Peppe Calabrese già insofferente per le scelte del sindaco Cassì, ma, nei 5 anni, ne vedrà di peggiori

Gli sconfitti, come è naturale che sia, non sono ancora rassegnati alla netta affermazione di Cassì, rieletto sindaco della città, con il 63 dei consensi. Il sindaco, già nei 5 anni precedenti, ha mostrato di percorrere la strada senza freni, con molte decisioni e scelte che, ancorché legittime, hanno spesso mancato di opportunità politica. Ma, di fronte ad un consenso indiscutibile, non ancora bulgaro ma abbastanza vicino, è inutile non darsi pace. Come ha commentato un autorevole esponente grillino della vecchia guardia, quella che si vede, è solo l’inizio, ne vedremo di tutti i colori.
C’è chi non si dà pace e considera che è già troppo, come il segretario cittadino del Partito Democratico, Peppe Calabrese, eletto consigliere comunale.
Calabrese aveva già criticato l’aumento dei componenti della giunta fino al massimo consentito di 9 assessori, era logico attendersi, vista la determina sindacale, di ieri 21 giugno, per l’incarico di esperto del sindaco per l’ex assessore Clorinda Arezzo, la reazione che giudica la nomina un premio di consolazione per la non eletta Arezzo, e non confermata come assessore.
Qualcuno potrebbe rilevare qualche elemento afferente all’opportunità politica, ma si deve che, leggendo la Determinazione sindacale si resta basiti per i richiami giurisprudenziali e della Corte dei Conti, e normativi degli enti locali, che mettono la scelta di Cassì in una botte di ferro, per un provvedimento che appare solo come esempio di buona e virtuosa amministrazione per il bene della comunità, relativamente ai settori della cultura, dell’ecomuseo, del turismo e dell’organizzazione dei grandi eventi, questi ultimi, di certo, obbligatoriamente obiettivo di grandissime attenzioni, dopo la mancanza nella giunta di Ciccio Barone che, del settore, era il dominus che aveva impreziosito la sindacatura di Cassì di eventi di eccellenza.

Questa la nota di Peppe Calabrese sulla determina dirigenziale per l’incarico alla dott.ssa Arezzo:

Cassì e il consulente alla Cultura. Calabrese (PD): “Premio di consolazione per la non eletta Arezzo”

“Correre alle elezioni nella squadra di Cassì e non essere eletti può valere un premio di consolazione da 2400 euro al mese. A tanto ammonta l’emolumento per l’ex assessore alla Cultura Clorinda Arezzo, appena nominata consulente del sindaco per la Cultura, appunto, il Turismo e gli Eventi, per un periodo di due mesi rinnovabili di comune accordo fino al termine del mandato”.
Così commenta la notizia il segretario cittadino del Partito Democratico, Peppe Calabrese, che tra pochi giorni siederà tra i banchi dell’opposizione in Consiglio comunale.

“È come se Cassì avesse nominato il decimo assessore della sua giunta – dichiara ancora l’esponente del PD – ma senza dargli la responsabilità propria di quel ruolo. È un segnale che può essere letto in più modi: per queste aree dell’amministrazione il primo cittadino non si fida di nessuno dei membri della giunta, tant’è vero che ha mantenuto le deleghe per sé. Pensavamo che la Cultura sarebbe andata a Massari, che non solo ha subito il torto della mancata nomina a vicesindaco, ma rimane a secco pure dell’assessorato che gli sarebbe stato congeniale. Paga lo scotto d’essere di sinistra, mentre Cassì (si sa) guarda dall’altra parte, da Cuffaro fino alla destra vera e propria. Inoltre, nominare un consulente per curare questi affari da una parte è una confessione sulla propria incapacità ad occuparsene, dall’altra sembra voler essere proprio un premio di consolazione per chi, con le sole proprie forze, non è riuscito ad entrare in Consiglio comunale.
È ovvio, dopo aver fatto l’assessore si potrebbe non aver voglia di andare a sedersi al civico consesso tra gli asserviti al primo cittadino. Meglio, molto meglio, continuare a essere assessore, senza il peso della responsabilità”.

“Poi c’è anche un aspetto che riguarda un po’ il familismo che Cassì utilizza nella gestione della pubblica amministrazione – aggiunge Calabrese – dato che Arezzo non solo è parente del capo di gabinetto nominato e riconfermato dal sindaco, ma rappresenta anche l’élite del quartiere di Ibla, la nobiltà, insomma il cerchio magico del quale il sindaco ama circondarsi”.

“Già Cassì aveva portato il numero degli assessori da sette a nove – conclude Calabrese – ora si decide di gravare sulla collettività pure col decimo occulto. Ci sembra davvero troppo”.

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