Maggioranza e minoranze in Consiglio comunale a Ragusa, cosa si prospetta

Situazione nuova in Consiglio comunale, a Ragusa, dopo il quinquennio di dominazione Cassì: dal 2018 al 2023 maggioranza assoluta, con 15 consiglieri su 24, in mano ai consiglieri alla lista Cassì Sindaco, 9 gli scranni per le minoranze, 2 al Partito Democratico, 1 a Ragusa Prossima, 5 al Movimento 5 Stelle, 1 per INSIEME.
Geografia che si è notevolmente modificata in corso d’opera e, segnatamente, verso la fine del mandato quando dei 15 sono rimasti solo 9 consiglieri a difendere la bandiera, dei quali 2 hanno poi preferito candidarsi in altra lista, sempre a sostegno della maggioranza. Di questi, solo la consigliera Occhipinti è stata rieletta, della lista Cassì Sindaco riletti solo Ilardo e Schininà
Nonostante le defezioni, il sindaco è riuscito a mantenere una maggioranza a sostegno, favorito all’ultimo dal soccorso del consigliere D’Asta, segnatamente nella seduta di approvazione del bilancio, consigliere che, assieme ai consiglieri Iurato e Gurrieri, è transitato a sostegno di Cassì alle elezioni
Una maggioranza che, nei 5 anni, si è rivelata del tutto allineata ai desiderata del sindaco che ha imposto scelte e votazioni, senza lasciare nessuna autonomia ai consiglieri.

Situazione attuale assai diversa, ancorché con una maggioranza ancora più solida ma che ha registrato, già alla prima seduta, forti scricchiolii, con due voti in meno alla votazione per il Presidente del Consiglio, per il quale è venuta meno la tradizionale unanimità, fatto assai sentito dal primo cittadino.
Sempre 15, invece di 17, i consiglieri su cui potrà contare l’amministrazione, ma solo 8 della lista del Sindaco, ci sono anche 4 della lista Partecipiamo, 2 delle lista Ragusa Prossima, 2 della lista Terra Madre e 1 della lista De Luca x Cassì Sindaco, questa ormai comunemente, ancorché erroneamente, indicata come lista di Sud Chiama Nord, il partito dell’on.le De Luca.
Una maggioranza che potrebbe avere i requisiti per un cammino tranquillo ma il tutto si dovrà verificare nel corso degli anni.

Ci eravamo accinti a scrivere questo articolo per commentare gli interventi delle minoranze alla prima seduta, ormai entrata nella storia come la seduta del cuoricino, ma è d’obbligo passare, prima, dall’intervento, assai significativo, del consigliere Iurato di Ragusa Prossima, il quale ha voluto precisare quale sarà la sua strategia d’aula.
Gianni Iurato ha esordito rivendicando, in sottile polemica con molti interventi di esponenti delle minoranze, il ruolo di consigliere comunale che non può essere altrimenti che ‘costruttivo’.
Il giuramento che ha consacrato l’investitura recita che si agirà per il bene comune, in armonia con le disposizioni regionali e nazionali, non ci possono essere altre interpretazioni del ruolo.
Ogni consigliere deve agire coerentemente con il programma elettorale presentato alla città, ma è ben inteso, e interpretabile dal giuramento, che le cose giuste vanno votate, le cose che non sono coerenti con il bene comune no.
“Guai se anche noi della maggioranza votassimo cose che non riteniamo nell’interesse della città” ha detto il consigliere Iurato acclarando la possibilità che, ove il consigliere di maggioranza, a maggior ragione quello di minoranza, non riscontrasse il bene comune, quello della città e della collettività, deve votare contro gli atti dell’amministrazione.
Non ci possono essere, quindi, “yes man” per Iurato, ogni atto deve essere giudicato, ammettendo, però, implicitamente, che ci potrà essere divergenza di vedute anche fra gli stessi componenti della maggioranza, oltre che fra esponenti di maggioranza e di minoranza.
Una precisazione per dire, come ha detto in aula, che non si inventerà un altro ruolo ora che è passato in maggioranza, “costi quel che costi… – (breve pausa di esitazione, NdR) per poi continuare – a costo di rivedere un atto, di correggerlo, di modificarlo, di emendarlo”.
In pratica, l’affermazione di un voto di coscienza, svincolato da condizionamenti e imposizioni, anche della stessa maggioranza. Un segnale chiaro che il consigliere ha voluto lanciare da subito.
Iurato ha poi affrontato il problema delle commissioni, il cui ruolo è stato fortemente ridimensionato e per cui auspica una profonda revisione del regolamento, al fine di riuscire a restituire la funzionalità di una volta agli organismi consultivi del consiglio comunale.
E, non a caso, cita contenuti di atti importanti che devono essere analizzati, nei tempi che servono da tutte le parti politiche, soprattutto in commissione, per esempio quelli del piano regolatore.
“E’ finito il tempo degli atti in Commissione due ore prima della seduta del Consiglio comunale nel quale gli stessi sono sottoposti all’approvazione” ha affermato convintamente

Si deve dire che le dichiarazioni eclatanti sono state quelle del consigliere di maggioranza che ha rivendicato un ruolo svincolato da imposizioni, di qualsiasi natura, un atteggiamento, di certo “più preoccupante” di quello dei consiglieri di minoranza che, fra moderazione, toni pacati consoni all’istituzione, ruolo costruttivo del consigliere, disponibilità per la collaborazione e promesse di votare nell’interesse della città, ha mostrato di non aver nessuna intenzione di alzare barricate o indossare gilet gialli.
Solo punzecchiature, riferimenti all’estremo civismo del sindaco, ancorché abilmente, ma non tanto, mascherato, filosofia sui vari tipi di opposizione, pregiudiziale, ragionata, ideologica, sottolineatura della mancata unanimità per l’elezione del Presidente del Consiglio comunale, ritorno sulla polemica dei partiti gusci vuoti, auspicio del riscontro a proposte e suggerimenti, atteggiamenti che non saranno di mera contrapposizione, clima collaborativo, rivendicazione del ruolo di verifica e controllo sugli atti, nell’interesse dell’elettorato, tutto e niente, come se si volessero mimetizzare intenzioni bellicose per le quali non ci sono i termini e non ci saranno, che costituirebbero solo uno spreco inutile di munizioni se non adeguatamente sostenute da abili strategie politiche, finora sconosciute a Palazzo dell’Aquila.

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