sorta di enciclopedia ma di certo, di iniziative e opere che saranno concretizzate da subito, si percepisce ben poco.
Sulle cose spicciole non ci sono certezze: linee blu, ztl, dehors, isole pedonali, iniziative eco ambientali (vietare, per esempio, la distribuzione selvaggia dei volantini, domeniche a piedi9, rifiuti, PRG, centri storici, barriere architettoniche, progetto culturale, turismo, costruzione di alberghi, sviluppo economico, trasporto urbano, tasse e tributi, esigenze del sociale, emergenze abitative, bonifica discarica, proposta per un inceneritore sul territorio, transizione energetica e digitale, su tutto questo non ci sono nemmeno accennI chiari a quello che vogliono fare i candidati. Tutti si celano dietro la condivisione, le reti, le sinergie, i tavoli di confronto, nessuno mostra gli attributi per dire farò questo e su questo esprimete il vostro voto.
Si galleggia sulle problematiche più semplici, può un museo essere riaperto senza barriere architettoniche?
Se la risposta è NO occorrono interventi consequenziali, se fosse possibile mettiamo all’indice e sbeffeggiamo quanti fanno comunicati inutili.
Si possono utilizzare i fondi della tassa di soggiorno per esigenze diverse da quelle previste dall’apposito regolamento? Sembrerebbe di no ma a nessuno dei candidati a sindaco viene in mente di denunciare fortemente la cosa, si potrebbe capire chi ha in coalizione l’assessore al turismo che ha operato in tal senso, ma gli altri?
La comunicazione è frastagliata in mille rivoli, qualcuno si considera ancora, e lo è formalmente, consigliere comunale, e come tale comunica, come ha fatto, inutilmente e senza risultati per 5 anni.
La campagna elettorale è strana anche per quanto riguarda i candidati a consigliere comunale: sul sindaco uscente si concentrano tutti i rilievi dei concorrenti, sull’inutilità e sulla incapacità della quasi totalità dei consiglieri comunali nessuno mette naso, nessuno degli uscenti narra cosa di buono avrebbe fatto.
In questa situazione, di tutta evidenza, il dato preoccupante dovrebbe essere che su 24 consiglieri ben 21 si ricandidano, ritengono, evidentemente di aver fatto bene, ben 10 cambiano casacca, evidentemente pensano di poter fare meglio con altra maglia, 4, addirittura, passano ad appoggiare il sindaco che hanno contestato, dall’opposizione, per 5 anni.
Se non sono cose strane queste… Perché si mette in risalto, negativamente, quello che ha fatto il sindaco uscente e non si pensa alla possibile riconferma di un piccolo esercito di figure amorfe che non hanno lasciato nessun segno nella civica assise?
C’è un mese per pensarci, ma forse è troppo poco.

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