Ragusa Prossima, esercizi di suicidio politico

A Ragusa Prossima avranno intenzione d chiudere l’attività del movimento e vogliono chiudere in bellezza, in maniera eclatante e hanno scelto la strada del suicidio politico, un po’ come quelli che prendono decisioni estreme perché fuori di testa.
Pensavamo che la sortita in aula consiliare del consigliere Iurato fosse stata incontrollata e non condivisa dal leader Giorgio Massari, per l’enormità dell’assurdo e per i toni, gli atteggiamenti e le affermazioni al limite della decenza ordinaria ma soprattutto politica.
È un po’ come per la sicurezza in centro storico, i vigili o le forze di polizia non possono essere ad ogni angolo.
Oggi, leggendo una nota pervenuta a firma del Presidente del movimento, non possiamo non pensare che il leader Giorgio Massari abbia condiviso i due episodi, quello di Iurato e questo del prof. Accardi.
E restiamo basiti perché renderci conto che, dopo lo spiacevole episodio dell’attacco di Iurato alla consigliera Caruso, per un semplice ringraziamento ad un deputato che aveva abbracciato, anche lui, la causa della cardiochirurgia pediatrica di Taormina, i vertici del movimento procedono ad un’altra mossa che ha del paradossale, è un suicidio politico, secondo una nostra visione che cercheremo di spiegare.
Abbiamo già cercato di esternare le nostre forti riserve sull’ ‘uscita’ del consigliere Iurato, spropositata nei modi, nei contenuti e, obiettivamente, senza motivi che avrebbero potuto giustificare l’attacco.
Ma la di là di toni e comportamenti, una sceneggiata a tutti gli effetti, perché si sapeva già dalla campagna elettorale che fra gli alleati sostenitori di Cassì c’era Abbate, si sapeva che Abbate era onorevole eletto nella lista della DC di Totò Cuffaro, si sapeva che c’era gente in liste a sostegno di Cassì che faceva riferimento a Ignazio Abbate. Si sapeva anche che una candidata, la sig.ra Caruso, casualmente, era anche nuora di un ex assessore della giunta Abbate quando l’onorevole era sindaco di Modica.
Non c’era bisogno della foto del buffetto di Abbate a Cassì, alla presentazione della candidatura alla Camera di Commercio, per capire come stavano le cose.
Peraltro, era noto a tutti che nelle varie liste c’erano rappresentanti o riferimenti, a vario titolo, di partiti che Cassì diceva di non volere, di movimenti, addirittura candidati di uomini politici che sostenevano altri candidati sindaco, il tutto con infingimenti per far reggere il castello di carte di Cassì che diceva di non voler avere a che fare con i partiti. Castello di carte a cui contribuì Ragusa Prossima, da protagonista, accogliendo non uno ma più candidati, nella propria lista, che facevano riferimento al partito di Calenda, dopo precisi accordi con il referente locale del partito, e del referente locale veniva eletto un fedelissimo che contribuì significativamente, considerati i risultati dei candidati di Ragusa Prossima, alla conquista di due consiglieri.
Che c’era la DC di Totò Cuffaro e l’on.le Abbate che aleggiavano sulla amministrazione Cassì era cosa nota, con espressioni di Raffele Lombardo, di Cateno De Luca, di Giorgio Assenza, di esponenti di Azione del territorio siracusano.
Poco prima del fattaccio, per Natale, l’on.le Abbate, su precise sollecitazioni della sua rappresentante in consiglio comunale, mimetizzata, come altri, in altre liste civiche, faceva arrivare al Comune 25.000 euro per il Natale e 100.000 per riqualificare un immobile di Marina di Ragusa, come centro di aggregazione per la frazione. La destinazione dei 25.000 euro fu scelta dalla sig.ra Caruso, in collaborazione con il consigliere Bennardo, d’accordo con il sindaco Cassì, era tutto alla luce del sole, scritto nei post, mostrato nei video.
Liberissimo il consigliere Iurato non di accorgersi di queste cose, ma, da quanto affermato nel suo intervento in aula, sapeva, però diventare, di colpo, allergico ai cuffariani no, siano essi consiglieri comunali o onorevoli o lo stesso Totò Cuffaro che, in una recente intervista non aveva fatto mistero di aver sostenuto, tramite suoi uomini, la candidatura a sindaco di Cassì.
Naturalmente, ora si attendono mosse consequenziali perché la consigliera Caruso di certo non esce dalla maggioranza per la sortita di Iurato, il deputato non avrà considerato per nulla la sortita e il suo autore, meno che mai potrebbe ritirare il suo sostegno a Cassì, sarà divertente capire se Iurato abbandonerà la maggioranza per l’allergia o riuscirà a trovare un lenimento per continuare a stare nella stessa maggioranza.
