Simbolico il flash mob organizzato da Peppe Calabrese per protestare contro il sindaco Piccitto
Più una dimostrazione di esistenza in vita che una reale manifestazione di protesta, se non fosse stato per l’organizzazione e la presenza di Peppe Calabrese, comunque autorevole esponente di quel che resta del Partito Democratico a Ragusa, il raduno di pochi esponenti non avrebbe fatto notizia.
Il personaggio, ancorché solo dirigente regionale del partito, richiama comunque l’attenzione, oltre che per le doti politiche e personali e costituirà sempre un riferimento, quantomeno nel contesto cittadino.
Il problema sono i numeri, oggi qualunque partito o formazione politica ha problemi per riempire una sala da cinquanta posti, l’atipico flash mob, inusualmente convocato da giorni, non solo sul web, ha radunato una trentina di persone davanti al Comune di Ragusa, a prima vista erano più le bandiere che le persone, non c’era nemmeno evidente la presenza annunciata dei Giovani Democratici, né trovavano riscontro, almeno all’orario di convocazione del flash mob, un forma di protesta che dura pochi minuti, le dichiarate presenze di dirigenti del partito come pure l’adesione di tutti i circoli cittadini, ancor meno dei vertici cittadini del partito.
In pratica se non c’era Peppe Calabrese ad animare la protesta con la recita di alcuni slogan non si poteva nemmeno parlare di un assembramento.
Di rilievo la presenza al flash mob del responsabile agli Enti Locali di Territorio, Michele Tasca.
Un messaggio è comunque partito all’indirizzo di un sindaco ritenuto senza maggioranza e senza idee.
Numerosi i cartelli che replicavano rilievi ed eccezioni sull’attività amministrativa, a voce l’ormai inflazionato invito alle dimissioni per una attività, caratterizzata, secondo Calabrese, da tasse, sperperi, clientelismo e disservizi.
Assolutamente intollerabile la dichiarazione di Calabrese, in un comunicato stampa, sul fatto che la legge avrebbe consentito di avere, inizialmente, la maggioranza in Consiglio ai pentastellati.
È inaccettabile, ancora dopo tre anni e mezzo dover tollerare tali falsità per non esporre alle giuste valutazioni i veri responsabili di quello che fu un tradimento degli elettori che avevano sì eletto Piccitto con un consenso plebiscitario ma, loro avvalendosi della legge, affidando oltre il 50 % del civico consesso ad altre forze politiche.
Il candidato sconfitto, formalmente da solo ma in stretta sinergia con l’on.le Dipoasquale e lo stesso Calabrese, decise di procedere all’apparentamento che ci fu dal punto di vista politico ma non fu formalizzato per gli aspetti tecnici, permettendo al partito del Sindaco eletto di godere della maggioranza in Consiglio, lasciando a casa i potenziali eletti della coalizione a sostegno dello sconfitto.
Non si vuole entrare nel merito delle scelte e delle decisioni operate, né capire le strategie che suggerirono questa mossa che, in ogni caso, non riscontrò nessun parere contrario da parte di nessuno dei componenti la grande alleanza a sostegno di Cosentini, in particolare da nessuno dei potenziali consiglieri che vollero subire, come sempre accade, scelte piovute dall’alto.
A margine del comunicato è stato ribadito che il PD, con i suoi consiglieri comunali, presenterà la mozione di sfiducia, che si auspica venga firmata senza pretesa di diritti di progenitura da tutte le opposizioni.
È stato altresì annunciato che il flashmob sarà il primo di una lunga serie di iniziative del genere che si vogliono mettere in campo per ulteriori proteste nei confronti dell’amministrazione pentastellata
