Prove tecniche di trasmissione

Il territorio ragusano è stato sempre terreno di esperimenti politici, nell’ambito del più ampio bacino del territorio siciliano, storicamente laboratorio politico per eccellenza, spesso anticipatore di strategie poi adottate in campo nazionale.
Da giorni, Cateno De Luca palesava la possibilità di un accordo PD – 5 Stelle – Sud chiama Nord, propedeutico alla corsa per le prossime regionali che, peraltro, potrebbero essere più prossime di quanto si immagini.
C’era stata una prima cena palermitana, fra l’on.le Dipasquale e Cateno De Luca, convitato, si dice, sia stato anche Gianfranco Miccichè.
Successivamente, pochi giorni fa, serata in pizzeria dei deputati delle tre forze politiche, questa volta con Gianfranco Miccichè immortalato mentre sembra brindare alla nuova squadra, c’era l’alibi di una pausa dopo i lavori d’aula, ma i commensali non si scelgono a caso.
La strategia è quella di Cateno De Luca che aspirando alla candidatura e al successo per elezione a Presidente della Regione, mette assieme il campo progressista, in attesa di qualche piccolo cespuglio, per costituire un fronte contro il centro destra, fronte del quale può essere unico candidato credibile e con garanzie di acquisire notevole consenso.
Gianfranco Miccichè il regista che vuole una rivalsa su Schifani e sul centro destra, democratici e grillini, non in grado di esprimere candidature autorevoli, scelgono una strada sulla carta più conveniente, perché se Cateno è candidato alla Presidenza, possono fare bottino quasi pieno degli assessorati, non sarebbe desueto pensare ad un 5-5-2 che sistemerebbe molte persone.
Per quello che ci riguarda sarebbe la volta buona per Nello Dipasquale, un classico assessore all’agricoltura o alla sanità, ci sarebbe sistemazione per Stefania Campo che dopo due mandati dovrebbe essere riconsegnata gli affetti familiari.
Più variegata la schiera delle ambizioni per la corsa ai seggi di palazzo dei Normanni, Calabrese potrebbe avere di nuovo un posto nel listino, uno come Federico Piccitto potrebbe tentare se già non accasato a Bruxelles, poi ci sarebbero tutti i nomi nuovi, gli outsiders per i quali, nelle scorse elezioni, non è scattato il seggio per poco.
E nel laboratorio politico di Ragusa le prime prove tecniche di trasmissione di questa costituenda alleanza che potrebbe fiorire con nuovi ingressi. Più precisamente a Comiso.
Alcuni protagonisti hanno fretta di partire ed ecco che domenica mattina si discuterà di idee, proposte e analisi sulla Comiso di oggi e di domani.
Lo stato maggiore cittadino della sinistra, con Gaetano Gaglio, il personaggio politico su cui si regge, a Comiso, la presenza di Sud chiama Nord, a corto di elementi di peso un po’ su tutto il territorio, i consiglieri del Partito Democratico Gigi Bellassai e Gaetano Scollo, Giovanni Pace dei Progressisti per Comiso, Giovanni Landro di Sud chiama Nord, di Vittoria, in questo momento coordinatore a Comiso.
Alla squadra, intuendone, forse, le potenzialità, o presenza propedeutica all’ingresso di Renzi nella grande alleanza a livello siciliano, l’esponente di Italia Viva, Salvo Liuzzo.
Poi la presenza per l’acqua santa, per benedire l’incontro, gli onorevoli regionali Nello Dipasquale, Stefania Campo e Giuseppe Lombardo, la triade dell’alleanza.
Va notato che, mentre ci sono esponenti del Partito Democratico e di Sud chiama Nord chiamati a intervenire, mancano pentastellati di Comiso, a cominciare da Patrizia Bellassai.
Un rassemblement che sembra troppo spostato a sinistra, che forse potrebbe essere bilanciato da qualche cespuglio orientato, dal vento, verso il centro.
Va notato che nella locandina dell’evento si è scelto di non inserire simboli di partito, forse prevedendo l’affollamento che ci sarebbe e anche per cercare di presentare una formazione vergine, che ha appena raggiunto la maggiore età.
Tutti da vedere gli sviluppi e la crescita del progetto. Al momento sembra fantapoliica, ma, forse, non lo è.

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