Al via anche i lavori delle Commissioni consiliari

La nomina dei componenti delle 6 Commissioni consiliari ha avviato, di fatto, il lavoro degli organi consultivi, ancorché ancora assai limitati nelle loro funzioni ma, soprattutto nelle loro prerogative.
Come è noto da tempo, per una interpretazione della Corte dei Conti, del tutto recepita dai dirigenti del Comune, le Commissioni si possono riunire solo per esaminare atti che dovranno passare per la successiva approvazione in consiglio comunale.
Sono venute meno, quindi, le prerogative di questi organismi consultivi che, secondo l’ancora vigente regolamento del Consiglio comunale e delle Commissioni consiliari, dovevano essere articolazioni del consiglio comunale che dovrebbero esercitare le loro funzioni concorrendo ai compiti di indirizzo e di controllo politico amministrativo allo stesso attribuite.
Dovrebbero valutare preliminarmente gli atti di programmazione e pianificazione operativa e finanziaria con approfondimento periodico del controllo di gestione coerente e degli investimenti.
O vige l’interpretazione data dalla Corte dei Conti, e allora si deve cambiare il Regolamento, oppure si dovrebbe rispettare quest’ultimo. Non può esistere un regolamento, che comprende molte altre tematiche, che non viene rispettato in alcune sue parti.
In particolare, Le Commissioni hanno perso i loro poteri consultivi, istruttori, le attività di studio e, soprattutto le attività di proposta.
Non possono chiedere al Consiglio comunale di iscrivere all’OdG comunicazioni e proposte, non possono nominare relatori che riferiscano in Consiglio, non possono svolgere indagini conoscitive, non hanno potere di riferire in Consiglio sull’andamento e i problemi specifici riguardanti istituzioni, aziende, consorzi, società ed altri enti a partecipazione comunale.
Non possono approfondire lo studio di problemi di interesse generale e specifico della città, non possono partecipare a convegni di studio per le tematiche riguardanti le Commissioni.
Tutto questo era espressamente previsto nel Regolamento.
Al riguardo, di estrema valenza politica la proposta del consigliere di Ragusa Prossima, Gianni Iurato, che, in Consiglio, ha già anticipato l’esigenza di verificare i termini della questione, per trovare, in ogni caso, i mezzi consentiti e legittimi per restituire le loro funzioni alle commissioni.

In una condizione di puro formalismo, a cui sono ridotte oggi le Commissioni, per esprimere solo pareri non vincolanti sugli atti che andranno in consiglio comunale, si sono riunite le Commissioni PRIMA e QUARTA, per esaminare atti che devono andare al prossimo consiglio comunale.

Nella I Commissione, i componenti Galifi, Buscemi, Antoci, Sortino, Mauro e Chiavola, assenti Bennardo e Schininà, hanno eletto Presidente dell’organismo Saverio Buscemi di SudChiamaNord, con 4 voti a favore e due schede bianche.
Per la vicepresidenza 4 voti ha ottenuto Bennardo e 2 voti Antoci e già risalta la prima ‘stranezza politica’: Bennardo aveva dichiarato di non voler assolvere ruoli di presidenza nelle commissioni, per cui è da ritenere solo polemica e provocatoria la sua elezione a vice, tanto da ritenere verosimile la sua rinuncia.
In aggiunta due voti dei due consiglieri di minoranza a un componente della maggioranza.
Nel corso della seduta, che doveva esaminare il nuovo regolamento dei servizi cimiteriali, con espressa urgenza per il protocollo da fissare con l’ASP per la sepoltura dei feti derivanti da aborto nel nuovo Giardino degli Angeli, urgenza dettata dalla scadenza del 31 luglio per due feti che l’Asp, in attesa del protocollo ha conservato nelle celle frigorifere del Maria Paternò Arezzo.
L’esame degli atti ha però fatto emergere che, nell’occasione, sono state presentate altre modifiche al Regolamento dei servizi cimiteriali.
Il consigliere Mauro ha, prima di tutto, stigmatizzato l’assenza della parte politica, dell’Assessore, per così importante argomento, sollevando poi alcune perplessità, assai fondate, su alcuni punti.
In pratica, è emersa, già in prima seduta di commissione, la presenza di nuovi elementi di caratura politica ben diversa dal passato, che hanno posto domande chiare alle quali neanche il Presidente della Commissione ha saputo dare riscontro.
Considerato che i, Presidente era insediato da pochi minuti, è stata rilevata, più in generale, la scarsa contezza dell’atto da parte dei consiglieri di maggioranza che sono stati mandati allo sbaraglio in Commissione, non prevedendo che ci potessero essere rilievi importanti, pensando che ci si muovesse sul canovaccio degli anni precedenti, dominato dagli yes man di maggioranza e dalla incapacità politica dei componenti delle minoranze.
Anche il consigliere Marco Antoci ha fatto rilevare come è stato poco opportuno accostare al problema di urgenza altre modifiche all’importante regolamento, che richiedono attento esame, tanto che ha chiesto e ha ottenuto di rinviare a nuova convocazione la seduta, in ogni prima della seduta di Consiglio prevista per il giorno 26 prossimo.
Più agevoli i lavori in IV Commissione Risorse cha hanno visto la presenza dell’assessore Iacono, accompagnato dai dirigenti Guadagnino e Lumiera.
Alle relazioni esaustive e dirimenti di Iacono c’è sempre poco da rilevare, sono atto che arrivano, in Commissione, e poi in Consiglio, perfettamente agghindati.
I componenti la Commissione, che prima dell’esame dell’atto avevano eletto Presidente la consigliera Occhipinti e vice Galifi, hanno esitato favorevolmente i due atti in esame, l’approvazione del regolamento per la definizione agevolata delle ingiunzioni fiscali e degli accertamenti esecutivi, e alcune solite variazioni di bilancio.

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