Per cambiare in politica

di Rosanna Bocchieri

No alle vecchie logiche

Vecchie logiche della politica costruiscono il consenso solo attraverso il sistema del favore, che si tramuta in voto e devozione a vita. 

Questa è una prassi molto usata, specialmente qui in Sicilia e nel Meridione d’Italia. 

Si sarebbe utopistici se non avessimo, nella vita, bisogno degli altri nei contatti. La solidarietà vuole che aiutare gli altri con le conoscenze non è un fattore negativo, ma la strumentalizzazione di questo è devastante. La piaga è che questo modo di avvicinare le persone alla politica, togliendo loro la capacità, ma soprattutto la libertà di scegliere, ma anche la dignità, ha proprio stancato l’elettorato, che preferisce non andare a votare, invece di subire i soliti ricatti. 

Prassi politica realistica, per molti politici, è proprio questa. Questo è solo un fattore, oltre alla delusione delle persone che magari, credendo, vedono molti invischiati nella corruzione e illegalità, vedi i recenti fatti di Roma.

La vincita del partito del non voto dovrebbe far riflettere la politica e i politici. Parliamo delle ultime regionali in Emilia e in Calabria.

Tecnicamente, il problema si capisce, ma il politico, soprattutto quello miope, che confida nelle prossime elezioni, continua imperterrito a pensare “a queste, ma non alle generazioni” come diceva De Gasperi.

 Qui, è la miopia dei partiti, non tutti ad onor del vero, qui è il problema. Dire le cose non risolve nulla, ma fotografa la realtà. Sarebbe utopistico voler cambiare un sistema inveterato, ma se non s’inizia da qualche parte rischiamo di diventare come il cane che si morde la coda.

Noi, come Osservatorio, lo mettiamo in essere con i giovani, lo mettiamo in essere nella comunicazione, cercando di cambiare una mentalità asservita al potere, con incontri, mettendo in essere la democrazia partecipativa, facendo, educando alla legalità, alla trasparenza, ai valori e colleghiamo alla politica, alle azioni popolari tutto questo.

Ad alcuni politici, ad alcuni della comunicazione, sembra che tutto questo sia un voler combattere contro i mulini a vento, come nel noto romanzo di Cervantes!

Le cose non stanno così, però, in quanto il vero cambiamento, non strumentale alle vicine elezioni, in una città, in una Regione, in una Nazione, si ha quando con i fatti si arriva alla concretezza. 

Questo avviene nelle lotte, vedi, nel caso di Ragusa, quella del Teatro Concordia, dalla raccolta firme alla proposta referendum, più o meno condivisibile non come strumento ma come opportunità del momento, sempre nell’ottica della democrazia partecipata.  

Ritornando al consenso, siamo sempre più convinti che questo nasce dalla credibilità dei progetti, che non devono essere contenitori da riempire, come sempre avviene comunemente, generalmente parlando, nasce anche dalle persone che operativamente, con i fatti, dimostrano un nuovo modo di fare politica, che non sia quella delle sgomitate, dell’arroganza e dell’io.

 

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