Delle rane? Si’, queste possono cambiare una mentalità!

di Rosanna Bocchieri

Fantasia dei Modicani? Ebbene, sì. Piattezza dei ragusani? Ebbene, sì.

Delle rane, visibili sui balconi del Teatro di Modica, sparse ovunque, per ricavarne profitto per la costruzione del palcoscenico del Teatro Garibaldi, a Modica. Già vendute le prime rane a venti euro ai giornalisti presenti alla conferenza stampa!

Presentato stamani al Teatro Garibaldi, dalla soprintendente della Fondazione, Simona Celi e dal Sindaco, Ignazio Abbate il progetto Rigeneramento – L’arte che rigenera l’arte – elaborato grazie alle esperienze del movimento Cracking Art Group, di cui viene riferito in altra parte di questo giornale.

A differenza di Ragusa, Modica culturalmente, è molto più avanzata ed europea.

Fantasia dei Modicani? Ebbene, sì. Piattezza dei ragusani? Ebbene, sì.

Modica, culturalmente, è aperta e accoglie il nuovo senza dimenticare il vecchio. Si nota una politica culturale in atto, non solo con i suoi prodotti come il cioccolato, che commercializza, ma con la cultura. Ricordo di aver trovato il cioccolato di Modica a Blanes, in Spagna, in Catalogna. Modica è orgogliosa della sua storia, è orgogliosa dei suoi figli, dei suoi monumenti, dei suoi prodotti, del suo Teatro.

E Ragusa? Mariannina Coffa aveva dipinto nel suo libro, già nell’Ottocento, i ragusani! Non c’è fantasia? Ebbene no, c’è tra la gente, ma questa viene soffocata sempre dai suoi amministratori e da una mentalità, che va verso l’aurea mediocritas di chi pensa “che cosa me ne viene, facendo?” ” Ma a tia chi ti ni veni?”, per cui l’isolamento nel proprio mondo prevale sulla collettività!

Gli stessi operatori tendono a chiudersi nel proprio mondo piccino, evitando di aggregare o di procedere insieme. Ognuno si sente un gigante rispetto agli altri, per cui agire in una concezione aperta equivale a fallire nell’impresa. Come nelle concezioni paesane, ognuno si sente un gigante rispetto agli altri. Questo in tutti i campi, culturale, politico, sociale ed economico.

Teatro, a Ragusa? Tanti spazi, ma nessuno, perciò questi passano per teatri, ex Cinema Ideal, il Vescovado, la Quasimodo in fieri, ecc. Una buona parte di questi c’è, perché operatori lottano per questi, ma l’Amministrazione silente non dà risposte concrete per il Concordia, ex Cinema Marino, per cui, dopo 1300 firme raccolte col sangue nei centri commerciali, tra la gente, nelle vie, sempre nel sospetto di chi firmava, consegnate al Comune in aprile, il silenzio regna sovrano e c’è chi propone un referendum da mettere in essere tra un anno. Sì, un referendum per il Teatro, in quanto l’Amministrazione o pone problematiche, o sposta la problematica su altri progetti illusori!

Cambiare mentalità è l’alternativa, ma i cambiamenti sono sempre lenti, e l’unica alternativa a questo silente paese è andarsene, abbandonarlo e vivere diversamente altrove!

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