Pare che sia messo in contatto con il collega Buscemi, peraltro medico, anche lui dichiaratosi indisponibile a stare in maggioranza con esponenti del partito di Totò Cuffaro, ma stranamente, finora, tollerante all’allergia.
Se finisce tutto a tarallucci e vino, ci daranno l’Oscar per la farsa napoletana.
E veniamo quindi, dopo questo lungo antefatto, a quello che definiamo, senza mezzi termini, il suicidio politico di Ragusa Prossima.
Inutile girarci attorno, l’attacco alla Caruso era solo l’effetto della grossa tegola caduta sul movimento e sui suoi esponenti, la sig.ra Caruso c’è andata di mezzo, incolpevolmente, del resto non si poteva pensare che fosse successo quel che è successo per un semplice ringraziamento ad Abbate.
Forse c’erano sentori di possibili avvicinamenti del consigliere Zagami ad Abbate, come si suol dire, “nella vita non si può sapere”, forse, ma è un eufemismo usare il dubitativo, si era incrinato l’idillio fra Ragusa Prossima e il partito a cui faceva riferimento Zagami, fra i rispettivi leader, si percepiva anche che Abbate andava a caccia ogni giorno e, quindi il pericolo era incombente.
Ma la pezza è stata molto peggiore del buco: con l’accordo elettorale Ragusa Prossima sapeva a che cosa andava incontro, da Ragusa Prossima non possono negare nulla di quanto abbiamo testè scritto, un suicidio politico per la leggerezza con cui si è pensato di spegnere l’incendio le cui fiamme covavano da qualche settimana, una leggerezza da principianti della politica per cui uno si domanda cosa è accaduto nella testa di Giorgio Massari per non aver saputo o voluto evitare questo disastro?
Tutti sanno che per spegnere le fiamme provocate dall’impianto elettrico si spara con l’estintore, non si usa acqua.
La replica del consigliere Zagami è un trattato di come si sarebbe dovuto spegnere l’incendio, comprendendo cosa ha scritto.
Come si può leggere in altra parte del giornale, Sebastiano Zagami non ha mai inteso rappresentare Ragusa Prossima e la cosa era sotto gli occhi di tutti, si sapeva la sua appartenenza, non tanto di tessera, ammesso che l’avesse avuta, ma ideologica e personale.
La storia, anche familiare di Zagami è nota tutti, soprattutto nell’area moderata di centro, non è storia recente,
le vicende e i termini dell’accordo con Ragusa Prossima erano noti e comprensibili già dalla campagna elettorale.
Le vicende successive, la mancanza di condivisione dell’attività amministrativa dell’assessore che pure era stato scelto in totale accordo, la pretesa di considerare l’accordo esclusivo, a danno di possibili progetti futuri, regionali o nazionali, può essere stata la scintilla che ha fatto scoppiare l caso, non si possono sapere quali accordi era stati presi o sottoscritti, di certo dire “Zagami non rappresenta le posizioni politiche del movimento” è surreale e intempestivo.
Zagami non ha mai rappresentato le posizioni politiche del movimento, trovare un altro soggetto che “non ci rappresenta” dopo la Caruso che non rappresenterebbe la maggioranza non può che far sorridere, sempre per usare eufemismi, diremmo meglio fa scompisciare dalle risate.
C’è anche la ‘pizza’ che, come accaduto già con il consigliere Bennardo, sgradito in maggioranza ma impossibile da espellere dal gruppo e dalla maggioranza stessa, se il consigliere Zagami conferma quanto scritto, cioè che non intende lasciare il gruppo consiliare, il civico consesso che già mostra limiti enormi, come abbiamo più volte segnalato, si trasformerà in una commedia degli equivoci, tale da farci balzare anche agli onori delle cronache nazionali.
Ma il vero paradosso è che forse, Zagami sarebbe andato presto al gruppo misto e Ragusa Prossima avrebbe potuto attutire molto meglio quanto comunque hanno voluto far scoppiare.
È l’ennesima riprova dell’azzardo intrapreso da Cassì per mettere al sicuro la sua rielezione, con un manipolo di politici spregiudicati sono andati all’arrembaggio del potere e delle poltrone, inconsapevoli delle criticità a cui sarebbero andati incontro.
E ancora debbono arrivare le elezioni europee, le provinciali e le prossime regionali.
Spettacolo assicurato.

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