Come dice sempre il sindaco Cassì, Ragusa vanta molti primati, l’ultimo è quello della richiesta di dimissioni per qualcuno della giunta comunale dopo appena un mese dalle elezioni e dall’insediamento.
Siamo consapevoli, per primi, che, nonostante l’autorevole fonte dalla quale sgorga la richiesta di dimissioni, si tratta di una provocazione, di un argomento da leggere sotto l’ombrellone, non fosse altro per il plebiscitario consenso che è stato rivolto alla riconferma di Cassì e alle sue scelte politiche.
Purtroppo, ma non è solo questione di Ragusa, anche nella vicina Santa Croce Camerina avviene la stessa cosa, le opposizioni, anche se esigue numericamente, spesso, non si rassegano al risultato, tutti parlano di democrazia ma non si riesce ad accettare, serenamente, il responso delle urne.
Nel caso specifico, viene da fare una constatazione: si parla di verde pubblico, più che altro si scerbatura e pulizia da sterpaglie. La situazione a Ragusa è stata sempre al limite del decoro, per nulla accettabile, niente è stato fatto per eliminare la criticità.
Si può pensare che un nuovo assessore possa risolvere la questione in meno di un mese? Impensabile.
Si torna al problema della scelta degli elettori: non si può sindacare costantemente l’operato di chi amministra, ognuno fa le sue scelte, saranno giuste o sbagliate, ma sono avallate dalla scelta degli elettori.
È normale che ci possa essere un assessore che considera prioritario occuparsi dell’eliminazione delle microdiscariche sulla vecchia strada per Modica e rimandare la scerbatura a Ibla o al viale delle Americhe.
Non è che la mattina, quando si alza, un assessore debba consultarsi con i comitati cittadini prima di andare in bagno. Pulire prima le aiuole di via Roma o quelle degli impianti sportivi sono scelte e vedute di ogni singolo cittadino.
Il caso che affrontiamo oggi riguarda un post del dr. Gianni Giannone, residente di Ibla, medico, storico del quartiere e cittadino appassionato alla vivibilità del sito antico, componente del comitato cittadino VivIbla,
Nel suo post, il dott. Giannone parla di una sua visita alla villa di Ibla, nella mattinata di sabato 15 luglio scorso.
Rileva la presenza di erbe infestanti, in particolare nelle aiuole del 1° viale, ci sarebbero anche rucola e cicoria per chi volesse improntare un piatto dietetico.
Il dr Giannone parla di questa meravigliosa visione, che si offre alla vista di turisti e visitatori, che vanifica gli sforzi di quanti hanno voluto questo gioiello di villa per Ibla.
Il dr Giannone conclude il suo intervento, che fa seguito a tanti altri del passato, e anticipa, fra l’altro, un ennesimo sarcastico post sulla parietalis officinalis che si ritrova abbondante in via Valverde, sempre a Ibla, che, per la quantità, potrebbe servire per una terapia inalatoria per turisti asmatici, chiedendo l’intervento di chi di competenza, riteniamo l’assessore al verde pubblico, o, in subordine quello all’ambiente, ma le deleghe sono ambedue nelle mani del suo collega dr. D’Asta.
Chissà, viene da chiedersi, se la rucola e la cicoria per un piatto dietetico o la parietaria per una terapia inalatoria, non siano una idea innovativa proprio dell’assessore D’Asta.
Non la pensa così Giannone che auspica come chi di competenza abbia il coraggio di dimettersi e aggiunge:”Forse è il coraggio di dimettersi che manca”.
Ma l’attenzione nostra non è tanto per il post del dr. Giannone, quanto per una condivisione dello stessopost che è impossibile non rilevare e sottolineare, per gli aspetti puramente politici che coinvolge.
Come si sa, nel primo quinquennio Cassì, alleato dell’amministrazione, nonché assessore al verde pubblico che tanto ha fatto per la villa di Ibla, come per tutto il settore, era il leader di Partecipiamo Giovanni Iacono.
Alle elezioni Partecipiamo e Giovanni Iacono si presentano come alleati principali di Cassì, e le urne danno ragione a questa alleanza che viene premiata con un sonoro 14% di Partecipiamo e la conquista di 4 consiglieri comunali.
Fra questi, troviamo Mario D’Asta che, in queste elezioni ha rivelato e messo sul tavolo le sue non indifferenti potenzialità politiche, finora, da molti, soprattutto nel suo partito di provenienza, il Partito Democratico, non riconosciute come si deve.
D’Asta, dopo l’uscita dal PD, si avvicina all’ex sindaco di Modica, Abbate, si allea con un altro adepto del modicano, il collega Gurrieri, da cui si allontana per questioni di leadership all’interno della civica creata per l’occasione, non potendo presentare, come avvenuto in altri comuni vicini, la lista della nuova DC di Totò Cuffaro, partito dell’on.le Abbate, per le note allergie ‘partitiche’, malattia immaginaria, di Cassì.
Per D’Asta, essere additato come cuffariano è un’onta, per sostenere Cassì trova ospitalità nella lista di Partecipiamo e risulta primo degli eletti, dopo viene anche scelto come assessore da Cassì.
Un en plein, che dà anche fastidio a qualcuno, ma la realtà di Partecipiamo è di due assessori, la vicepresidenza del consiglio e quattro consiglieri, vedremo oggi pomeriggio, nella seduta di consiglio comunale dei premi di consolazione e delle mancette, cosa otterranno ancora in termini di presidenza di commissione.
Per la cronaca, nella lista di Partecipiamo si erano candidati due ex consiglieri comunali della lista Cassì, eletti nel 2018: Gianna Occhipinti, rieletta con 398 voti, e Salvatore Cilia, risultato quarto dei non eletti con 307 voti.
Quest’ultimo ha pensato bene di condividere il post del dr. Giannone, inequivocabilmente assai critico, tanto da chiedere le dimissioni, nei confronti dell’assessore al verde pubblico, Mario D’Asta, della sua stessa lista Partecipiamo.
A questo punto, per l’amore del quieto vivere, assai difficile per l’eccessiva sensibilità di molti attuali esponenti politici, ci asteniamo da ulteriori considerazioni, la condivisione di Cilia, si commenta da sola, lasciamo ad altri valutazioni e illazioni, come quella, deflagrante, che ci possa essere qualche mandante politico che ha alimentato il fuoco della polemica.
Piuttosto, considerando il soggetto molto più intelligente di tanti altri, ci permettiamo di fare una battuta: è d’uopo curare il decoro della villa di Ibla, perché è il luogo prediletto dell’ex assessore Ciccio Barone, leader in pectore, tramite interposta persona ricaduta nell’errore di fare il prestanome di Barone, del movimento Territorio: se per caso Barone sentisse l’esigenza di convocare una nuova conferenza stampa alla villa di Ibla, per chissà quali sconvolgenti rivelazioni, potrebbe lui, oggi big dell’arredo esterno di tendenza, parlare ai giornalisti in mezzo a rucola e cicoria?
