Il 2017 inizia sotto ben altri interventi e posizioni che non quelli che hanno caratterizzato la squallida vicenda attinente all’ultima seduta di Consiglio Comunale
Sarà, comunque, un anno di eccellenza per la politica ragusana se, come primo importante comunicato politico possiamo ospitare l’autorevole e competente intervento del senatore Giovanni Mauro, attuale commissario provinciale di Forza Italia.
Uno stravolgimento del penoso svolgersi dell’ultima seduta di Consiglio Comunale, a Palazzo dell’Aquila di Ragusa, purtroppo rovinata, al di là del dibattito sugli atti all’Ordine del Giorno, da strategie, atteggiamenti, provocazioni e comportamenti al limite della liceità amministrativa e civile.
Arriva la voce, autorevole di un vero leader, di un competente uomo politico, di una compagine politica seria, di un personaggio che, a differenza di molti dei componenti le opposizioni al Consiglio Comunale di Ragusa, può vantare coerenza e fedeltà alla forza politica di origine, cose queste che rendono, da sole, autorevolissimo l’intervento del senatore Mauro per fare chiarezza sulla questione delle variazioni urgenti al Bilancio al Comune di Ragusa, intromissione dettata dal ruolo e dal prestigio della carica, elegante, concreta, non finalizzata ad esigenze di visibilità o di tipo elettoralistico, né a sentimenti di rivalsa personale.
Questo il testo del comunicato del senatore Giovanni Mauro:
Variazioni urgenti al bilancio di Ragusa, sen. Mauro (FI): “Intervenga ogni organo di controllo competente”
“Quanto successo a Palazzo dell’Aquila nella notte tra il 30 e il 31, quando i Consiglieri di opposizione si sono visti costretti a chiamare le forze dell’ordine per cercare di far valere i propri diritti, ha dell’incredibile: mai era capitato, durante una seduta consiliare, di vedere arrivare la polizia a raccogliere le dichiarazioni dei presenti e la documentazione su una battaglia politica che, a questo punto, impone interventi da parte di tutti gli organismi di controllo competenti”.
Lo dichiara il commissario di Forza Italia per la provincia di Ragusa, sen. Giovanni Mauro.
“Annuncio, pertanto – continua – la presentazione di un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno e al Ministro dell’Economia per comprendere, sul piano della liceità delle procedure, cosa è accaduto al Comune di Ragusa.
L’opposizione denuncia di non essere stata messa nelle condizioni di svolgere il proprio ruolo di controllo sugli atti amministrativi, di essere stati convocati per discutere di delibere già decadute per via di una precedente bocciatura, denunciano variazioni al bilancio preventivo 2016 per almeno 20milioni di euro presentate con carattere d’urgenza senza che ce ne fossero reali ragioni, dubbi sulla trasparenza da parte degli uffici e hanno espresso dure critiche pure nei confronti del Segretario Comunale e del responsabile del settore finanziario dell’Ente che non avrebbe fornito i documenti richiesti dai Consiglieri.
Ormai palese che se quanto segnalato corrispondesse a realtà, anche solo in parte, vorrebbe dire che la città di Ragusa è caduta nel caos amministrativo.
Per questo motivo chiederò anche che vengano inviati ispettori ministeriali per vederci chiaro.
Chiedo, inoltre, a Sua Eccellenza il Prefetto di Ragusa, di raccogliere le informazioni dalla Questura per verificare, in tempi brevi, se dalla documentazione cui è entrata in possesso l’altra notte è possibile ricostruire un quadro della situazione rispetto al quale si prefigurino necessari immediati provvedimenti”.
“Il grido d’allarme lanciato dall’esatta metà del Consiglio Comunale di Ragusa, ben 15 consiglieri, – conclude Mauro – sull’ipotesi di un attacco vero e proprio ai più elementari principi di democrazia non può rimanere inascoltato.
È importante che, se violazione c’è stata di una qualsiasi norma, si faccia chiarezza al più presto.
Per quel che posso giudicare dalla mia esperienza amministrativa, il resoconto dei fatti emerso fino ad ora, se confermato, ha dell’incredibile e se i sedicenti paladini della trasparenza si sono ridotti a infliggere ferite così profonde alla democrazia in un Comune come quello di Ragusa, non oso immaginare cosa potrebbe accadere in altri contesti”.
Ragusa, 1 gennaio 2017
