Non si abbassano i riflettori sull’ultima seduta di Consiglio Comunale a Ragusa
Attraverso i canali del laboratorio politico a cui aderisce, la consigliera comunale Manuela Nicita, del gruppo UDC, eletta, a suo tempo, nelle liste del Movimento 5 Stelle, ha diffuso una nota in merito allo svolgimento dei lavori della seduta del consiglio comunale del 30 dicembre scorso, con particolare riferimento al gesto compiuto dalla stessa, in un momento particolarmente concitato dei lavori consiliari, all’indirizzo del sindaco.
Questo il testo integrale della nota:
“Chi non è stato presente alla seduta Consiliare dell’altra notte nella quale, lo ricordo, è dovuta intervenire la polizia non solo per placare gli animi, ma anche per raccogliere la denuncia dei consiglieri di opposizione ai quali l’Amministrazione Piccitto ha negato il diritto di conoscere gli atti su 20milioni di variazioni di bilancio “urgenti”, non può comprendere quanto l’ambiente fosse carico di frizioni e non può sapere a quante e quali provocazioni e angherie abbiamo dovuto subire.
Dico questo, non per cercare giustificazioni al mio gesto, quello dell’ombrello, decontestualizzato e fatto diventare virale così, senza che se ne capissero le ragioni né gli umori di un’intera aula, ma cerco solo di far comprendere ai cittadini l’esasperazione cui ogni giorno l’Amministrazione Piccitto spinge i membri dell’opposizione, con atteggiamenti arroganti e facendosi beffe di ogni forma di rispetto e della democrazia.
Un gioco, il loro, nel quale sono caduta scioccamente, reagendo in modo davvero indecoroso per un Consigliere comunale in una sede istituzionale, nel bel mezzo di uno scontro politico di grande importanza. Per questo chiedo scusa a tutti i cittadini ragusani per l’offesa che ho arrecato loro con il mio comportamento, sicuramente il più “colorito” tra tutte le urla, malignità, sbeffeggiamenti che si sono visti in quell’aula nella notte tra il 30 e il 31 dicembre.
Atteggiamenti in alcuni casi assai più gravi del mio quasi goliardico “vaffa”, consentiti da un Presidente del Consiglio dalle maglie troppo larghe e che non può più avere la fiducia di nessuno. La seconda carica elettiva più importante della città dovrebbe sapere che il suo è un ruolo super partes e invece si trova a fare il Presidente di Metà Consiglio. Non ha mai tentato di stemperare i toni, nell’ultima seduta, e anzi ha contribuito con le sue grida e con la pessima gestione dell’aula a inasprire gli animi. Tringali avrebbe dovuto sospendere la seduta molto prima, e invece è stato lui il vero regista di uno spettacolo indecente nel quale il mio contributo è stato quello di una semplice comparsa, magari un po’ una caricatura.
Gesto dell’ombrello o meno, oggi sento il dovere di chiedere scusa, sì, alla città, ma anche a me stessa perché ho pensato, in passato, che il M5S potesse essere realmente un partito capace di cambiare le cose. E invece hanno capovolto il sistema così tanto che Tomasi di Lampedusa gli farebbe un applauso.
Fortunatamente ho capito tutto in tempo.
Altro che trasparenza: i grillini negano ai Consiglieri di opposizione di conoscere come l’Amministrazione spende i quattrini dei ragusani, calpestano la democrazia, e, quasi quasi, siamo noi a passare dalla parte del torto sol perché a me è scappato un gestaccio. Sarà!
Ancora una volta chiedo scusa alla città, sperando che i ragusani vogliano andare oltre a questa mia sciocca caduta di stile”.
Premettiamo che occorre fare una precisazione in merito al gesto della consigliera nei confronti del sindaco: non si tratta del vero e proprio ‘gesto dell’ombrello’, che si ottiene piegando a L il braccio e sbattendo l’altra mano sull’interno del gomito, l’inclinazione verso il basso lo avvicina ad una quenelle più discreta, una sorta di mezzo braccio, assimilabile per significato.
