Si ripropone, da parte del comitato cittadino di Ragusa Ibla, Comibleo, la irrisolta questione dei contenitori della differenziata per i locali commerciali sempre pieni con annessi cumuli di spazzatura attorno.
Un problema atavico con cui sono costretti a vivere i residenti, inascoltati dall’amministrazione, irrisolto anche dopo che determinati assessori, contro cui alcuni appartenenti a Comibleo, lanciavano strali, non ci sono più: evidentemente il problema non era di mandare via Ciccio Barone, assessore ai centri storici.
Il rituale comunicato di Comibleo, del tutto condivisibile per l’incresciosa situazione irrisolta, recita sempre le stesse cose: quartiere sotto gli occhi dei tanti visitatori, esigenza di un servizio all’altezza, per il danno di immagine ma, soprattutto per la vivibilità del quartiere, situazione surreale.
Tanto surreale da provocare alcune riflessioni inevitabili.
Intanto il comunicato conclude rivolgendosi all’Amministrazione comunale, ma se dopo cinque anni di inutili istanze non si è ottenuto nulla, in periodo elettorale, perché non si pensa, come comitato, a mettere in guardia i cittadini dal votare la stessa amministrazione?
Peraltro, a Ibla ci sono assessori in carica, candidati che sostengono questa amministrazione, peraltro in passato nella squadra di formazioni politiche opposte, tuttologi che discettano settimanalmente sui problemi di Ibla, ma evidentemente il problema dei rifiuti per strada non è così sentito, io non mi posso andare a candidare con chi avrebbe consentito, per cinque anni, il letamaio a Ibla.
Anche nel corso del confronto tra i candidati a sindaco, organizzato da un altro comitato cittadino, il problema dei rifiuti è stato lasciato ai margini: anche noi siamo del parere che si tratta di un problema primario, ma evidentemente non lo è per quanti tollerano gli accumuli abnormi di rifiuti per non toccare i commercianti, quando un contenitore è pieno, se ne cerca un altro, i rifiuti particolari debbono essere oggetto di particolare attenzione, le cassette di frutta almeno impilate, gli scatoli di cartone ridotti di volume e legati, gli enormi sacchi neri stracolmi non sono rifiuti ordinari ma dovrebbero essere oggetto di smaltimento privato, almeno conservati all’interno delle attività e tirati fuori al passaggio dei mezzi di raccolta, perché si tratta di una questione di decoro anche di chi conferisce.
Nel confronto fra i sindaci, tutto questo non è emerso, nessuno dei candidati ha definito priorità la questione dei rifiuti a Ibla, né, tantomeno la questione è stata posta, come prioritaria, dagli organizzatori del confronto.
In ultimo, non ci possiamo esimere, però, dal rilevare una mostruosa disattenzione da parte del sindaco in carica, ricandidato.
Tanti i soldi spesi nei cinque anni, tante le compensazioni con la ditta Busso, si poteva provvedere, per tempo, con l’inizio della stagione turistica, a un servizio dedicato, per Ibla, per contenere questo fenomeno ed evitare segnalazioni di questo tipo, si tratta di immagine e comunicazione, queste cose sono specchio dell’amministrazione, specchio, in particolare dell’assessore in carica, che è lo stesso sindaco.
Se gli addetti pensassero a queste cose invece di sistemare sedie e tavoli per le conferenze stampa, Cassì vivrebbe una campagna elettorale più facile.
