Un confronto fra i candidati a sindaco organizzato da un sindacato di medici per parlare di sanità

Continuano, senza sosta, i confronti fra i candidati a sindaco. Fra le iniziative, molte non sono pubblicizzate, non è invitata la stampa, se ne ha notizia dai post puntualmente pubblicati dai candidati per questo o quell’incontro, non si sa nemmeno se quella associazione datoriale o quell’altra hanno invitato tutti e quattro i candidati.
Si ha l’impressione che tale genere di iniziative non sia dirimente per dare all’elettore una direzione chiara per andare a votare: su molti temi c’è univocità di intenti da parte dei candidati, nessuno propone ricette proprie, alternative, nessuno va contro la tendenza generale.
In definitiva, si esce dai confronti senza elementi per potere scartare un candidato o preferirne uno fra due posizioni vicine.
Oggi, sabato 13, c’è stato il confronto singolo dell’Associazione Costruttori Edili con i vari candidati, e, per la prima volta, si è assistito ad una iniziativa seria: un ventaglio di proposte per i candidati, sintetizzate in 6 assi di intervento, per un totale di 18 missioni, un uditorio qualificato costituito quasi totalmente dagli aderenti all’associazione, non ci sono stati gli eserciti di candidati consiglieri e di supporter al seguito, per la prima volta all’uscita ci sono stati commenti nettamente a favore di un candidato, segnale che si è trattato di un confronto proficuo.
In altra parte del giornale riferiremo dell’incontro che abbiamo seguito per intero, per ragioni di opportunità non diremo chi ha “vinto” il confronto, forse lo si potrà capire.

Uno degli ultimi confronti tradizionali, con i candidati impegnati a scontrarsi sulla stessa domanda è stato quello organizzato dal sindacato FISMU, Federazione Italiana Sindacale dei Medici Uniti, organizzato dal dott. Alessandro Tumino, presso la sala convegni dell’Ordine dei Medici di Ragusa.
Le aspettative erano alte, anche perché si era diffusa la voce, erroneamente, che fosse iniziativa dell’Ordine dei Medici.
A questa delusione, ancorché non determinante, si è aggiunta una serie di domande che non avevano a che fare con la sanità che tutti si aspettavano, addirittura qualche domanda, ancorché afferente all’attività del medico di base, riguardava più i servizi sociali che la sanità.
Il primo argomento da affrontare, i nuovi provvedimenti del governo regionale in tema di Case di Comunità e di Ospedali di Comunità, le prime in provincia, un Ospedale di Comunità, per sub acuti senza domicilio possibile, previsto a Ragusa, al Maria Paternò Arezzo.
Il sindacato ha ritenuto di considerare più appropriata la sede al G. B. Odierna e ha chiesto ai candidati se non ritenessero opportuno sollecitare una modifica alle scelte operate.
Mentre Cassì ha osservato che c’è una tempistica rigida per un programma già sviluppato, impossibile la realizzazione di varianti al progetto entro il 2026, gli altri candidati si sono trovati concordi nel puntare il dito sulla scarsa autorevolezza di Cassì e sul mancato coinvolgimento della comunità, anche tramite la conferenza dei sindaci.
È stato Schininà a rilevare lo scarso controllo del sindaco sull’operato del Direttore Generale, rilevando anche le problematiche degli esosi affitti pagati dall’azienda, nonostante i molti locali di proprietà inutilizzati.
Secondo tema posto quello dei centri diurni per anziani e disabili, Cultrera, Firrincilei e Schininà, con varie sfumature, tutti concordi sulla necessità di misure importanti, e diverse, per anziani e disabili.
Il sindaco, more solito, ha elencato misure, iniziative e progetti per il settore, magnificando l’operato del settore servizi sociali che, sulla materia, è perfettamente sincronizzato.
Sul progetto di vita di ogni cittadino disabile, che deve essere redatto da Comune a ASP ai sensi della legge 328/2000, Schininà ha mostrato di avere idee chiare in proposito, sottolineando la necessità di dedicare la massima attenzione, sua intenzione quella di dare vita all’assessorato all’inclusione sociale e alla Consulta per le disabilità; ha evidenziato il dialogo carente, attualmente, con le associazioni e la mancanza grave, attualmente, del disability manager e del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche.
Il sindaco in carica ha detto solo che il settore servizi sociali è uno dei settori più efficienti del Comune, ha rigettato l’accusa di scarso dialogo con le associazioni e ha parlato della prossima apertura della Casa Protetta.
Anche gli altri due candidati si sono trovati concordi nell’assicurare massimo impegno per la problematica.
L’ultima domanda della prima parte del confronto riguardava l’housing sociale con l’occhio rivolto al centro storico.
Se Schininà ha parlato di impossibilità di parlare di housing sociale in centro storico, senza il benché minimo strumento urbanistico, Cultrera ritiene solo utopia parlare di housing sociale in centro storico, come Firrincieli che lo identifica, però, come strategia per il centro da riqualificare. Sull’argomento Cassì ha glissato.
Altra domanda apparentemente poco attinente alla sanità, i controlli sulle strutture protette o case di riposo, dove si rende necessaria una maggiore presenza congiunta di ASP e Comune.
Cassì ha affermato che i controlli previsti dalla legge ci sono, Cultrera ha detto che il Comune deve essere garante della qualità della vita in queste sedi, 24 ore al giorno, Firrincieli ha allargato il campo dei controlli al possibile intervento dell’ispettorato del lavoro per controlli sui contratti, sulle ore di lavoro e sulle retribuzioni del personale di queste strutture.
Anche su questo tema, il candidato Schininà assai severo, anche nei confronti dell’ASP che rivelerebbe sciatteria in molte cose di sua competenza e, al riguardo, ha messo nel mirino la scarsa autorevolezza del sindaco in carica e della conferenza dei sindaci che si dovrebbero fare promotori di azioni forti ove manca l’intervento dovuto dell’ASP.
Competenze e doveri del sindaco e della conferenza dei sindaci, della quale non si hanno mai notizia sull’attività, che Schininà richiama anche a proposito delle difficoltà permanenti di comunicazione tramite telefonini al Giovanni Paolo II, storia vecchia che mostra i limiti della classe politica e dirigente di questa città.
Anche Cultrera si è trovato d’accordo nel ritenere il sindaco responsabile di questi problemi irrisolti.
Sui problemi legati al regionalismo differenziato ampia condivisione della problematica per la quale i sindaci, però, hanno poteri assai limitati, se non quello di sollecitazione politica.
Tutti concordi anche sull’ultimo tema del controllo per le ondate di calore, per il quale tutti si sono detti disponibili a tutte le azioni, concordate anche con l’ASP e i medici di base, per venire incontro alle mille problematiche per anziani e fragili.
Ultimo tema proposto quello del futuro del Giovanni Paolo II e degli appetiti delle strutture sanitarie della provincia che, spesso, vanno a danno del nostro nosocomio.
Tema che ha trovato concordi Cultrera, Firrincieli e Schininà per una azione che deve comunque difendere la nostra struttura e ha fomentato ogni genere di attacco contro Cassì che avrebbe al suo fianco uomini dell’ex sindaco di Modica, Abbate, uno dei politici locali che lavora, costantemente, da tempo, a favore del suo territorio e a danno del nostro, come ha fatto con il tentativo di spostare il Tribunale nei locali dell’ex tribunale di Modica e come continua a fare con la strategia di accentrare sempre più reparti importanti a Modica.

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