La penultima partita del campionato del girone B di serie B nazionale di basket maschile, in trasferta, a Crema, ha visto la Virtus Ragusa conquistare la retrocessione con una giornata di anticipo.
Può suonare strano il verbo conquistare, ma si deve dire che, quest’anno, la Virtus Ragusa ha fatto di tutto per galleggiare nella mediocrità e inseguire un percorso assai negativo.
Alti e bassi, nessuna scossa della dirigenza che, in definitiva, acquisisce il fallimento del progetto sbandierato nel 2020, che ha perso per strada la collaborazione con Ferrara, peraltro scomparsa come società dal panorama cestistico che conta, progetto che pure, nei primi due anni aveva dato speranza di poter rilanciare la pallacanestro maschile a Ragusa.
Ora sarà tutto da rifare e si dovrà anche verificare se la dirigenza vorrà continuare il suo impegno dopo il deludente risultato.
La partita di Crema ha visto soccombere Ragusa solo nel supplementare, in maniera assurda dopo che fondamentalmente aveva, se non dominato, controllato l’avversario per ampi tratti della partita.
Fatali i minuti finali, che hanno decretato la matematica retrocessione.
Primo quarto che vede la Virtus in difficoltà ma che riesce a chiudere su un più che dignitoso 16-13, grazie al solito Ianelli che, ancorché reduce da un infortunio, riesce a imprimere sprint all’attacco ragusano.
La seconda frazione vede una Virtus in palla che riesce a dominare gli avversari, con un vantaggio che si conferma alla sirena sul 27-38.
Qualche esitazione al rientro dagli spogliatoi, ma ancora Ragusa controlla il vantaggio e chiude alla penultima sirena sul 40-52.
Ultima frazione di gioco che vede gli ospiti mantenere un vantaggio che potrebbe confortare per il successo finale, ma gli ultimi tre minuti sono fatali, Ragusa dilapida il vantaggio, Crema riesce a pareggiare nei 40 secondi finali.
Nel supplementare gli iblei appaiono frastornati, ma sono in grado di restare a tallonare gli avversari senza però riuscire ad annullare lo svantaggio di due punti alla sirena finale.
Una brutta fine per un campionato a fasi alterne, che ha visto anche la comunicazione in difficoltà, con un cambio di addetto stampa avvolto nel silenzio e un nuova linea affidata ad un a anonima ‘area comunicazione’ che, proprio quando sarebbe stato opportuno riportare le dichiarazioni del tecnico, puntualmente elargite alla fine di ogni partita, ci lascia senza nemmeno un commento di chi ha vissuto la partita dall’interno, né la dirigenza ha ritenuto di rilasciare dichiarazioni sull’ imprevisto finale.
Foto di Repertorio. Credit: Giovanni Cassarino
