Oggi, 3 luglio, due poesie di Giovanni Gulino, ALLA NONNA GIOVANNA e VANNINU
ALLA NONNA GIOVANNA
Per trentotto anni dedita a lavoro
educazione e sensibilità
t’hanno sempre contraddistinta
nonostante abbia tu attraversato
le innumerevoli intemperie della vita.
Hai faticato molto durante la giovinezza
per crescere il tuo unico figlio,
con le tue sole forze, e la tempra d’una leonessa.
Te ne sarò grato e riconoscente
del sacrificio fatto per me,
facendomi concludere il triennio
delle scuole medie, poi sei andata in pensione.
Penso che ti sia sacrificata per amore,
il tuo aiuto m’ha giovato ed io,
nei tuoi confronti non l’ho mai ricambiato.
Alla tua età sei autosufficiente
l’importante che funzionino cuore e mente,
il primo per amare, la seconda per produrre pensieri positivi
e mantenere vivi i bei ricordi di vita passata.
Chissà forse ci saranno ancora persone
che hanno sognato di star bene, anche nella senilità
e tu ne sei la prova vivente con la tua lucidità.
VANNINU
Spesso mi capita di pensarti
mentre la vita va avanti,
quest’anno ho fatto
una grande conquista:
ho preso per la prima volta
il bus con pedana, per me,
non è stata una lotta vana.
Un successo mio personale,
che a te ho voluto dedicare
dalla gente, la mia battaglia
è stata apprezzata.
Immagino che tu da lassù,
hai esultato per me, avrai avuto
tanta ammirazione per il mio successo,
ma festeggiarlo senza te
non è stato lo stesso.
Sei stato segnato da un mesto fato,
è vero, guadagnare nobilita l’uomo,
ma morire a trentun’ anni per andare a lavoro:
questa è una cosa che a Dio non perdono.
