Davide Casaleggio, digitalizzazione, intelligenza artificiale e politica

Mirabile il raffronto di Carmelo Schininà, discussant per la presentazione del libro di Davide Casaleggio, “Tu sei rete”, nell’ambito della Notte Bianca della Politica, per presentare l’ospite: “Gian Roberto Casaleggio sta alla rete come Davide Casaleggio sta all’intelligenza artificiale”.
Una delle presenze più attese, quella di Casaleggio, a Ragusa, che già in partenza, valicava ogni possibile aspettativa, per il contributo sul tema dell’intelligenza artificiale.
Lo stesso riscontro di pubblico per l’appuntamento testimoniava dell’interesse e della curiosità dei ragusani per colui che, assieme al padre, fu l’ispiratore e il creatore del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo.
Ancorché giovane seguì i primi passi del Movimento, costituendo nel momento di massima ascesa, purtroppo coincidente con la scomparsa del padre, GianRoberto, il vero faro dei 5 Stelle con la sua ultima creatura, la piattaforma Rousseau che, ancora oggi, detiene il record mondiale di partecipazione ad una votazione online, in un solo giorno.
Così come il giornalista ragusano de La 7, Carmelo Schininà, ormai da tempo grande amico di Davide Casaleggio, dopo iniziali rapporti di reciproca diffidenza e indifferenza alle rispettive professioni, come lui stesso ha voluto precisare nella presentazione dell’ospite, anche chi scrive, da distaccato osservatore del Movimento politico fu trascinato ina una attenzione sempre maggiore nei confronti dei 5 Stelle e l’acme di questo avvicinamento, sempre da simpatizzante, fu vissuto appunto con la massima notorietà di Davide Casaleggio.
Per cui era d’obbligo, oltre al piacere di seguire il conterraneo Schininà, ascoltare Casaleggio, ormai lontano dall’attuale movimento contiano ma sempre di grande autorevolezza per la politica e le sue trasformazioni nel contesto della rivoluzione digitale e dell’intelligenza artificiale, settori nei quali l’economista milanese, senza dubbio, eccelle per intuizioni e attività professionale.
Da simpatizzante del Movimento 5 Stelle ed estimatore di Casaleggio, non poca è stata la delusione, mista a sconcerto, per la constatazione che nessuno dei 5 Stelle ragusani, soprattutto della vecchia guardia, ha sentito l’esigenza anche solo di salutare l’illustre ospite grazie al quale proprio i grillini ragusani vissero per primi una stagione di insperata e impensabile notorietà politica che li portò anche ad amministrare la città per 5 anni.

Davide Casaleggio ha saziato l’uditorio, prima di tutto di enorme semplicità, parlando dell’intelligenza artificiale come una rivoluzione per la società e l’economia paragonabile all’avvento della stampa, la possibilità di generare pensiero e ragionamento quasi non pone confini in un contesto dove studiosi di varie materie sono impegnati per trovare il giuso raccordo fra etica e tecnologia.
I grandi blocchi mondiali stanno cercando di stabilire i limiti invalicabili, i cinesi si preoccupano solo che non venga utilizzata per abbattere il socialismo, l’Europa cincischia su diversi livelli di limiti, l’America vuole stabilire il limite di non poter superare le capacità cognitive dell’uomo,
Di certo il fenomeno tecnologico del momento è in grado di rivoluzionare la società, se non altro per i costi irrisori rapportati ai valori di restituzione.
Basti solo pensare ai livelli occupazionali e alla riduzione dei tempi di lavoro.
Casaleggio, da tempo, si è occupato di nuove tecnologie all’avanguardia, la piattaforma Rousseau costituisce ancora un caposaldo dell’era moderna, può vantare ancora, dopo anni, il record mondiale di partecipazione al voto in una sola giornata.
Oggi, come ha sottolineato, si aprono nuove opportunità, la rete diventa ogni giorno di più, patrimonio di tutti, la formazione diffusa al digitale consente di esercitare diritti, di avere una identità digitale, naturali le conseguenze per la politica, per gli scenari di scelta che si aprono al singolo soggetto.
In America, l’intelligenza artificiale è introdotta nei tribunali, aiuta gli avvocati a scovare pareri giurisprudenziali, al momento, ma le potenzialità sono infinite e già intraviste, anche in altri settori.
Carmelo Schininà ha fatto scivolare con eleganza la discussione sulla nuova creatura di Davide Casaleggio, che ha sostituito Rousseau: già nel 2021, subito dopo la rottura con i 5 Stelle pensò ad una nuova piattaforma.
Forte dell’esperienza e dei risultai straordinari che avevano permesso al Movimento 5 Stelle di crescere e di andare tre volte al governo, rivolse l’attenzione al nuovo progetto, Camelot, una sorta di Rousseau bis per i Cinque Stelle rimasti duri e puri.
Si era passati, nel Movimento, da una struttura iperdemocratica a una struttura iperverticistica in cui nessuno viene votato, nessuno si può candidare, persino i gruppi locali non possono esistere se non battezzati da parte di qualche nominato.
Rousseau, diceva Casaleggio, “garantiva la partecipazione dal basso alle scelte importanti, ma per costruire un partito unipersonale basato su un sistema di nomine è stato necessario eliminarlo e sostituirlo con meccanismi di creazione del consenso guidato dall’alto. La paura della libera competizione tra persone e idee, e del confronto democratico non ha mai portato lontano”.
Il nome della nuova piattaforma nasce da parole del padre, GianRoberto Casaleggio che nel 2001 scriveva:
“Le persone desiderano essere felici nel luogo di lavoro, fare parte di una comunità in cui si riconoscono, avere la possibilità di essere valutate per le loro capacità. Le persone ambiscono a Camelot”.
È una Benefit corporation che perseguirà finalità di beneficio comune ad alto valore sociale come la promozione della cittadinanza attiva e digitale, ha detto Davide Casaleggio in altre occasioni, “Abbiamo deciso di abbracciare questo innovativo modello di fare impresa, sebbene richieda più responsabilità e sia più impegnativo di altri, perché vogliamo far radicare un modello concreto che contribuisca alla trasformazione dello strumento della delega in partecipazione efficace. Abbiamo ricevuto diverse richieste dai privati, ma valutiamo anche progetti interessanti nell’ambito politico e istituzionale, perlopiù dall’estero».
La nuova piattaforma, si rivolge “a tutte le realtà che devono organizzare molte persone e che finora hanno ricorso alla delega perdendosi l’opportunità di coinvolgere i propri aderenti tutti i giorni dell’anno, e non solo nel momento del rinnovo delle cariche.
Dalle associazioni di settore a quelle professionali, dalle aziende che vogliono coordinare dipendenti o piccoli azionisti di società quotate fino alle associazioni studentesche o i sindacati. Il grande impatto che si può generare lo abbiamo già dimostrato in politica, ma lo stesso principio si applica in tutte le reti sociali che fanno partecipare le persone”.

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