Fratelli d’Italia di Ragusa: stupefacente la sconfitta elettorale, stupefacenti le prospettive future

Solitamente si guarda alla destra, che in Italia si identifica con Fratelli d’Italia, come a quella parte politica autorevole, di radicati principi, di serietà politica e di coerenza.
Anche nella nostra città ci sono stati e ci sono autorevoli espressioni, come in provincia, del partito, come pure la deputazione è in linea con le caratteristiche migliori.
Purtroppo, a livello nazionale, si soffre l’enorme differenza fra il fare opposizione e il governare, quando non puoi mettere in atto tutto quello che hai sempre professato, ma questa è una piaga che abbiamo imparato a conoscere al tempo dell’ascesa al governo dei 5 Stelle.
Giocoforza, anche per i numeri che non consentono di governare da soli e decidere su scelte autonome, si scende a compromessi, anche da prima repubblica.
Si tratta quindi di una situazione politica sempre in evoluzione, da ‘leggere’ ogni giorno e questo stato di cose si riflette a livello regionale, dove c’è un caos perché Fratelli d’talia non è a capo del governo, fa parte di una maggioranza, ma fa valere il peso delle pressioni politiche dei vertici romani del partito.
A Ragusa, c’è una leadership politica del senatore Sallemi, molto vicino ai maggiorenti del partito, a livello nazionale, dicono, addirittura, con un filo diretto con la Meloni.
Leadership che non è una nostra opinione, né valutazione, ma espressione del sentire del nucleo storico del partito a livello cittadino e provinciale.
A detta di tutti, ne è venuta fuori la nomina del segretario cittadino di Ragusa, con una nomina caduta dall’alto, senza una sostanziale condivisione con la base, su un personaggio le cui qualità personali e, forse, anche politiche, sono indiscutibili, ma che addirittura qualche pezzo grosso storico del partito non conosce, “non sa chi sia” come ci è stato risposto in un messaggio da un autorevolissimo esponente dei Fratelli d’Italia di Ragusa.
E il profondo stato di disillusione che pervade ampi strati del partito a Ragusa, fondamentalmente provocato dalla pesante sconfitta elettorale, porta a delle riflessioni profonde, anche perché, per molti, Fratelli d’Italia rimane un preciso punto d riferimento per una parte politica, nel deserto creato dalla scomparsa quasi totale delle tradizionali forze di centro destra e nel mare dilagante di inutili formazioni civiche che si fanno strada per il declino costante della sinistra e de partiti supposti tali.
La nomina calata dall’alto a Ragusa, peraltro criticata espressamente dall’on.le Assenza, pone delle riflessione anche alla luce delle prime dichiarazioni programmatiche, oggetto, sia pure a larghe linee, di un comunicato di queste ore.
Sullo sfondo dell’unica alleanza in grado di risollevare il partito a Ragusa, quella di una alleanza o, meglio della cooptazione di Peppe Cassì, avevamo avuto già modo di analizzare i vari aspetti del possibile matrimonio che deriverebbe da un vecchio fidanzamento ma soffrirebbe del gran rifiuto sempre opposto da Cassì all’ingresso in giunta di Fratelli d’Italia, al Comune di Ragusa.
Un matrimonio che non avrebbe nessun presupposto di andare a buon fine per quello che si sono detti, finora, Cassì e la deputazione, ma resta il fatto che Cassì ha bisogno di una ‘casa’ politica di prestigio per concretizzare il suo consenso oltre la città, una casa non di quelle di edilizia residenziale ma un palazzo antico, avito e prestigioso, e Fratelli d’Italia deve trovare, necessariamente i numeri, che non ha, nelle urne.

Su Ragusa le riflessioni e le perplessità nascono dal comunicato del segretario cittadino, tutto da decifrare.
Il segretario Poidomani esordisce con la necessità di pianificare nuove linee politiche che, facendo riferimento ai progetti del Governo Meloni, trovino applicazione anche in ambito locale.
Preceduta dal titolo del comunicato – “daremo il nostro contributo per costruire la Ragusa del futuro” non si comprende se Poidomani ha contezza che il partito è all’opposizione, non tanto per scelta sua ma della coalizione di maggioranza che non ha voluto avere nulla a che fare con il suo partito, addirittura con esponenti di giunta che escludono tassativamente qualunque rapporto con Fratelli d’Italia, con la destra.
Del resto, non si comprende perché l’elettore che ha sostenuto, peraltro con smisurato successo, Cassì e la sua coalizione, con un programma elettorale chiaro e definito, dovrebbe trovarsi scelte di parti politiche che ha avversato.
In campagna elettorale, il candidato sindaco di Fratelli d’Italia ha considerato, quasi, una iattura per la città la riconferma di Cassì, ben venga l’intenzione di fare buona politica, per accrescere le file del partito, ma pretendere di sopperire alle presunte numerose carenze della città con una azione di proposizione, oltre che di denuncia, sembra alquanto pretestuoso.
Poidomani afferma che la città ha bisogno di molte risposte, che sta diventando una città sempre più complessa ed è indispensabile che anche la politica si adegui di conseguenza per dare risposte sempre più all’altezza della situazione.
Ma questo lo deve andare a raccontare al 63% degli elettori che ha espresso fiducia cieca in Cassì e nei suoi alleati, questi, in più di un caso, con numeri assai superiori di quelli di Fratelli d’Italia.
Poidomani si ostina ad affermare che si sta identificando una mappa delle necessità “perché Fratelli d’Italia avverte l’urgenza di potere fornire il proprio positivo contributo per costruire la Ragusa (e quando diciamo Ragusa intendiamo anche le frazioni e le contrade, ormai molto popolose) del futuro”
Queste strategie, peraltro, andrebbero condivise con il consigliere comunale eletto che, fino a questo momento più che opposizione ha fatto intravedere disponibilità al dialogo e al confronto con la maggioranza sui temi emergenti.
Mettendosi nei panni dell’elettorato di Fratelli d’Italia, come peraltro percepito da qualcuno degli esponenti storici del partito, sembra necessaria, prima di tutto, una azione classica di opposizione, fatta di controlli e di verifiche sull’azione amministrativa.
Se Fratelli d’Italia deve crescere, può solo pescare nell’elettorato moderato andato tutto con Cassì, non certo fra i 5 Stelle o a sinistra, sarebbe più facile trovare sponda in qualche esponente dell’area riformista e progressista, in qualche movimento che, in effetti, a sinistra è fuori casa.
In pratica, si dovrebbe dare vita al disegno che aveva delineato Maurizio Tumino di INSIEME e da lì si deve partire, favorire la rinascita di Lega e Forza Italia con altri personaggi alla testa, aggregare movimenti emergenti, non quelli ricovero per i perdenti, coinvolgere forze nuove della politica e non avere la puzza sotto il naso, per poi scendere a compromessi da prima repubblica, come sta avvenendo per Fratelli d’Italia a livello nazionale.
Altrimenti, come ha vantato l’assessore Gianni Giuffrida, Cassì e i suo lavoreranno per la Ragusa del 2040 e i sogni di Ragusa del futuro di Fratelli d’Italia nostrana resteranno oggetto di comunicati stampa.

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