Sono passati, ormai 20 giorni dall’elezione dei nuovi sindaci, nelle cittadine che sono andate al voto, e, in molti casi, tutto tace attorno all’attività delle giunte già insediate, come la nostra di Ragusa.
In campagna elettorale il sindaco parlava di continuità ammnistrativa, di lavoro che era solo una continuazione dei progetti intrapresi, ma sembra che la città sonnecchia, sonno non disturbato dalle forze di opposizione non più esistenti, che potrebbero esprimersi in attesa dell’insediamento dei rispettivi consiglieri eletti.
Ma si potrà rispondere, a buon diritto, che il sindaco e l’amministrazione che verrà hanno ottenuto più del 60% dei consensi; quindi, è quello che vuole la città.
Ben altro è lo spettacolo in altri centri, dove il primo cittadino prende il toro per le corna e si dedica, subito alle emergenze.
È il caso di Taormina, centro più piccolo di Ragusa, come numero di abitanti, ma località turistica di rinomanza internazionale, di certo il centro più importante della Sicilia per gli aspetti turistico-culturali che ad esso afferiscono.
Lo spettacolo è di casa a Taormina, e il neo sindaco De Luca, già rinomato sindaco di Messina, lancia la sua volata verso le lezioni a Presidente della Regione, del 2027 e fa spettacolo.
Come primo atto entra in netto contrasto con la Regione, con il suo Presidente e con i vertici della Fondazione TaoArte che sovraintende agli eventi culturali della città, che si tengono quasi tutti al Teatro Antico di Taormina.
E lo fa mostrando gli attributi, non è detto che la sua azione non incontrerà ostacoli da parte della Regione e delle istituzioni, ma, di certo, lascerà tracce.
Qual è la questione? – Appena insediato De Luca si rende conto che la gestione del Teatro Antico e della Fondazione Tao Arte vanno contro gli interessi della città e del suo turismo.
L’attuale gestione non tiene conto delle esigenze della città. Taormina, piaccia o no, oggi ha difficoltà oggettive nell’ospitare e gestire grandi eventi per i quali non si possono garantire i servizi essenziali legati alla tutela del bene storico, il decoro e la sicurezza per i cittadini e la città di Taormina.
Per De Luca, “Non è pensabile sovraccaricare Taormina e il teatro in un periodo, quello di alta stagione, in cui la città è già sold out indipendentemente dai grandi eventi.
Inoltre, ho dimostrato che ogni grande evento genera un danno erariale alle casse della regione siciliana.
Cosa resta a Taormina a margine di ogni concerto? Nelle casse del comune non entra un solo euro, in compenso, però, dobbiamo fare uno sforzo incredibile per garantire tutti i servizi atti ad assicurare l’ottima riuscita dell’evento. E allora basta”. “L’utilizzo del teatro non può essere mero affare per gli impresari”
I punti dolenti sono quelli dell’ordine pubblico e dei servizi che il Comune deve garantire: “Il 95% dei visitatori non pernotta in paese: questo vuol dire che almeno ci sono 2000 veicoli che arrivano a Taormina e non abbiamo dove metterli. Al momento abbiamo solo tre vigili urbani, ne servirebbero almeno 20.
De Luca ha intenzione, nel caso non fosse ascoltato dai vertici regionali, a interdire l’ingresso al Teatro antico, bloccando con una ordinanza il traffico nell’unica via di accesso.
In pratica, chiede almeno che vengano ripagati i costi sostenuti in occasione degli eventi.
“Il tema è molto semplice: il teatro è gestito da una sorta di comitato interdipartimentale tra Beni Culturali e Turismo, che non gestisce nemmeno l’assessore regionale, il quale continua ad assegnare date agli impresari, sempre i soliti, per fare grandi eventi”, accusa De Luca. “Il fatto che il comune non sia in grado di garantire servizi non se lo pone nessuno.
Il problema riguarda da vicino anche la Fondazione Taormina Arte, il sindaco sottoporrà agli organi competenti le numerose irregolarità costitutive della fondazione con particolare riferimento al mancato conferimento dei beni da parte della Regione Siciliana”.
De Luca contesta la composizione del CdA, non ci sarebbe una equa ripartizione delle cariche fra Comune e Regione, e sceglie il disimpegno del Comune, chiedendo alla Regione la nomina di un commissario, non essendo intenzionato a firmare alcun atto anche in relazione a quelli che sono provvedimenti indifferibili e urgenti.
