Inizio di anno caratterizzato dalle discussioni e dalle polemiche sul turismo, si lamentano i commercianti e i comitati cittadini per un presunto calo di presenze, da Fratelli d’Italia arrivano critiche per le politiche turistiche adottate, mentre il sindaco agita dati positivi e si prepara a presentare il suo esperto per il turismo, il secondo dopo Clorinda Arezzo.
C’è da notare che alla nomina di Clorinda Arezzo nessuno aveva eccepito nulla, consapevole della preparazione, almeno in materia culturale, dell’ex assessore, questa volta per questo secondo esperto alcuni consiglieri di opposizione sono andati a cercare il curriculum, vogliono sapere di quali titoli di studio si avvale l’esperto e quali sono gli obiettivi raggiunti nella sua carriera.
Il comitato Comibleo ha parlato di attività economiche che chiudono, senza specificare quali, e di calo di presenze non suffragato da dati ma solamente percepito. In pratica una serie di critiche ma, come sempre, senza affondare il coltello nelle piaghe, e senza fare nomi. Tutto non funziona ma non sembrano esserci colpevoli.
Dopo Comibleo, anche il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia dice la sua, in verità, come per altri comunicati, dal maggiore partito italiano, al governo della nazione e della regione, ci si aspetterebbe di più in termini di analisi della situazione e di circostanziati rilievi sul presunto fallimento delle politiche turistiche del capoluogo.
Diciamo presunto perché il sindaco Cassì se la ride, di certo per l’inconsistenza di opposizione e di oppositori, e smentisce, con semplicità, i detrattori.
Certo è facile aggredire chi parla di percezioni per il calo delle presenze, come pure avere la meglio sul rappresentante di Fratelli d’Italia che passa dalla fine dell’effetto Montalbano alla mancanza di programmazione per finire ai lampioni spenti del parcheggio di Ibla, ma solo per una cattiva regolazione del timer di accensione, al tramonto, come ammette lui stesso.
E viene da chiedersi perché, di fronte ad una tale situazione fallimentare in tema di turismo, in sei mesi, il consigliere del partito della Meloni non ha sollevato la questione.
Ecco, allora, l’intervento di Peppe Cassì sul dibattito sulla stagione turistica, questa la sua nota odierna che fa trapelare la malcelata irritazione per ogni minima critica, perché se di castronerie si tratta per le argomentazioni di opposizioni e oppositori, questi non meriterebbero nessuna attenzione, tantomeno una replica ufficiale. Segnale che ogni minima punzecchiatura fa male, fosse anche la punta di uno stuzzicadenti.
“I dati sulla tassa di soggiorno, “metro” della stagione turistica in corso e al momento disponibili fino al terzo trimestre 2024, – dichiara il sindaco Peppe Cassì – ci dicono che Ragusa ha stabilmente raggiunto i livelli pre-pandemia nonostante la chiusura di quelle che erano le due strutture ricettive che più contribuivano al dato: ClubMed e Donnafugata Resort.
Merito da una parte di un lavoro di contrasto all’evasione condotto dal nostro Ufficio Tributi, che ha permesso di scovare diverse strutture ricettive non registrate, dall’altra dell’apertura di nuove strutture, a testimonianza di un mercato turistico vivace e in crescita.
Positivissima anche la stagione del Castello di Donnafugata, altra cartina al tornasole della presenza turistica in città, che continua a macinare record di presenze.
Quanto alla stagione natalizia ancora in corso, grazie alle piattaforme di cui ci siamo dotati, sappiamo che la destinazione Ragusa è stata cliccata e ricercata sul web tanto quanto Noto o Cefalù, e comunque in linea con l’area del Sud-Est siciliano.
Eppure, ancora una volta sui media trovano spazio giudizi assai critici, non supportati da evidenze oggettive, ma basati su “sensazioni” o riscontri circoscritti al singolo locale.
È basandoci sui dati che intendiamo approntare la strategia turistica che abbiamo già presentato; ed è basandoci sulla costante analisi dei dati che stiamo mettendo in atto le azioni di promozione, eventi e promo-commercializzazione che la città avrà modo di vedere coi propri occhi.
Dispiace solo notare che, nonostante i nostri numeri siano in linea con quelli del sud-est siciliano, ancora una volta c’è l’evidente tendenza a parlar male di noi stessi facendo la peggiore pubblicità possibile della nostra terra.
Impariamo piuttosto a lavorare insieme, pubblico e privato, per essere attrattivi: l’Amministrazione investendo in una strategia innovativa per Ragusa che ha trovato la condivisione delle associazioni di categoria; il privato con un proattivo spirito di iniziativa”.
