A livello regionale si pensa già alle europee e si riscalda il dibattito politico. Forza Italia intende far pesare i suoi voti presenti come in nessuna altra parte d’ Italia, pur fra le mille polemiche del dualismo Schifani-Miccichè che rischia di far saltare, anche in questo lembo d’Italia, il partito di Berlusconi, ormai cronicamente ridotto a percentuali ad una cifra.
C’è una nota del coordinatore regionale di Forza Italia, Marcello Caruso, che risponde alle parole, giudicate scomposte, di Davide Faraone, leader siciliano di Italia Viva.
Potrebbero sembrare questioni limitate, per esempio, al rimpasto che si chiede nella giunta del Comune di Palermo, dove, peraltro, Schifani chiede al sindaco La Galla di sostituire gli uomini della corrente Miccichè.
Ma se le questioni riguardanti Forza Italia tarderanno ad arrivare da noi a Ragusa, dal momento che il partito non esiste e quei pochi che lo hanno rappresentato finora, in uno scenario di completa debacle, non accennano a lasciare i posti di dirigente che sono stati affidati loro in maniera deleteria, ben diversa è la situazione per quanto riguarda un ipotetico terzo polo, che si potrebbe costituire, in primis, per le europee.
In effetti sono due le componenti che tirano per un terzo polo in Sicilia, quella di centro destra richiamata da Cuffaro e Lombardo che vorrebbe ricostituire un centro moderato, e quella più a sinistra, meno moderata, più rivoluzionaria, dove protagonista potrebbe essere Renzi, dove Azione di Calenda potrebbe recitare la sua parte e dove si potrebbe lanciare in orbita il ‘missile’ De Luca che, quasi sicuramente, fra quattro anni, tenterà la scalata alla Presidenza della Regione.
Ancora è troppo presto per delineare uno scenario certo, di sicuro, molte questioni riguardano, da vicino, anche Ragusa, dove ci sono possibilità diverse.
Dal centro destra che si deve ricostituire, Forza Italia da zero e Fratelli d’Italia appena sopra una dignitosa soglia di tolleranza, all’area di Cuffaro e di Lombardo, tutti questi direttamente interessati al governo cittadino, con propri rappresentanti.
Anche un eventuale asse Renzi – De Luca vedrebbe uomini di quest’ultimo direttamente impegnati nella giunta di Cassì, senza dire che forte è anche la presenza di uomini di Calenda.
A sinistra il PD solo vive sulla persona del deputato Nello Dipasquale, i dirigenti del partito galleggiano fra il sostegno dato a Bonaccini e il dovuto inchino alla vincitrice Schlein, c’è una dirigenza da troppo tempo incentrata sul segretario Calabrese che, purtroppo, nessuno ha voluto come candidato sindaco ma nemmeno come assessore indicato dal candidato sindaco della coalizione.
Peraltro il segretario cittadino del Partito Democratico, ancorché, secondo alcune voci, dimissionario, andrà a sedere fra i banchi dell’opposizione in consiglio comunale in una situazione imbarazzante, se non difficile, trovandosi, nei banchi della Giunta, tre avversari politici storici, da Giovanni Iacono, nei confronti del quale Calabrese ha sempre condotto battaglie senza limiti verbali, a due che il PD lo hanno lasciato proprio perché Calabrese non dava spazio, ancorché dominatore come numero di tessere: Giorgio Massari e Mario D’Asta se ne sono andati e ora sono assessori, Calabrese è rimasto al palo, con il sogno sempre latente di arrivare ad essere amministratore della città.
L’unica nota positiva sarà quella delle scintille che, prima o dopo, verranno fuori in Consiglio comunale.
Per il resto, l’unica presenza importante quella di Territorio che rappresenta sempre l’ala moderata del centro sinistra, il rifugio di chi non ha voluto prendere e non vuole prendere la tessera del PD, unica forza in grado di dire la sua, a patto che non diventi casa di accoglienza di personaggi come Ciccio Barone e altri del suo entourage, ormai marchiati da scelte politiche sbagliate e totale inconsistenza di consenso.
Con Articolo UNO confluito nel PD, inesistente la sinistra, non pervenuti i 5 Stelle.
Questa, per la cronaca, la nota, rivolta a Davide Faraone, dal coordinatore regionale di Forza Italia, Marcello Caruso:
“Dal senatore Davide Faraone sono venute parole scomposte, che sono soltanto il segno del nervosismo che regna nel cosiddetto terzo popolo dopo numerose e ripetute esperienze fallimentari sul piano elettorale.
Queste esperienze non hanno fatto altro che confermare come fino ad oggi questa esperienza altro non sia stato se non un continuo cercare strumenti per superare i diversi sbarramenti elettorali, senza alcuna prospettiva né un chiaro indirizzo politico, ancora meno di indirizzo moderato e liberale.
E se un’ulteriore conferma fosse stata necessaria, ecco l’annuncio del flirt con Cateno De Luca, altro possibile accordo-autobus in vista della disperata ricerca dei numeri per superare lo sbarramento alle europee.
Forza Italia, al contrario, continua a porsi in modo chiaro ed inequivocabile come esperienza politica moderata, aperta al dialogo e pronta ad accogliere, come fatto nei mesi scorsi, quanti si riconoscono in valori liberali e democratici e, soprattutto, vogliono contribuire con esperienza e competenza al governo del Paese, della Regione e delle nostre comunità nel quadro del centrodestra.
Quanto infine alle affermazioni di Farone sull’ipotesi di avvicendamenti all’interno della Giunta comunale di Palermo, al di là su ogni commento sul classico pulpito da cui viene la predica ricordando i ben 49 assessori del Governo Crocetta di cui Faraone era sponsor, non possiamo che ribadire il diritto/dovere di ciascun partito di dare giusta rappresentanza alla propria base nonché alle istanze dei propri gruppi consiliari, ovviamente in un quadro che non intacca in alcun modo, ma anzi vuole ulteriormente rafforzare l’impegno dell’Amministrazione per la soluzione dei problemi dei cittadini.”