Sembrava potesse esserci una schiarita, una intesa fra De Luca e l’assessore regionale ai beni culturali, Scarpinato, che aveva condiviso le proteste, ma il Presidente della Regione, Schifani, che già non ha un rapporto idilliaco con Scarpinato, avrebbe sconfessato ogni tipo di accordo, aprendo la strada alle più imprevedibili reazioni del sindaco di Taormina, che non è tipo da lasciarsi intimorire, come già fece, ai tempi del covid, da Musumeci.
Peraltro, nella battaglia, De Luca non sarebbe solo perché al presunto accordo era presente anche l’on.le Lo Giudice, responsabile regionale della formazione politica di De Luca.
L’assessore Scarpinato avrebbe convenuto su tutto e avrebbe preannunciato una bozza di protocollo d’intesa per modificare l’attuale assetto gestionale del Teatro Antico, d’accordo la dirigente del Parco Archeologico Naxos Taormina, proprietaria del Teatro Antico, al fine di risolvere le questioni relative a ordine pubblico, decoro urbano, raccolta rifiuti, attualmente a totale carico del comune di Taormina.
Torniamo a dire che non sappiamo come andrà a finire, ma siamo certi che De Luca non resterà con un pugno di mosche in mano, legittimati ad aspirare che, anche nella nostra città si verifichino prese di posizione simili, approfittando anche del fatto che appartenenti alla formazione politica di De Luca, alla sua scuola, ci sono ben due rappresentanti in seno all’amministrazione di Palazzo dell’Aquila a Ragusa che si spera facciano valere la loro vis politica e non si appiattiscano nel torpore delle opposizioni, come del resto avrebbero promesso in quanto portatori di critiche costruttive.
Peraltro, questioni che la gente attende di verificare, perché le dimissioni da assessore indicato di Cassì del consigliere di De Luca, Buscemi, non hanno ancora convinto del tutto.
De Luca affronta con decisione problematiche del centro storico taorminese, come vorremmo che anche da noi avvenisse.
Purtroppo, l’incipit della nostra amministrazione e, segnatamente, dei ruoli preposti, non è dei migliori: terminata la pausa elettorale, sono state riproposte le questioni del traffico, degli ingorghi a Ibla, per lo più determinati dalla insulsa presenza dei bus turistici. Ma non solo: emergenziale la situazione di degrado nel centro storico superiore, segnatamente sul sagrato della Cattedrale, dove, per quanto si legge sul quotidiano locale, e sui social, accade di tutto, bivacchi, gente che fa i bisogni sul muro della Cattedrale, gente che vomita, ubriachi in giro e bottiglie di birra vuote lasciate dappertutto, deiezioni canine diffuse, ragazzi che giocano al pallone, addirittura qualcuno ha portato una sedia e si è fatto tagliare i capelli, ripetiamo tutti rilievi ripresi dall’autorevole quotidiano locale, non semplici segnalazioni di persone o personaggi delle opposizioni politiche.
Anche il Parroco di San Giovanni lamenterebbe la mancata adozione di adeguati provvedimenti. Ma il degrado è anche nelle altre vie del centro storico, e il quotidiano locale, sarcasticamente, contrappone questi elementi di degrado e di scarso decoro alla “grande bellezza nella visione di prospettiva” del nuovo assessore ai centri storico che annovera anche la delega alla polizia municipale, direttamente interessata ai fenomeni, quanto meno per far rispettare le ordinanze sindacali dedicate.
E, in effetti, c’è da fare sarcasmo, perché l’assessore al ramo non si mostra eccessivamente preoccupato, dice che non ci possono essere risposte immediate, che si procederà al solito monitoraggio della situazione, conviene che si debba evitare il bivacco che si può trasformare in piccola delinquenza, ci saranno i tempi per poter lavorare – e in questo siamo d’accordo perché cinque anni sono lunghi e tempo non ne manca.
Considerazioni che chiude con il criptico messaggio: “Ogni cosa è ciclica, adesso si può lavorare per la ripresa”, quasi a voler segnare una netta demarcazione con quanto avvenuto nei cinque passati che, da competente esponente dell’opposizione, l’assessore ha sempre denunciato puntualmente per le gravi criticità.
