Tanti i dubbi sulla questione della gestione della piscina comunale, il consigliere Federico Bennardo presenta un’altra interrogazione

Non accenna a spegnersi la questione sulle procedure attivate dall’amministrazione per la gestione della piscina comunale, nonostante la esaustiva risposta, ad una prima interrogazione del consigliere di maggioranza, Federico Bennardo, da parte dell’attuale assessore Simone Digrandi.
Quest’ultimo, naturalmente, è arrivato a cose fatte, le procedure sono iniziate e la gestione è stata affidata prima dell’insediamento della nuova giunta, per cui l’attuale assessore non ha potuto fare altro che rispondere sulla base di quello che gli hanno detto.
Dopo l’ultima analisi nella seduta del consiglio comunale, non sono stati fugati tutti i dubbi, addirittura i vari interventi hanno messo in evidenza un groviglio di normative e di interpretazioni su materia che lo stesso diritto comunitario definisce complessa.
L’amministrazione ha messo in risalto la strategia, ormai consolidata di supportare come unica e ideale la procedura adottata, considerandola come un ulteriore tassello della amministrazione virtuosa che non sbaglia mai nulla, anzi integra le normative con interpretazioni innovative alle quali si accodano altri enti.
Però, le motivazioni addotte non convincono molti, segnatamente il consigliere Bennardo che torna alla carica e preannuncia una seconda interrogazione, motivandone la decisione con un ennesimo esaustivo, profondo e articolato comunicato.
In seduta di consiglio c’è stato, addirittura, l’intervento, non previso dal regolamento, del dirigente ai contratti, da molti ritenuto pleonastico dopo la esaustiva risposta dell’assessore Digrandi, lo smarrimento di chi segue la vicenda è provocato anche dal fatto che non solo l’interrogante, chi ha sollevato dubbi motivandoli in maniera egregia è un consigliere di maggioranza, ma, in aggiunta il personaggio non è tipo, ancorché giovane ma con qualificata esperienza politica, da ricercare visibilità o peggio titoli sui giornali, per cui ogni ulteriore passaggio di questa vicenda accresce la curiosità, tenuto conto anche che, proprio per l’affidamento della gestione di impianti sportivi, l’amministrazione del Cassì finì sotto la lente di ingrandimento di organismi di controllo, con tanto di indagini della magistratura che, però, fino a quest’ora, non hanno portato a nulla.

Questo il comunicato del consigliere Bennardo, che preannuncia una seconda interrogazione:

GESTIONE DELLA PISCINA COMUNALE A RAGUSA, ANCORA DUBBI. IL CONSIGLIERE BENNARDO PRESENTA UN’ALTRA INTERROGAZIONE

“Lunedì sera in Consiglio comunale è approdata la mia interrogazione in merito alla gestione e allo stato dei lavori della piscina comunale. Se su quest’ultimo punto mi ritengo soddisfatto, che sia una coincidenza o meno il fatto che, qualche giorno dopo la presentazione della mia interrogazione, sia stata annunciata la riapertura, dubbi permangono sul primo aspetto. Ringrazio l’assessore al ramo per il suo lavoro e perché è inevitabilmente anche lui, prima di tutto, vittima di questa confusione burocratica”.

È quanto rileva il consigliere comunale della lista Cassì Sindaco, Federico Bennardo, il quale evidenzia che “l’amministrazione, nel rispondere alla mia interrogazione, ha rivelato dubbi circa la natura giuridica pur avendo in tutti gli atti chiarito che si tratta di impianto privo di rilevanza economica, considerato il contributo comunale che, con delibera di giunta 433/22, è emerso che i ricavi risultano essere il 14% dei costi.
Per questo, oltre i riferimenti del regolamento, trovava applicazione quanto disposto dall’art.164, comma 3, del Codice dei contratti, che esclude gli impianti privi di rilevanza economica dalla applicazione delle disposizioni in materia di concessione di servizi e quindi esclude la applicabilità del più volte citato dal dirigente art.165 dello stesso Codice, in materia di rischio operativo che non può essere traslato al gestore, come invece asserito.
Non si comprende quindi, trattandosi di norme intellegibili, il perché delle duplici giustificazioni, dell’assessore e del dirigente, tutte basate su complesse interpretazioni di norme comunitarie e nazionali, inapplicabili alla piscina Eva Paglia, per scelta della stessa amministrazione.
Norme, peraltro, non citate a sostegno della decisione della concessione con determina 535/22 del settore XII ma evidentemente frutto di uno studio postumo”.
“Bastava, infatti, leggere – continua Bennardo – una delle tante sentenze citate in sede di risposta, Consiglio di Stato (V, n.5915 del 2021) per verificare che, in maniera inequivocabile, la giurisprudenza riprende la distinzione tra impianti sportivi con o senza valenza economica, giudicandola determinante per sapere quale disciplina applicare. In linea generale, infatti, la distinzione dell’art. 164 tra servizi “economici” e “non economici” va letta alla stregua della terminologia delle fonti euro unitarie, di modo che essa stia a differenziare i servizi remunerativi da quelli non remunerativi.
Per gli impianti sportivi, inoltre, si è chiarito in giurisprudenza che la redditività “deve essere apprezzata caso per caso come dal pronunciamento Cons. Stato, V, n.858/21 e non esiste una fattispecie “tiepida” o “grigia”. Illegittimo appare inoltre il contributo comunale atteso che lo stesso non rientra nelle ipotesi disciplinate dall’art.165, visto che serve a coprire i costi, e non garantire le condizioni di convenienza economica e sostenibilità finanziaria, visto che non genera un livello di redditività adeguato rispetto al capitale investito e non è destinato a generare flussi di cassa”.
“Ora – continua il consigliere Bennardo – davanti a concetti chiari e semplici si rivela incomprensibile la scelta adottata nel 2022 di procedere con concessione di servizio decennale con rilevanti oneri a carico della città, pur avendo qualificato il servizio come privo di rilevanza economica, ed ancora più incomprensibile si rivela la scelta dell’amministrazione del 2023, esposta in Consiglio, di riqualificare, un anno dopo, il servizio come “forse a rilevanza economica”, senza indicazione alcuna dei criteri di remuneratività del servizio stesso, e della finalizzazione del contributo comunale.
Una cosa è certa, i presidenti delle società non sono stati perlomeno formalmente incontrati e molti sono i quesiti ancora non evasi. Ed è per questo che ho deciso di presentare una ulteriore interrogazione”.

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