Primo consiglio comunale del 2024 che si è trascinato sulla scia, ormai cronica, della noia, sempre lo stesso clichè, interventi per lo più banali, retorici, strumentali, delle esigue opposizioni, risposte quasi farneticanti di qualche assessore, solita tattica della distrazione dall’oggetto della discussione, per non dire delle risposte che non si danno del tutto, come se nulla fosse.
Tutto concentrato nello spazio delle comunicazioni, gli argomenti all’Ordine del Giorno della seduta esitati in scioltezza, debiti fuori bilancio e questioni legate agli oneri concessori, niente di straordinario, solo l’ultimo punto ha offerto spunti di riflessione, sull’Osservatorio per le disabilità, la Consulta da istituire e la nomina del Disability Manager, del quale ci occuperemo a parte.
Nello spazio dedicato alle comunicazioni, è ancora il consigliere Gaetano Mauro protagonista e ancora con i concorsi di Iblea Acque.
Con competente raffinatezza di linguaggio, sconosciuta ai più nel civico consesso, ha affermato che i bandi per i concorsi di Iblea Acque, quelli che si sono dovuti rifare proprio a seguito delle sue segnalazioni, raccolte e accolte dal Comitato del Controllo Analogo, rivelano un inquietante, ma non troppo, ‘taylor made’, un fatto su misura che non sconvolge chi come noi, immagina chi dovrebbero essere i prescelti.
Il consigliere Mauro rileva, in particolare, come ci siano requisiti troppo stringenti, in violazione palese del favor partecipationis, il principio che dovrebbe favorire l’ampliamento della platea di partecipanti.
Per i profili dirigenziali si chiede, addirittura, l’iscrizione da dieci anni all’albo dei dottori commercialisti.
Mauro fa rilevare come il requisito non sia richiesto nemmeno per il ragioniere capo del Comune, addirittura il ragioniere generale dell’Assemblea Regionale Siciliana è un avvocato, per paradosso non potrebbe partecipare ai concorsi di Iblea Acque.
Inusualmente, come non avvenuto per altre risposte nella stessa seduta, il sindaco non ha avuto nulla da ridire ai rilievi di Mauro e ha assicurato che saranno adottate le necessarie verifiche.
Argomenti principali quelli della recrudescenza di fenomeni criminali in centro storico, scippi e risse, e della mancanza di una sede per i vigili urbani a Marina di Ragusa.
Per entrambi, ha preso la parola l’assessore ai centri storici e alla polizia urbana, Gurrieri, protagonista di alcune dichiarazioni che hanno stupito, per usare un eufemismo.
A proposito di ordine pubblico, ha solo detto che, dopo 21 anni, questa amministrazione riapre un presidio della Polizia Municipale in centro storico, a piazza San Giovanni, per il resto con assunzioni e potenziamento della videosorveglianza si cercherà di porre un argine ai fenomeni delinquenziali.
A proposito della segnalazione del cartello affisso alla porta del gabinetto pubblico di corso Vittorio Veneto, che indicava nella mancata fornitura dei prodotti per la pulizia, da parte dell’amministrazione, i motivi della chiusura, l’assessore ha candidamente detto che, dopo 5 anni di prima amministrazione Cassì e dopo sei mesi e mezzo di questa, “si sta lavorando per una univoca gestione dei bagni pubblici” rimandando i particolari ad altri interventi dei colleghi, che non ci sono stati.
Apprendiamo, dunque, che la questione dei bagni pubblici è ancora allo studio, dopo quasi sei di amministrazione.
Le dichiarazioni ancora più imbarazzanti di Gurrieri a proposito degli sforzi per il ripopolamento dei centri storici, criticità dovuta, secondo l’assessore, “alle colpe dei ragusani che non vivono il centro”, che “lo devono vivere attraverso la programmazione”. Meglio non commentare.
Altro intervento pregnante quello del consigliere Podimani che, facendo seguito a contatti informali, personali, con il primo cittadino, a proposito del nuovo esperto del turismo, ha chiesto quali titoli specifici siano in suo possesso e come sia stata superata, come avrebbe assicurato il sindaco, la norma che prevede requisiti specifici per gli esperti nominati.
Podimani ha anche chiesto come mai il sindaco non pensi di affidare la delega al turismo, come quella alla cultura a qualcuno degli assessori in carica.
Domande alle quali il sindaco non ha risposto: ha detto che nel suo programma elettorale era prevista la nomina di esperti, ha riaffermato il diritto, indiscutibile, alla scelta fino a tre consulenti, senza limiti di retribuzione, solo con il limite dei compensi dei dirigenti, considerando le spese relative un investimento per la città.
A proposito dell’esperto, nulla ha detto sui titoli, parlando solo delle competenze acquisite in tema di esigenze del turismo locale per il lavoro svolto in una prestigiosa struttura ricettiva della città.
Magie della comunicazione che gli consonano di glissare sulle domande scomode, come per esempio, sulla scia di quanto espresso in una intervista televisiva, a proposito dei rilievi per le infiltrazioni alla piscina comunale, esaltando la qualità generale degli impianti sportivi della città che consente l’organizzazione di prestigiosi eventi.
Come per l’esperto del turismo, abilmente ma più per moderazione degli interlocutori, sposta altrove l’attenzione e non dà la risposta specifica, arte della comunicazione che, come sta emergendo, coinvolge anche altri esponenti della giunta.
A proposito della giunta, va riconosciuto il merito della partecipazione ai lavori della seduta di tutti gli assessori.