Il clamore attorno al gesto è stato, in ogni caso, spropositato, perché, come ha rilevato la stessa consigliera, per quello che si è visto in aula, il suo risulta un gesto da educanda.
Senza dire che, in altri tempi, come per il Marchese del Grillo, la Nicita se lo sarebbe potuto permettere per censo, in ogni caso la sua vivacità e la sua indole verace la mettono al di sopra del gesto volgare e riconducono tutto, come bene ha detto lei stessa, ad una semplice caduta di stile.
Encomiabile il suo gesto di scuse, ma sprecato nei confronti di una città che non ha stigmatizzato il clima generale imposto da opposizioni ormai alla frutta, che poco hanno da esprimere, con un minimo di decoro, di veramente politico.
Speriamo solo che la Nicita sia stata consigliata male nel vergare la nota di scuse, perché annullerebbe qualsiasi tentativo di rifarsi una credibilità politica se fossero sue le considerazioni su presunte provocazioni e angherie subite.
Sindaco, assessori e consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle hanno tenuto un comportamento ineccepibile e degno della massima comprensione di fronte alle offese, alle grida da trivio, ai gesti, alle provocazioni, il tutto riscontrabile dalla registrazione della seduta.
Che dopo l’indegno spettacolo offerto dagli esponenti delle opposizioni, si voglia far passare la versione che sono state le opposizioni a subire provocazioni e angherie è solo un becero tentativo di cambiare le carte in tavola per salvare la faccia di fronte all’opinione pubblica.
Coerentemente, va esaltato il comportamento del Presidente del Consiglio Tringali che ha messo in luce una maturità inaspettata, che non ha voluto appellarsi alle forze dell’ordine per espellere qualcuno dall’aula, cercando di soffocare le provocazioni per riportare ordine nell’aula.
Certo le opposizioni dicono che Tringali avrebbe dovuto sospendere la seduta, ma l’atto doveva essere esitato entro il 31 dicembre, al rinvio per disordini era finalizzato il caos organizzato da taluni soggetti per ottenere la sospensione dei lavori.
La Nicita chiede scusa, ma le vere scuse dovrebbero chiederle gli esponenti delle opposizioni, tutti, anche per non aver subito stigmatizzato il gesto della collega che, sotto sotto, hanno anche, forse approvato.
Una accozzaglia di opposizioni, una massa discordante di posizioni che già in un recente passato se ne sono dette di tutti i colori, anche a livello personale e che manifestano i primi segnali di insofferenza reciproca.
Qualcuno arriva a mettere in discussione l’opportunità della vacanza della consigliera Marino e qualche giornale ha anche ripreso, con sarcasmo, questo dissenso per le legittime aspirazione della Marino a trascorrere il Capodanno in luoghi più adatti alla sua persona.
Nelle more della presentazione degli annunciati ricorsi alle autorità competenti, forse in attesa di dare vita ad una sottoscrizione per la raccolta dei fondi necessari, della quale, però, in aula, non si era fatto cenno, c’è l’inizio di qualche frizione fra i gruppi di opposizione, qualcuno rispolvera la disposizione favorevole di Maurizio Tumino e del suo gruppo per l’amministrazione e considera l’assenza della Marino e il teatro in aula come componenti, apparentemente discordanti, di una strategia che, alla fine, come in altre occasioni, a cominciare dalla elezione del Presidente del Consiglio, ha messo le cose a posto per i grillini.
Anche i dissidenti del Movimento 5 Stelle, ai quali fa capo la consigliera Marabita, hanno eccepito sul comportamento delle opposizioni in aula, interrogandosi su quali oscure manovre e su quali accordi possano esistere fra consiglieri di opposizione e amministrazione.
Tutti elementi che depongono per la continuazione dello squallido teatrino al quale i consiglieri di opposizione vogliono condannare la città che gli ha preferito il Sindaco Piccito del Movimento 5 Stelle.
